Roma: Pisano su decreto Fare

L’impresa ne guadagna poiché non avrà più timore che l’Agenzia possa intervenire sul rapporto e fare accertamenti.  Oggi per oggi l’impresa fa tutto da sé e l’Agenzia interviene nella verifica solo successivamente, creando nell’impresa l’ansia di aver scelto il fornitore sbagliato. L’Agenzia delle Entrate deve predisporre, da adesso, un idoneo portale per raccogliere i flussi informativi relativi al rapporto intervenuto tra appaltante edappaltatore. I soggetti d’imposta che hanno interesse ad essere iscritti tra quelli “in regola” potranno richiede la registrazione al portale realizzato ad hoc. Inattesa che venga messa a regime la procedura di fatturazione elettronica, questi contribuenti devono trasmettere per via digitale tutti i dati contabili ed i documenti primari (es: fatture) relativi alle retribuzioni erogate, ai contributi versati ed alle imposte dovute. Una sorta di “operazione trasparenza” che darà all’AdE tutte le informazioni che  oggi mancano per collegare l’attività dell’impresa ai rispettivi rapporti d’appalto. Ma anche un nuovo strumento di contrasto al lavoro nero e di lotta all’evasione evasione: infatti il committente avrà tutto l’interesse a scegliere fornitori ricompresi in questo elenco virtuoso per poter poi richiedere il Durt per evitare la responsabilità solidale sull’appalto. Inoltre, con l’avvio di questo nuovo strumento, previsto entro un massimo di 6 mesi dalla data di conversione del DL 69, sarà abolito quel costoso meccanismo di manleva costituito dall’asseverazione del sub appaltatore, che ha spesso costituito anche motivo di distorsione del rapporto tra committente appaltatore e sub appaltatore.