Salerno: Fonderie Pisano, on. Andrea De Simone su sentenza Corte Europea

Salerno: Fonderie Pisano, on. Andrea De Simone su sentenza Corte Europea

La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è un grave atto di accusa contro le istituzioni preposte che potevano assumere decisioni sull’inquinamento delle fonderie Pisano e non lo hanno fatto.

Si poteva evitare un danno gravissimo alla salute dei cittadini di Salerno e della valle dell’irno.

L’importante decisione è frutto di una dura e decisa battaglia del Comitato Salute e Vita, del suo Presidente Lorenzo Forte, dello studio legale che ha difeso i ricorrenti, dell’avvocato Franco Massimo Lanocita che ha fatto valere le ragioni del Comitato in altre sedi e di tutti i firmatari e cittadini.

Oggi non servono parole di circostanza: Regione e Comune in particolare, devono assumere atti conseguenti.

Il Sindaco di Salerno non può commentare la sentenza come se non avesse una responsabilità.

Immagino che, in prossimità delle elezioni regionali, altri esponenti della politica salernitana e campana, possano assumere posizioni di comodo e strumentali.

La sentenza rileva i mancati sforzi delle istituzioni atti a garantire la necessaria protezione dei cittadini e la doverosa  informazione sui pericoli per la salute.

Né  si è tenuto conto degli studi che avevano provato, nelle persone che vivono in quell’area, un livello di mercurio cinque volte superiori rispetto alla popolazione presa in esame.

Si è dovuto attendere anni ed un ricorso alla Corte Europea per stabilire che, chi doveva chiudere le Fonderie e favorire la delocalizzazione, non ha garantito la salute e la qualità della vita dei cittadini residenti.

Nè si strumentalizzi, come si è fatto in più circostanze, la difesa dei posti di lavoro.

Tutti quelli che come me, hanno una storia di battaglie sindacali e politiche, mostrano sensibiltà al tema: salute e lavoro sono obiettivi di una stessa lotta.

I lavoratori della Pisano hanno diritto al posto di lavoro in una azienda capace di offrire garanzie di sicurezza per la salute.

Sulla valle dell’irno si è impedito che si sviluppasse un progetto di parco fluviale a cui si apprestava a lavorare l’amministrazione provinciale che ho diretto agli inizi degli anni ‘90: non c’era posto,nei nostri programmi, nè per la Pisano, né per il mostro del centro commerciale alle ex mcm.

Il processo avviato dalle amministrazioni dirette da me in Provincia e da Vincenzo Giordano al Comune prevedeva una riqualificazione e trasformazione dell’area industriale di Fratte: parchi e percorsi naturalistici lungo l’irno da rinatulizzare, archeologia industriale nelle vecchie filande, musei  e centri di aggregazione.

Quella stagione purtroppo fu interrotta da un personale politico che, a distanza di tanti anni ha ancora responsabilità.

Hanno prevalso interessi economici, affaristi senza scrupoli ed amministratori subalterni.

La sentenza della Corte è un grave atto di accusa per la classe dirigente degli ultimi trent’anni.

On. Andrea De Simone