Discorso dell’ultimo dell’anno: la carica di un grande Presidente

Il 2017, purtroppo, nasce nel sangue della strage di Istanbul, dove un uomo armato uccide –  nell’intento dello stragismo puro –  39 giovani che si stavano divertendo degnamente e serenamente per l’ultimo dell’anno. Ciò colpisce tutti noi, come sempre, come se fossero i nostri figli, i nostri fratelli. Gli equilibri nel mondo sono sempre più disumanamente traballanti, ma io sono certa – credente e patriota – che l’Italia e gli Italiani veri – quelli da sette generazioni – vinceranno ogni sfida sul proprio territorio e nel mondo intero. Nel messaggio di fine anno del Presidente, che ribalta categoricamente ed autorevolmente la pallida enfasi del “tutto bene”, con una Italia di fatto ferma “ai blocchi”, demolendo i falsi miti della Renzi & Company, esclusivamente protesi ad immediate elezioni, al contrario, in rapido sunto, il messaggio presidenziale ha chiarito e sancito che un paese con tali e gravi problemi come il nostro non può correre dietro alle chimere ed alle ambizioni personali di chi ha a cuore esclusivamente l’orologio elettorale per fischiare la ricreazione con lo scioglimento delle Camere. Grande ed inequivocabile contributo dunque di questo Presidente agli Italiani ed all’Italia: il tempo come medicina per l’autocombustione dell’ex Governo Renzi, ora Gentiloni, dando la possibilità oltretutto al possibile fiorire di una alternativa nuova e funzionale per un governo vicino ai bisogni del “paese reale” e lontano dagli spot del momento. Con Mattarella, trionfa anche il vero politico, dimenticato e travolto negli ultimi vent’anni, composto, controllato, realista, intelligente e distruttivo dove occorre.   Questo Presidente nel suo discorso ha dichiarato – oltre i proclami – la non crescita di un Paese, il Nostro, con mancanza cronica e sistematica di opportunità lavorative tanto da costringere i giovani ad emigrare all’estero certamente non per propria scelta, ma per inevitabile bisogno, il tutto in un atto certamente informale e silente di sfiducia al Ministro Poletti dopo i recenti pregressi. Dunque Mattarella nei fatti ha sfiduciato e commissariato Renzi e la maggioranza del PD, e tutto ciò certamente avrà fatto riflettere questo ulteriore Governo transitorio su tutti i propri Ministri; la certificazione di una vera vittoria di Pirro, salvo ulteriori complicazioni. Gradito citare a tutti politici al momento di Governo una frase dell’indimenticato Presidente Sandro Pertini: ” …. Quando un Governo non riflette il volere del Popolo va cacciato con pietre e mazze …..”. Il Referendum del 4 dicembre scorso e la staticità attuale dell’Italia hanno fatto più che chiaramente esprimere gli Italiani. Quel “NO” era  ed è riferito al rigetto di una intera classe politica transitoria, oggi in carica.

Ellera Ferrante di Ruffana