Cava de’ Tirreni: al Moro, Zawinul Tribute Band Guest Tony Esposito

Esplorati i territori della fusion e dell’ elettro jazz, in un mondo sonoro che coniuga il jazz con i suoni africani e arabi,  il viaggio musicale di Joe Zawinul,  pianista e compositore austriaco scomparso nel 2007, prosegue grazie al progetto del bassista napoletano Pippo Matino che dedica un tributo che va oltre la nostalgia e la semplice celebrazione. Da sempre legato alla musica di Zawinul e dei Weather Report, Matino ospite venerdì 27 gennaio alle ore 22.00 del Jazz Club Il Moro di Cava de’ Tirreni (Sa),  è parte di una formazione d’eccezione, con special guest “il re delle percussioni” Tony Esposito,  in un viaggio attraverso le ambientazioni americane e quelle mitteleuropee, raccontando una parabola musicale che tocca vari punti del globo. La band che dedica un tributo a Joe Zawinul, ospite della rassegna MoroInJazz che si avvale della direzione artistica di Gaetano Lambiase, si avvale della presenza nel gruppo di grandi musicisti provenienti da aree culturali molto lontane tra loro,  tra cui il chitarrista e cantante indiano Amit Chatterjee che ha militato nei “Syndicate” di Joe Zawinul per ben 12 anni, un tocco di assoluta internazionalità al tributo,  il batterista franco-congolese Roger Biwandu, (anch’egli per per lungo tempo nella prestigiosa super band ” Joe Zawinul Syndicate”, ha collaborato ed inciso in studio con Jeff Beck, Marcus Miller, Sixsun),  la cantante congolese Sabine Kabongo, dalla sensuale e suadente voce che affascina per le capacità, la ricchezza di energia, di cui non sono da meno le sue danze dal respiro africano, il bassista elettrico Pippo Matino, sicuramente uno di quei musicisti che ha dimostrato, nel corso della sua carriera, di essere vicino alla musica di Joe e dei Weather Report, il tastierista Antonio De Luise, un tuttuno che convince tanto nell’impatto sonico d’assieme, quanto nella personalizzazione dei temi cari all’impronta stilistica di Zawinul. La formazione si completa con un ospite d’eccezione, il percussionista Tony Esposito,  considerato insieme con Daniele, Bennato e James Senese il capostipite della cosiddetta “Napoli power”, veri precursori italiani del jazz-rock. L’originalità del suo approccio si può ritrovare nell’invenzione di strumenti unici come il tamborder, suono onomatopeico di uno dei suoi più famosi brani: “Kalimba de Luna“. Joe Zawinul ha cambiato per sempre il modo di suonare di tanti pianisti-tastieristi, un vero genio, un incredibile compositore, un grande musicista che ha creato qualcosa di veramente nuovo che prima non c’era. Dapprima coi “Weather Report” che hanno sancito un momento storico così innovativo da esserlo ancora oggi e tutto ciò ovviamente non solo grazie a Joe, che ha scritto le pagine migliori, ma anche grazie a formazioni irripetibili nate dall’incontro con altri geni musicali, ricordiamo il grande Jaco Pastorius. In tempi più recenti, con i suoi “Syndicate”, Zawinul è riuscito a catturare al meglio suoni e colori di paesi e luoghi lontani, in un lungo viaggio intorno al mondo in un perfetto stile fusion tra musica etnica e jazz.