Roma Kaputt Mundi

Angelo Cennamo

La storia infinita della corruzione in Italia si arricchisce di un nuovo capitolo. Lo chiamano “Mafia Capitale”. Questa volta però la parola “capitale” sta ad indicare la città di Roma, più del denaro che i protagonisti hanno portato via dalle casse pubbliche, secondo rituali ben congegnati e oramai collaudati ad ogni livello. Nel calderone c’è un po’ di tutto : dalla politica ( di destra e di sinistra) a quella società incivile poi ( solo in parte) riabilitata attraverso la carcerazione e l’occupazione socialmente utile di cooperative e onlus. Stando alle prime indiscrezioni, al vertice di questa piramide del malaffare ci sarebbero due vecchie glorie della delinquenza capitolina. In preda ad una sorta di delirio ideologico e di romantica evocazione della storia recente, la stampa ne ripercorre le tappe facendo leva sui loro trascorsi nella lotta armata. In realtà di ideologico, nella squallida  vicenda che raccontiamo, non c’è alcunché. La sola ideologia che muove i fili di  questa presunta organizzazione malavitosa è infatti l’utilitarismo, ossia : il vil denaro. E’ un mondo di mezzo tra quello dei morti e quello dei vivi – dice uno di loro, dandone la migliore descrizione mai offerta, dentro il quale si incontrano tutti, senza distinzione di censo o cultura. In questo luogo, che evidentemente non ha nulla che vedere con la terra di mezzo di Tolkien, conta chi ha più potere e subisce chi è più ricattabile. Le commistioni sono tante e si moltiplicano col tempo, creando trasversalismi inimmaginabili ed insospettabili. Il nero del fondo si mescola al bianco della superficie generando una inestricabile zona grigia dove non si distingue più chi è il corrotto e chi il corruttore. Ciascuno rimane agganciato all’altro come in un gigantesco effetto domino: simul stabunt simul cadent. Ma la terra di mezzo non è solo il sottoprodotto della cattiva politica ( sbaglia chi lo pensa). E’ molto di più, è lo specchio di una società che al merito preferisce la scorciatoia dell’amicizia e della raccomandazione. Che scansa la legalità per evitare intoppi e ritardi e, che della moralità e dei moralizzatori se ne fa beffa perché la sola cosa che conta è il risultato. Quanti di noi, senza saperlo, si muovono nella terra di mezzo? E quanti altri invece vorrebbero entrarci, perché stufi di stare nella parte più bassa,  quella sbagliata. In quel nel mondo dei morti, sopravanzati e calpestati dal mediocre di turno, dall’abile funambolo del più facile intrallazzo. La storia siamo noi, nessuno si senta escluso.

2 pensieri su “Roma Kaputt Mundi

  1. sottoscrivo la tua riflessione. anche se manca un minimo di approfondimento sull’ex sindaco alemanno che, pare, abbia creato, consapevolmente o inconsapevolmente (però con superficialità), questo vero e proprio sistema che nulla di nuovo ci ha proposto se non il fatto di dimostrare che anche i più deboli, i diseredati e disperati poveracci, possono essere fonte di affari sporchi. con l’aggravante che per creare l’affare hanno prima creato la disperazione e il rifiuto della società verso il diverso quando è bisognoso.
    secondo te davvero non c’è nessun legame tra romanopoli e le contemporanee rivolte dei quartieri contro i rifugiati e gli immigrati?

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