Mondo sempre liquido

Giuseppe Lembo

I nuovi possibili scenari di un mondo gravemente liquido e carico di incertezze dal futuro negato, sono un pericoloso problema per l’intera umanità del pianeta; per l’umanità d’insieme, purtroppo, mancante delle certezze umane solidali che servono al futuro del mondo. In tutto questo c’è come va dicendo anche il filosofo francese Michel Onfray un pericolo grave per il mondo; un pericolo così grave da portare all’atto finale della scomparsa della nostra civiltà. In tutto questo clima di pericolo per il mondo, a rischiare di più è soprattutto e prima di tutto l’Occidente di cui Onfray nel suo ultimo libro “Breve storia del mondo” prevede la triste fine della sua storia. Sarà così? È forse e ce lo auguriamo tutti solo allarmismo di un pensatore solitario con in testa il chiodo fisso della fine del mondo; della fine della storia del mondo. Tutto questo, catastroficamente messo in conto, avrà prima di tutto e soprattutto, la triste morte dell’Occidente. Le prove tecniche di nuovi scenari condivisi, un giorno si ed un giorno no, potrebbero approdare a questi tristi e devastanti risultati assolutamente da scongiurare, in quanto non giovano a nessuno, dico a nessuno. Per il futuro del mondo, l’ unico saggio obiettivo umano è prima di tutto quello di un mondo di PACE; è da costruire saggiamente insieme prima che il mondo si impossessi della patologia diffusa di una grave sofferenza umana, senza possibilità alcuna di salvezza, tale da spingere lentamente il mondo ad una non voluta decadenza e naturalmente in cammino per strade sempre più insicure. Che cosa di tanto umanamente negativo ha mai reso possibile questa vigilia da catastrofe per l’uomo della Terra da tempo annunciata? Le civiltà della Terra, come cristallizzazione storica, sono sempre meno positive in quanto, come ci viene dal pensiero filosofico di Bichat, non rappresentano più l’insieme delle forze umane che resistono alla morte. Siamo ad uno scontro sempre più disumanamente violento che, pur non giovando a nessuno, è purtroppo distruttivamente in atto; è segnato da tante tappe storicamente significative di un farsi male che proprio non conosce sosta con l’anello ultimo di un Islam in veste di conquistatore che cerca potere e riscatto massacrando o almeno cercando di massacrare, anche gli “innocenti” del mondo che, impotenti muoiono vittime di un fanatismo omicida assolutamente senza senso. Questi scenari del mondo sono purtroppo tristi ed allarmanti. Avremo un domani peggio di oggi? c’è da augurarsi di no. Ma più che del solo augurio benevolo, c’è da saper diventare come umanità d’insieme, protagonisti di futuro, impegnati a cambiare le cose del mondo. Oltre a resistere, è assolutamente necessario sentirsi impegnati per cambiare il corso delle cose del mondo; tanto, per quello che ciascuno può, senza esaltarsi in falsi protagonismi del fare e/o mettersi da parte da rassegnati, con la convinzione senza se e senza ma che, così è, che così devono andare le cose del mondo e che non c’è assolutamente niente da fare per cambiarne il corso. Questa rassegnazione che chiude le porte anche alla speranza non ci giova; non giova a nessuno, dico a nessuno del mondo, facendo tra l’altro, morire, prima ancora della fine del mondo, la speranza ultima a morire. I forti e non solo i forti, ma anche i deboli del mondo, come umanità d’insieme, si attrezzino nella saggia direzione di quel testamento-messaggio che il sociologo Zygmunt Bauman, morendo ha lasciato in eredità ai giusti e saggi della Terra. Un messaggio di concreta speranza, assolutamente non utopico; non fine a se stesso, ma di grande possibile umanità d’insieme, per così insieme garantire all’Uomo della Terra il futuro del mondo, evitandone la disumana scomparsa nell’universo che da sempre e come sempre ci deve solo affascinare con la nostra saggia volontà di futuro umanamente possibile e saggiamente giusta e necessaria per un futuro del mondo umanamente certo e giusto. Come fare per mettere insieme i forti ed i deboli del mondo? Come fare per rendere umanamente protagonisti anche gli scarti umani del mondo, al futuro della Terra? Ce lo dice, lasciandocelo in eredità Bauman, suggerendo alla governance del mondo, un “welfare mondiale”, con alla base un’operatività umana positiva e coinvolgente e capace di garantire insieme la PACE di tutti con tutti; tanto, in un saggio incontro delle diversità-ricchezza del mondo, purtroppo oggi e sempre più complessivamente in cammino e con scivoloni catastrofici dietro l’angolo che potrebbero avere un futuro del mondo, fatto di sola distruzione e di morte. La via nuova per il sogno-certezza per un mondo nuovo è una ed una sola; è la via del pensiero, della cultura, della PACE solidale, dei tanti esempi di civiltà dei popoli. Tutto questo può saggiamente salvare il mondo e può permettere altrettanto saggiamente all’uomo della Terra di ritrovarsi insieme a percorrere il cammino di PACE, garantendo, così facendo, al mondo che minaccia di crollare, le certezze di un mondo umanamente nuovo e disintossicato da patologie invasive nemiche della buona salute umana, alla base di un vivere insieme, saggiamente unito, cancellando, per il bene comune, la dominante sempre più invasiva di stupidità, di incultura e di un apparire senza se e senza ma, fortemente amico dell’avere a tutti i costi, che con cinismo contribuisce a fare crollare il mondo, picconandone, pietra su pietra, le radici, fortunatamente ed in parte ancora ricche di umanità dei saperi del mondo e di grandi esempi di civiltà umana che non può morire e che non può assolutamente essere cancellata da chi si ostina ferocemente a costruire disumanamente la fine del mondo.