Eboli: accorsata mostra “Curare e guarire”, connubio arte-medicina
Si è conclusa il 2 marzo, presso la Sala Mangrella del Complesso Monumentale di San Francesco, la mostra “Curare e Guarire – Occhio Artistico e Occhio Clinico. La malattia e la cura nell’arte pittorica occidentale”: connubio arte e medicina per riflettere sulla malattia e la cura.
L’iniziativa, curata nei minimi particolari dal Sodalizio per le Opere di Solidarietà del Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano di Eboli, che da anni offre attenzione specialistica ed umana ai più fragili.
La mostra occasione di confronto tra arte e medicina: il medico che cura il corpo, e l’ artista, che racconta creativamente ciò che spesso si vive nell’infermità.
Le opere testimonial del vissuto di pazienti, tra note di solidarietà sanitaria.
La mostra ha proposto un itinerario tematico articolato in diverse sezioni, pensato per accompagnare il visitatore attraverso i diversi aspetti della relazione tra malattia e cura.
Le povertà, dedicate alle condizioni di fragilità umana e sociale. Curare e guarire, con riferimenti alla salute, alla salvezza, al miracolo e al tema del bambino malato. Accanto ai malati, dedicata all’assistenza, alla scienza e al ruolo dell’uomo nella cura. Prospettive, con uno sguardo sull’artista malato. La medicina nelle caricature, sezione che ha mostrato come anche l’ironia e la satira abbiano raccontato la figura del medico.
Per alcuni giorni il Complesso Monumentale di San Francesco è diventato uno spazio di incontro tra cultura, riflessione e solidarietà. La mostra ha ricordato come la malattia non sia soltanto un fatto biologico, ma un’esperienza profondamente umana, che chiama in causa relazioni, empatia e responsabilità collettiva.
Il lavoro del Sodalizio per le Opere di Solidarietà del Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano di Eboli, promotore e curatore dell’iniziativa, ha voluto proprio sottolineare questo messaggio: curare significa prima di tutto prendersi cura, riconoscendo nell’altro una fragilità che riguarda tutti.
Un messaggio che resta vivo anche dopo la chiusura della mostra, ricordando che arte e medicina, insieme, possono aiutare a comprendere più profondamente la condizione umana.
Numerosi gli artisti riprodotti, tra di essi Van Gogh, Gericault, Munch, Signorini, Goya, Magritte.