Eboli: Rifondazione, ospedale, ultimo atto, la vergogna !

 Con delibera n° 106 del 4/2/2014  il “Commercialista” che gioca a dirigere la Sanità in provincia di Salerno e nella Piana del Sele ha adempiuto al suo mandato: dare l’estrema unzione alla Sanità ospedaliera nella Piana del Sele! E lo fa fra le grida di gioia di una destra locale, nel panico totale, che cerca di far passare come un grande successo quello che, appunto , è il “De profundis” dei presidi ospedalieri dei centri della Piana, e lo sforzo di qualche Sindaco che cerca di valorizzare qualche “briciola” guardando al proprio consenso elettorale piuttosto che alla qualità della assistenza sanitaria sul proprio territorio. Gravi , gravissime!!! le responsabilità di altri amministratori, quali il sindaco di Eboli e del suo delegato alla Sanità, che per anni hanno colpevolmente taciuto e che ora alzano la voce, a giochi fatti, e giusto per poter dire : noi non eravamo d’accordo! Hanno sbagliato tempi, modalità e contenuti della protesta, una responsabilità storica che rappresenterà l’ennesima catastrofe di una amministrazione scialba,disattenta,incapace. Il provvedimento del “Commercialista” dell’ASL è il punto di arrivo di una “politica” che nulla ha a che vedere con la Politica Sanitaria, ma che è attenta soltanto al bilancino del ragioniere. Una “politica” che nulla ha a che vedere con la qualità della risposta sanitaria, di cui nessuno parla più.  Una “politica” che sicuramente non ha nessuna attenzione verso la persona che abbisogna di cure: il malato è ridotto ad un numero , ad una cifra, ad un costo  Una “politica” che sicuramente non si pone il problema di mettere mano alle sacche di inefficienza di spreco, di interessi costituiti , di situazioni da “mangiatoia bassa” dove in tanti si sono “abboffati” in questi anni ! Del resto, perchè meravigliarsi? Da anni in Regione Campania non si discute più di Politica Sanitaria, ma si spaccia per tale un interminabile braccio di ferro per qualche posto-letto ospedaliero fra qualche potentato politico locale, da sbandierare in campagna elettorale come un trofeo.. Come se, appunto,la Politica Sanitaria si risolvesse tutta lì !

L’ultimo vero atto di Politica Sanitaria della Regione Campania è stato il  Piano Regionale  del 2007/2009. In quella sede vennero affrontati di petto questioni incancrenite della Sanità regionale:

–  Riequilibrio fra pubblico e privato in settori quale quello della riabilitazione, ove il privato aveva acquisito una sorta di “monopolio”, nel disinteresse complice delle istituzioni e delle forze politiche,

–  la realizzazione degli “hospice ” quale momento anche di supporto alle famiglie che vivono il  dramma di malati tumorali in stato avanzato e costrette a fronteggiare , da sole, un problema che sconvolge gli equilibri stessi della famiglia. Non a caso il primo della provincia di Salerno nasceva ad Eboli;

– la realizzazione in tutte le Province della Campania del Registro dei tumori, (fino ad allora l’unico riconosciuto era quello dell’ASL 4 di Napoli) per avere un monitoraggio continuo dell’andamento di questo male terribile, che renda possibile stabilire eventuali correlazioni tra fattori esterni, mettendo in evidenza le situazioni territoriali di maggiore rischio. Come prima conseguenza ci fu il riconoscimento del Registro tumori già operativo presso la provincia di Salerno;

–  l’esaltazione del ruolo della “medicina territoriale”, perché non tutte le malattie hanno necessità del ricovero ospedaliero  e occorreva realizzare,quindi, un “filtro” diffuso sui territori.

Tutti elementi tesi innanzitutto a migliorare la qualità della risposta sanitaria, e poi a risparmiare fondi, ma all’interno di una strategia complessiva che manteneva al centro dell’attenzione il malato. A quel piano fece seguito la legge regionale n° 16 del 28/11/2008 che, oltre a determinare un risparmio di spesa di qualche centinaio di migliaia di euro, ridisegnava e razionalizzava la presenza ospedaliera sul territorio regionale e nella provincia di Salerno. Prima di quell’atto il rapporto Posti letto / abitanti, in provincia di Salerno era di 3,86 / mille, dopo la legge 16/2008 il rapporto salì a 4,05 /mille. Noi ricordiamo ancora le contestazioni e le accuse di chi diceva che la provincia era stata penalizzata perchè la media regionale era di 4,19/mille. Ricordiamo ancora le accuse rivolte a quel tempo alla delegazione regionale della Provincia di Salerno , accusata di  “non avere difeso gli interessi della Provincia”. Peccato che l’atto successivo sarebbe stato il Decreto Commissariale 49 del 27/9/2010 : in quella sede il rapporto posti letto/ abitanti in provincia di Salerno precipitava al 3,3 /mille. Ma allora tutti tacquero! Si avviava la politica dei tagli “lineari”  che ha determinato la rovina della economia nazionale , e quindi in una logica “bipartisan” occorreva “abbozzare”!

Con la legge Regionale 16/2008la Ospedalitàin provincia di Salerno e quindi nella Piana del Sele veniva completamente ridisegnata:

A) veniva previsto l’accorpamento degli ospedali di Eboli e Battipaglia in un unico ospedale con 293 posti letto, organizzato come un grande ospedale di eccellenza, destinato ad essere punto di riferimento di tutta la parte meridionale della Provincia, ed in questa logica trovava senso il sacrificio di riduzione dei posti letto che, in precedenza, fra tutti e due gli ospedali ammontavano a 365 (Eboli ne aveva 218 e Battipaglia 147);

B) si riduceva da139 a112 il numero di posti letto dell’ospedale di Oliveto, che rimaneva come risposta alla domanda sanitaria delle zone interne;

C) veniva stabilito un aumento dei posti letto (che passavano da57 a93) dell’ospedale di Roccadaspide, che rimaneva con vocazione verso la lungo degenza e la riabilitazione ;

D) l’ospedale di Agropoli veniva individuato come polo oncologico dell’intera provincia, con il raddoppio dei posti letto che passavano da 41 ad 81;

Li ricordiamo ancora gli “alti lai”  di forze politiche locali, organizzazioni sindacali, Sindaci e Consigli Comunali, tutti tesi a ritenersi defraudati ed a chiedere maggiori vantaggi per il proprio territorio, indipendentemente da qualsiasi ragionamento di distretto, di area vasta, di razionalizzazione ,di crescita della qualità della risposta sanitaria. Poi arriva il già citato Decreto commissariale 49/2010:

–  il previsto Ospedale Unico della Piana del Sele ingloba anche Roccadaspide, i posti letti precipitano a 328, mentre l’ospedale di Oliveto, vocato alla lungodegenza ed alla riabilitazione e perdendo tutto il resto, si riduce ad avere assegnati 80 posti

–  l’ospedale di Agropoli viene messo in discussione; ed ora  tutto tace! Quelle che si attivano sono tutte micro battaglie campanilistiche, tese a guadare al “particulare”,al “giardino di casa propria”, indipendentemente da quello che succede nell’area vasta. Per 3 anni abbiamo chiesto al sindaco di Eboli, indifferente ed in altre faccende affaccendato , di convocare un Consiglio Comunale congiunto fra tutti i centri della Piana, o almeno fra Eboli e Battipaglia.  Richiesta vana! nell’indifferenza degli altri centri, mentre Agropoli e Roccadaspide sono impegnate ciascuna  a farsi la “sua ” battaglia, le Amministrazioni e le forze politiche di destra e del centrosinistra sono impegnate nel recitare la più vergognosa delle parti, quella  dei “capponi di Renzo“: «quel reparto deve stare ad Eboli! »;«quello deve stare a Battipaglia! »; «la struttura di Eboli ha problemi di staticità!»;« l’ospedale unico deve venire in territorio di Eboli!»; «no! l’ospedale unico deve venire a Battipaglia». Questo per tre anni è stato il livello del dibattito sanitario locale!

  • Nel frattempo si consumava lo scandalo dei 22 milioni di ALPI spesi in un anno dall’ASL;
  • nel frattempo qualcuno si intascava 700/800 mila euro in un solo anno;
  • nel frattempo il personale si dimezzava;
  • nel frattempo macchinari che dovevano venire nei nostri presidi si spostavano altrove ( verso Polla,verso Vallo della Lucania!);
  • nel frattempo si aprivano primariati di reparto con due posti letto,
  • nel frattempo si accorpavano i reparti ad Eboli;
  • nel frattempo si chiudeva la medicina nucleare a Battipaglia;
  • nel frattempo si appaltava all’esterno l’assistenza domiciliare,nonostante il parere contrario del Ministero;
  • nel frattempo si commissariava l’ospedale di Eboli;
  • nel frattempo si indiceva la gara per la radioterapia per curare “specialmente i cittadini del nord della provincia” (vergognoso!);
  • ma era sempre un problema di altri! Infine arriva il decreto commissariale 82 del 2013 e l’Ospedale Unico della Piana del Sele, con una scelta vergognosa che grida vendetta al cielo, esce dalle priorità regionali. Tutti tacciono e come conseguenza del decreto 82 Il “commercialista” dell’ASl  prende a pesci in faccia politici locali di belle speranze, medici, istituzioni, ai quali sembra abbia ricordato che e’ lui che decide e che le sue non sono scelte politiche,ma tecniche.  Poveri noi! Questo signore  confessa pure che non c’e’ uno straccio di politica sanitaria … E nessuno ha trovato la forza di travolgerlo con una risata! Infine il “commercialista”  emette il suo Atto aziendale del 4 febbraio scorso:

– l’ospedale di Eboli diventa una piccola struttura  da 150 posti letto;

– l’ospedale di Battipaglia viene condotto sull’orlo della sussistenza, con 111 posti letto ;

– l’ospedale di Oliveto, vocato alla lungo-degenza ed alla riabilitazione, ( può sopravvivere?) arriva a 93 posti letto

– l’ospedale di Roccadaspide passa a 51 posti letto;

– l’ospedale di Agropoli scompare! Il polo oncologico migra nell’agro nocerino.

Tutti contenti! Quelli che dovrebbero scendere in piazza e pretendere le immediate dimissioni del “commercialista” dell’ASL e dei propri sindaci, quelli che dovrebbero chiamare a rispondere organizzazioni sindacali e professionali sono i cittadini della Piana del Sele, letteralmente calpestati con queste scelte  “tecniche” e non “politiche” ( appunto!).  Ci si rende conto delle conseguenze dell’Atto aziendale?

1)  Scompaiono dall’Ospedale Unico,quando si farà e se si farà ( non essendo più una priorità), rispetto al disegno originario, i reparti: ” medicina d’urgenza”, “chirurgia d’urgenza”, “chirurgia maxillo facciale”, “la strok unit”, “chirurgia della mano”, “malattie infettive e  tropicali”, “neurochirurgia”, “geriatria”; ” medicina nucleare”;

2)  i posti letto per  abitante diventano 1,32 /mille ( al nord della provincia siamo al 2,22/mille, nel Cilento siamo al 3,11/mille) ;

3)  nulla si dice rispetto ai problemi della carenza di personale ;

3)  nulla si dice rispetto ai reparti accorpati ( resteranno accorpati? Per riacquistare autonomia, con quale personale andranno avanti?)

4)  nulla si dice rispetto alla spesa abnorme di ALPI;

5) nulla si dice rispetto ai reparti fantasmi con primario;

6)  nulla si dice rispetto all’ acquisto di macchinari per sostituire, nei reparti, attrezzature rotte o obsolete! Tutti contenti quindi! Il disegno di portare a morte per consunzione l’ ospedalità della Piana del Sele va avanti in modo scientifico, con il beneplacito della destra locale (priva di autonomia di pensiero e tutta impegnata a difendere i livelli regionali), grazie alla inettitudine di Amministrazioni locali come quella di Melchionda, al quale ricordiamo per l’ennesima volta che in Consiglio Comunale aveva assunto l’impegno di ritornare a convocare l’Assise  una volta uscito l’Atto aziendale, nell’incapacità di gran parte delle OO.SS di capire cosa sta accadendo (“ Non cambia nulla,il nostro ospedale non e’ in pericolo!” sono le rassicurazioni date nel Consiglio Comunale), nel silenzio assordante di gran parte del mondo sanitario locale, nel disinteresse della cittadinanza ormai sfiduciata e rassegnata! Noi non ci stiamo, noi non ci accodiamo a questi cori, l’ osannante o il silente: per questo saremo in piazza il 16 febbraio e organizzeremo un apposito convegno per il 21 febbraio e chiederemo, ancora una volta, la convocazione di un Consiglio  Comunale monotematico.

Sinistra Unita       Rifondazione Comunista