28 anni fa scompariva Massimo Troisi, intramontabile Postino

28 anni fa scompariva Massimo Troisi, intramontabile Postino

di Rita Occidente Lupo

Un mito intramontabile quello di Massimo Troisi, che il 4 giugno 1994,  moriva a poco più di quarant’anni, per il suo matto cuore. Quello che già gli aveva causato la sostituzione della mitralica negli Stati Uniti, a causa  delle febbri reumatiche, che già da piccolo gli avevano centellinato i giorni. Lo scugnizzo di San Giorgio a Cremano, per quella gag sempre spicciola, per quella nuova capacità di ridisegnare la comicità, sempre striata di malinconia. Dopo 12 ore dal suo agognato “Il Postino”, che postumo gli tributò la candidatura all’Oscar, si spense improvvisamente in Capitale. Su di lui s’è detto tanto e scritto altrettanto! Specialmente per quella essenzialità nell’andare all’altro, in una pratica filosofia di vita. Tante le sue famose battute, che transitate nella comune storia di tutti i giorni, risultano coniate con grani di saggezza autorevoli. Da chi la vita la guardava dal di dentro, sapendo di afferrarne ogni momento le occasioni per viverla fino in fondo. Attore, sceneggiatore, indissolubilmente legato a Enzo de Caro e Lello Arena, ancora i suoi film non cessano di strappare consensi unanimi. Forse, di quel ragazzo cresciuto nel Napoletano, con pochi sogni e tanta voglia di vivere, oggi resta ancora molto da scoprire: la sua paura della morte, di cui non faceva menzione, esorcizzandone il solo pensiero, per paura di viverla prematuramente! E, placidamente, il suo cuore, arrestatosi dopo la gioia del grande schermo con Philippe Noiret, nel ruolo di Neruda e MariaGrazia Cuccinotta, Beatrice, gli diede ragione, rubandogli le ultime fatiche di un portalettere, innamorato dell’amore, che apprende come “La poesia appartenga non a chi la scriva, ma a chi serva!”