Dopo l’attacco iraniano alla base RAF di AKrotiri, le principali potenze europee, Francia, Germania e Gran Bretagna, rispondono con una mobilitazione militare nel Mediterraneo orientale. Macron invia il simbolo della potenza navale francese, la portaerei “Charles Da Gaulle”. L’ illusione che l’operazione congiunta israelo-americano contro l’Iran potesse restare confinata entro il perimetro dell’area mediorientale è durata appena 72 ore. Mentre è in atto una pericolosa “escalation” che sta aggravando l’instabilità nell’intera penisola arabica, il figlio di Alì Khamenei, Mujtaba, 56 anni, scelto dall’ “Assemblea degli Esperti”, è stato nominato nuova Guida suprema della Repubblica Islamica. Londra, Parigi e Berlino entreranno nel conflitto?. L’ Europa cosa deciderà?. In Italia innalzato il livello di allerta contro obiettivi sensibili statunitensi e israeliani.
Giuseppe Zingarelli
Tutto il Medio Oriente è in fiamme sotto un diluvio di bombe. La guerra in Iran sembra essere diventata un test di credibilità di politica interna, e non solo per Washington e Tel Aviv. La battaglia divampata nella penisola arabica finisce anche nelle bollette e nei portafogli degli europei e “bombarda” le Borse: tutti i mercati sono in caduta libera. Milano perde il 4%, minimi i cali a Wall Street. La guerra in Iran potrebbe accelerare una crisi economica in grado di travolgere milioni di persone on pochi giorni?. Difficile rispondere. Una cosa è certa. Non sarà una guerra di poche settimane se, in breve tempo, non si riuscirà ad arrivete ad una trattativa. Dopo il quarto giorno di belligeranza, in Europa, in 48 ore, sono andati in fumo 900 miliardi, con impennata immediata dei prezzi di petrolio e gas. Petrolio, gas e carbone sono e continueranno ad essere ancora per molti decenni il motore dello sviluppo globale. La prova è che, non certo per una coincidenza, la politica protezionistica dell’emisfero occidentale ha liberato il Venezuela, il più grande serbatoio di petrolio del mondo, tagliando fuori la Cina e la Russia.
L’ attacco all’Iran fa molto temere l’ innalzamento dei costi geopolitici dell’ energia globale. Quel che ardentemente si spera è che il conflitto detonato nel Golfo Persico non si trasformi in un’altra Gaza e Ucraina e, soprattutto, non si trasformi in un conflitto Islam-Occidente. La questione tra Mosca e Kiev, esplosa nel cuore dell’Europa, una contesa che secondo Putin doveva essere risolta in breve tempo, si sta protraendo ormai da quattro anni, con un totale, fin ad ora, di circa un milione e 200mila vittime e oltre 650 mila feriti e, purtroppo, all’orizzonte, continua a non vedersi la conclusione nonostante i negoziati mediati dagli USA. Due giorni fa il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha affermato che in Iran la guerra dovrebbe durare quattro o cinque settimane, ma poi, come se ci avesse ripensato, ha detto che potrebbe invece essere una guerra molto più lunga. Mentre il conflitto nella penisola arabica si inasprisce, 4.000 le bombe sganciate dall’aeronautica militare israeliana contro l’Iran e oltre 300 i lanciamissili iraniani disattivati dall’Esercito dello Stato Ebraico, all’alba, un nuovo raid aereo israeliano ha colpito un edificio di 4 piani a Baalbek, un’area sotto il controllo delle milizie Hezbollah, nel Libano orientale. Numerose sono le vittime mentre si cercano di salvare molte famiglie intrappolate tra le macerie.
L’ Idf avrebbe colpito anche un hotel nel sobborgo di Hazmieh a Beirut insieme a decine di obiettivi iraniani, inclusi centri di comando a Teheran. Mahammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali del corpo delle Guardie Rivoluzionarie della Repubblica Islamica, i Pasdaran, ha confermato che l’Iran detiene il controllo totale dello Stretto di Hormuz, nevralgico passaggio “strozzato” per il commercio mondiale del petrolio all’ingresso del Golfo Persico. L’ Agenzia di stampa ‘Fars’ riporta di 40 missili iraniani lanciati contro obiettivi USA e israeliani. Circa 200 studenti italiani sono rientrati in patria, esplodendo di gioia al loro arrivo per essere ritornati a casa da un incubo. il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato che, nuovamente, un altro conflitto è venuto a “bussare” non distante dalle porte dell’Italia, ed ha invitato a sperare che presto possa cessare. Molti dono ancora i connazionali che attendono il rimpatrio. Tel Aviv ha confermato che l’attacco aereo che ha distrutto a Qom la sede dell’ “Assemblea degli Esperti” è avvenuto mentre era in corso la votazione per eleggere la nuova Guida suprema dell’Iran dopo la morte di Khamenei, con tutti i leader riuniti.
L’ Iran ha smentito e, come rappresaglia, ha intensificato gli attacchi contro l’Arabia Saudita, colpendo l’ambasciata americana a Riad. Intanto, sotto bombe droni e missili, l’Iran ha eletto la sua nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei, il figlio dell’ex ayatollah Alì, che dal 1989 ha assunto l’incontrastata leadership del repressivo, sanguinario e ferreo regime iraniano che USA e Israele hanno “decapitato” in due giorni. Alì Khamenei, i cui funerali pevisti per questa sera sono stati rinviati senza che l’Iran abbia finora fornito una motivazione, è stato ucciso il 28 febbraio scorso insieme ad altri 50 leader iraniani. Il consigliere del defunto leader Khamenei, ufficialmente ha comunicato che l’Iran non negozierà con gli Stati Uniti e che “la guerra contro i traditori americani e il regime sionista continuerà per il tempo che sarà necessario, proprio come ha fatto negli 8 anni di conflitto contro l’Iraq”. L’ Iran, inoltre, ha messo in guardia i Paesi europei da un intervento nel conflitto in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, infatti, ha dichiarato al quotidiano “Teheran Times” che dall’inizio dell’attacco congiunto da parte di Stati Uniti e Israele “considereremo qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra che genererà una risposta. Trump ha tradito la diplomazia e gli americani che lo hanno eletto, trattando i negoziati sul nucleare come una transazione immobiliare, per poi bombardare per ripicca il tavolo negoziale e la Repubblica Islamica dell’Iran”.
Questa dichiarazione ha indotto l’Italia a convocare a Roma l’ambasciatore iraniano, Mohammad Reza Sabouri. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, gli ha ricordato che “il nostro Paese non è in guerra con nessuno e, nel rispetto della Costituzione, che cita espressamente il ripudio dell’Italia alla guerra, l’unica legittima preoccupazione del nostro Governo è solo quella di proteggere i cittadini e i militari italiani. Abbiamo peraltro richieste di aiuto per la difesa aerea in alcuni Paesi. Le valuteremo”. Non è passato inosservato il violento scontro verbale Tajani-Conte durante le repliche del ministro in occasione dell’informativa davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera: “A me Trump non mi ha mai chiamato Tony, a lei la chiamava ‘Giuseppi’, quindi un rapporto di amicizia lo avrà lei – ha detto Tajani replicando piccatamente all’ex premier foggiano, nativo di Volturara Appula, che lo aveva criticato poco prima per il cappellino Maga durante la riunione del Board of Paece -. Il cappellino era un regalo e io non sono stato mai in ginocchio né da Merkel né da Trump come invece ha fatto lei. E non mi vergogno di niente”, ha aggiunto Tajani mentre in commissione si alzava la bagarre tra le proteste delle opposizioni, a cominciare proprio da Conte. Forse, sbottando a quel modo, non è nello stile del ministro romano, Tajani si sarà ricordato della fotografia scattata in occasione della visita ufficiale dell’ex premier alla Casa Bianca, quando a Washington, Conte si incontrò “face to face” con il tycoon.
L’ iconico scatto ritrae Trump che addita il leader pentastellato con un’aria di grande superficialità. il presidente statunitense, rivolgendosi ai fotografi, sembra volesse chiedere loro: “Per caso qualcuno di voi sa dirmi chi è questo sconosciuto, che cosa è venuto a fare qui da me, cosa vuole e da quale uovo di Pasqua è venuto fuori?”. Conte, infatti, continua ad essere considerato da una larga fetta dell’elettorato nazionale come una vera e propria “anomalia” nel panorama politico italiano, considerando il fatto che l’ex professore universitario, ha ormai definitivamente abbandonato la carriera accademica per la politica, siede in Parlamento in modo atipico, mancando la ordinaria legittimazione popolare nei suoi confronti. Durante i suoi due mandati come Presidente del Consiglio, 2018-2021, di fatto, non risultava essere un parlamentare eletto. Fu scelto come terza figura e “tecnico” dai partiti di maggioranza. Alle dichiarazioni del ministro Araghchi, non si è fatta attendere ha prontamente fatto eco la risposta del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, il quale ha replicato: “Stati Uniti e Israele sono più uniti che mai. Le accuse del mio omologo iraniano nei confronti del ruolo di Washington non reggono affatto”.
Nel frattempo anche la Turchia prende le distanze dal regime di Teheran, criticando la strategia iraniana: “l’Iran non si limita a rispondere agli attacchi subiti, ma coinvolge anche Paesi Terzi. Eviti l’espansione del conflitto”. La NATO ha condannato il raid di USA e Israele: “Siamo a fianco degli alleati”. La Casa Bianca fa sapere che, di fatto, ci sono state delle aperture da parte della Repubblica Islamica ma sono arrivate “fuori tempo massimo”. Non ci sarebbero più opportunità per appelli diplomatici. Donald Trump, intervistato alla Cnn, ha lasciato cadere ogni possibilità di ripristinare il dialogo con il regime degli ayatollah. Dopo il “chirurgico” attacco israelo-statunitense che ha letteralmente distrutto, con missili balistici di altissima precisione, la residenza presidenziale di Khamenei, Trump, è stato chiaro e deciso: “Stiamo massacrando l’Iran e dobbiamo considerare che non abbiamo nemmeno iniziato a colpirli duramente. La grande ‘ondata’ non si è ancora verificata, ma verrà quanto prima e, per loro, il peggio dovrà ancora venire. Ho inviato un contingente di 50mila militari in Iran. Abbiamo scorte di armi e munizioni praticamente illimitate. Potremmo combattere ‘per sempre’. Mai gli USA hanno avuto scorte così pingui. Gli attacchi alle nostre basi?. Fanno parte della guerra. Gli iraniani mi ha chiesto di trattare, ma ormai è troppo tardi. I leader che avevamo pensato per la successione in Iran sono morti. Ora l’Iran non ha più Marina, nè aviazione e ne difese aeree, perchè le abbiamo tutte distrutte. L’ Iran ci avrebbe attaccato se non l’avessimo fatto noi”. L’ alto commissario dell’ONU per i diritti umani, senza nominarle, ha esortato le forze responsabili del raid a una scuola femminile in Iran ad indagare sull’incidente. I morti sarebbero 165 tra allieve e professori. L’ ONU chiede un’indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell’attacco. L’ onere delle indagini ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco.
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, sostiene che gli Stati Uniti non hanno assolutamente preso di mira il plesso scolastico. Entrando via terra nel Libano meridionale, le Forze di Difesa israeliane hanno eliminato il capo degli armamenti di Hezbollah, Khuzai. La conferma diretta arriva dal portavoce dell’esercito della “Stella di Davide”: “Abbiamo ucciso Khuzai, cerniera tra il movimento libanese e l’Iran, conquistando inoltre diversi punti per rafforzare la difesa del fronte. I terroristi di Hezbollah, nonostante i raid e i danni subiti alle infrastrutture, continuano ad attaccarci, ma presto subiranno altre controffensiva e dure conseguenze”. Il ministro della Difesa israeliana, israel Katz, ha confermato che tutte le misure adottate impediscono ad Israele di essere esposto direttamente al fuoco nemico. Quasi senza sosta i jet militari dell’aeronautica ebraica continuano a sferrare attacchi simultanei a Teheran e Beirut. Calibrando attacchi mirati contro obiettivi militari del regime iraniano, israele ha smantellato una cellula di agenti nemici che tentavano di azionare sistemi contro l’Idf. Intanto nuovi ordini di evacuazione sono stati emessi per decine di località del Libano. Gli USA stanno preparando una risposta durissima in risposta all’attacco iraniano all’ambasciata americana a Riad, centrata da due droni che hanno causato incendi contenuti e danni materiali, ma senza causare vittime o feriti. Trump ha confermato che “presto l’Iran capirà cosa significa attaccare un’ambasciata americana e comprenderà ancor meglio l’entità della ritorsione per aver causato la morte di militari statunitensi”.
Washington ha ordinato di chiudere l’ ambasciata in Kuwait e chiudere, solo temporaneamente, quella a Riad. Colpita da droni iraniani a sud di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, anche la base aerea australiana di Al-Minhad, dal 2003 quartier generale delle truppe di Camberra. Il ministro della Difesa, Richard Marles, ha confermato che il personale che lavora alla base, circa 80 cittadini australiani, sono stati portati al sicuro. Le autorità governative dell’Australia hanno contattato la Casa Bianca confermando pieno sostegno agli “States”. Nell’incontro a Washington con il Cancelliero tedesco Friedrich Merz, il tycoon è apparso molto deluso dalla Spagna e, in parte, dalla Gran Bretagna. Gli iberici, infatti, non hanno autorizzato gli USA all’uso delle basi militari di Rota, Cadice, e Moron, Siviglia, al fine di condurre operazioni offensive contro l’Iran e colpire i siti missilistici del regime mullah. Londra, in un primo tempo restia, le avrebbe concesso solo in un secondo momento.
Trump vuole interrompere gli accordi commerciali con Pedro Sanchez, ma Merz, intervenuto in sua difesa, ha ribadito al leader statunitense che la Spagna è membro UE e che, per i dazi, gli accordi si fanno insieme. La fragile Unione Europea?. È divisa. Divisa tra la necessità di mantenere l’Alleanza Atlantica e le molteplici differenze interne sulle azioni da intraprendere in Medio Oriente.