Finchè c’è vita…non muore la speranza!

di Rita Occidente Lupo

Vanessa Villani, 31 anni, Ferentino, vicino Frosinone, ha riaperto gli occhi alla vita. Denunciando il passato letale, armatore del braccio killer  del suo convivente, fino a sottrarle la vita. Dopo mesi d’incubo e di coma però, la donna ha battuto le ciglia, rievocando gli atroci istanti, prima che il buio le sprangasse la fine. Quando ormai setacciate le speranze, di chi in questi interminabili giorni è restato inchiodato al suo capezzale, sperando in un miracolo fino alla fine. Che c’è stato! Ora Vanessa s’è riappropriata anche dei suoi angoscianti ricordi, che l’hanno portata a dettagliare i particolari di quella fatidica sera, che sembrava non aver mai fine. In manette l’aggressore: per lei, una ripresa esistenziale! Un girar pagina, per andare avanti e vivere appieno i giorni che la vita gli riconsegna. Misteri umani o divini: la vita lo è sempre! In tale ottica andrebbe rivista quella lenta accelerata al suicidio assistito, al quale pare che l’Italia, alla luce dei recenti casi ginevrini, voglia dar svolta. Englaro, Welby, testimonial della libertà di decidere quando porre fine ai propri giorni o a quelli di chi sembra ormai condannato ad una lenta agonìa irreversibile! Ma Vanessa, in coma, ridestata dal suo letargo, fa riflettere attentamente su quel giammai trito: “Finchè c’è vita, c’è speranza!”