Anziani insonni…

di Rita Occidente Lupo

Gli anni portano non solo acciacchi, ma anche insonnia. Infatti, con l’avanzare dell’età, il cervello perde la capacità di riconoscere il bisogno di riposo e pertanto si contraggono le ore soporifere. A causa di alcuni meccanismi cerebrali, l’organismo non è più in grado di ottenere la quantità necessaria di sonno. La fase inizia intorno ai 30 anni e prosegue fino a giungere a ricoprire la metà delle ore della giovinezza, per questo gli anziani si svegliano molte volte durante la notte: i recettori che nel cervello ricevono il segnale della sonnolenza declinano con l’età, come un’antenna radio debole che non riesce più a ricevere lo stimolo. In questo modo il sonno insufficiente contribuisce all’invecchiamento del cervello. Pertanto vengono somministrati a volte dei tranquillanti, ma gli scienziati stanno tentando di pervenire alla scoperta di farmaci, in grado di stimolare tali recettori contro il declino.

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