Avv. Antonio Montuori
Il calcio, nei suoi dribbling romantici e visionari, riesce ancora a trasmettere passione, affettività sentimentale e “sciabolate” emozionali. È la metafora della Vita, con sconfitte e vittorie, momenti esaltanti o deprimenti, gesti di solidarietà e sfottò, da assaporare in tempo reale e non attraverso riproduzioni virtuali della nostra “varia” Umanità. E gli stadi di calcio, probabilmente, rispecchiano anche le disuguaglianze della nostra società “civile”, con settori popolari e postazioni “vip”, tra un panino con la mortadella, infiltrazioni d’acqua, imprecazioni, sorrisi e pianti e, dall’altro lato, invece, l’occasione di uno spot pubblicitario, per esibire la propria onnipotenza e sedersi a sontuosi banchetti. Ed in questa metafora delle nostre umane Esistenze, tra risultati calcistici deludenti e una collettività in difficoltà, prova a resistere la passione per la Salernitana, tra cuore e ragione, in bilico tra il desiderio di partecipare e la tentazione di disertare.