Gl'impresentabili

Angelo Cennamo
Quella degli impresentabili è l’ultima declinazione di una politica in affanno, costretta dagli eventi a rigenerarsi e a ripulirsi attraverso liste civiche e nuovi volti che non siano legati ai soliti apparati dei partiti. L’impresentabile è un candidato che ha dei processi in corso, più o meno gravi, che possono scalfire l’immagine del suo schieramento politico, al punto da fargli perdere voti preziosi. Stando ad una simile ricostruzione, nel Pdl, l’impresentabile numero uno sarebbe il suo leader e fondatore Silvio Berlusconi, il quale di recente è stato condannato in primo grado per frode fiscale, e risulta ancora imputato in altri due processi, uno per il caso Ruby, l’altro per la vicenda Unipol, entrambi pendenti dinanzi al Tribunale di Milano. Ma il profilo dell’impresentabile è più complesso della definizione che ne viene data, implica un’attenta comparazione di elementi a favore e contrari alla candidatura, e soprattutto la percezione e la considerazione che gli elettori hanno di certi eventi. Berlusconi potrebbe essere condannato per qualunque reato, ma l’immagine di perseguitato della giustizia che gli è stata cucita addosso negli ultimi vent’anni lo rende immune da ogni accusa e sospetto. Anzi, nel suo caso, è proprio l’accanimento giudiziario a rendere la sua immagine più forte e convincente agli occhi degli elettori. Ed allora l’impresentabile di turno, più che il Cavaliere, diventa un altro esponente di spicco del Pdl : Nicola Cosentino, già sottosegretario alla presidenza del consiglio nell’ultimo governo di centro destra. Cosentino da molti anni è attenzionato dalla magistratura partenopea, ma il suo nome non è mai stato iscritto nel registro degli indagati prima che si candidasse alla presidenza della Regione Campania, nel 2010. E’ solo allora, infatti, che la figura di “Nik o’mericano” è stata legata ufficialmente al clan dei casalesi in un’inchiesta che lo vede indagato per concorso esterno in associazione camorristica. Cosentino, che fino a prova contraria è un uomo innocente, si presta suo malgrado a certe convinzioni perchè proviene da una famiglia nota e facoltosa di Casal di Principe, e perchè in quello stesso territorio Nik ha mosso i primi passi da politico come consigliere comunale della sua città. Sfuggire all’accusa di concorso esterno ( reato tra l’altro non contemplato in nessun codice ) per uno come lui appare quindi un’impresa pressochè improba. In alcuni territori particolarmente martoriati dalla criminalità, la Provincia di Caserta è uno di questi, è sufficiente andare dal barbiere per essere sospettati di connivenza con la malavita. Figurarsi quanto sia facile fare altrettanto con un ricco imprenditore che viaggia nelle alte sfere della politica. Ma non è questo il punto. Cosentino, da semplice indagato, poteva sì simboleggiare la refrattarietà della destra liberale al giustizialismo di chi pretende che le liste elettorali le scrivano i pm. Ma esiste una soglia oltre la quale certi idealismi vanno messi da parte in nome del più cinico prgamatismo elettoralistico. Cosentino si dice che in Campania “muova” oltre 30.000 voti ( espressione per la verità poco felice per i normali canoni della democrazia) : bastano per vincere le elezioni oltre i confini di Napoli? No. Ed è per questo che il Cavaliere ha depennato il nome del suo amico Nik da quella lista contesissima. @angelo_cennamo 
 

10 pensieri su “Gl'impresentabili

  1. La leggo un po’ diversamente: il problema non sarebbero i 30.000 voti “diretti” di Cosentino. Il problema sembrerebbe essere un sondaggio che dice che l’80% degli elettori del PDL non voterebbe un partito in cui ci sia Cosentino (mentre la maggior parte di essi, come fai notare giustamente, voterebbe Silvio Berlusconi tranquillamente): qualcuno ha fatto due conti e ha scoperto che potrebbero perdersi decine di migliaia di voti (altro che trentamila, che pure a nord di Napoli sono tanti).
    Altra cosa da dire è che non sappiamo quanto di tutto questo non sia frutto di una dinamica interna al PDL: Cosentino all’interno del suo partito è molto amato? Anche in Campania dopo quello che successe per l’elezione di Caldoro? Insomma, non è che “la scusa andavano trovando” per togliersi questo scomodo deputato da torno?

  2. E’ esattamente quello che ho scritto.
    Quanto a Cosentino, credo che tra qualche anno uscirà assolto da suoi processi. Ma sarà sempre troppo tardi per poter dire : ve lo avevo detto.

    1. Beh, il fatto che lo facciano fuori così “liberamente” secondo me può voler dire che rappresenta un grosso pericolo non solo elettorale: intanto, vengono accontentati gli elettori del PDL che ritengono che sia impresentabile (si dice che siano tutti gli elettori non campani) e poi viene accontentata la Lega, che però aveva votato contro il suo arresto (perdendo consenso tra i suoi sostenitori). Per non parlare dell’enorme valore che continua ad essere attribuito ai sondaggi.
      Successivamente alle elezioni, se Cosentino fosse eletto ed avesse un qualche incarico del livello dei precedenti, potrebbe essere sempre fonte di problemi per il PDL (se fosse condannato cosa succederebbe?). Allo stato abbiamo le dichiarazioni di alcuni pentiti di Camorra, che non è proprio una cosa piacevole. Nel suo cv c’è anche la questione Caldoro, i problemi con Bocchino, ecc.ecc., insomma, sicuramente parliamo di un politico che non è simpatico a molti, a partire da alcuni suoi colleghi (ed ex-colleghi) di partito nazionali, per arrivare a quelli locali.
      Io in questi casi mi chiedo sempre: ma chi glielo fa fare a questi di rimanere in politica quando potrebbero difendersi molto più facilmente fuori dalle aule dei tribunali, dimostrando così tutto il loro valore (e anche la loro innocenza)? Io se fossi indagata mi dimetterei subito, invece questi qui con il loro atteggiamento dimostrano un attaccamento al potere e alla poltrona sconsiderato, e sembra sempre che vogliano nascondersi dietro l’immunità parlamentare. Io alla richiesta di autorizzazione a procedere non ci vorrei arrivare mai, mi dimetterei prima. Poi magari sono innocenti, ma l’atteggiamento fa sospettare che siano colpevoli. Comunque, qualcuno non innocente in passato lo hanno trovato (mi viene in mente Previti).
      Sul discorso di candidare persone pulite, la cosa è partita in qualche modo dai movimenti dell’antipolitica, ma credo sia abbastanza normale che la gente aspiri ad eleggere persone capaci e possibilmente perbene, mentre spesso in Parlamento ci sono condannati e indagati, che in generale non è uno spettacolo edificante, anche in considerazione del fatto che nei parlamenti europei le cose vanno molto diversamente. Se la gente che si candida fosse più pulita vedresti molte meno battaglie politiche svolgersi nelle aule giudiziarie.

  3. la cara gabriella è sempre puntuale. la vicenda cosentino è una roba molto libertaria e liberale all’italiana. cioè siccome non sapevano come farlo “fuori” hanno pensato bene di dare la colpa all’esterno. e quindi come al solito giocano a fare il porco pulito.
    per il resto trovo stucchevole sia le tesi innocentiste che quelle giustizialiste. in questa maniera mai nessuno ha reso conto del proprio operato e hanno utilizzato questa polemica come “prova” di innocenza o all’opposto di “colpevolezza”. è diventato un gioco delle parti da dibattere al bar alla stessa stregua di una partita di calcio.
    manca l’orgoglio della moralità e del ritirasi per dimostrare la propria innocenza. e se anche fosse un atteggiamento “latino” la parvenza di moralità e stata buttata alle ortiche con le leggi personali con il risultato di rendere la politica e i politici totalmente squalificati.
    ed in questo hai proprio ragione quando indichi mini-mister b come ulteriore palessissima eccezione all’operazione piste pulite.
    ma pulite da e con cosa? e dove hanno attinto l’acqua per il lavaggio? siamo sicure che fosse pilita?

    1. “Fare il porco pulito” non l’avevo mai sentita, grazie, mi hai allietato questo pomeriggio piovoso 🙂

  4. volevo dire che sarebbe un atteggiamento “conservatore” non avere ombre sulla propria condotta pubblica. in genere si era soliti, tra signori incaricati di cosa pubblica, ritirarsi di fronte ad accuse sulla propria moralità e dimostrare l’innocenza, il camminare a testa alta, guardarsi di fronte allo specchio, difendere il buon nome.
    i latini in genere preferiscono sostenere che si è innocenti fino alla dimostrazione del contrario perciò, non essendo inglesi si cercava in qualche maniera, con qualche espediente di rispettare la legge e salvarsi il culo e la forma.
    ora con l’approvazione di leggi personali non solo non salviamo la sostanza, ma non siamo inglesi, ma nemmeno la forma ed è un trionfo di relativismo normativo e del conseguente populismo. abbiamo inventato le norme sondaggive, nel senso che qualcuno, anche tu, è arrivato a sostenere che deve essere l’opinone pubblica, possibilmente aggiornata giornalmente, a stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato. siccome le leggi peersonali sarebbero cose da dittatura devo riconoscere che in questi anni è stata creata una forma nuova di democrazia sperimentale.
    per il porco pulito quello si capisce, e come dire: datti delle arie ghiotta (alimento base dei maiali) che c’è chi ti beve, di colline salernitane memoria.
    per le parole povere magari le avessi, allora sarei un filosofo!

  5. In un Paese civile e libero, le liste elettorali non le fanno i pm. Se così fose, saremmo in uno Stato dirigista e poliziesco ( esattamente dove ci troviamo).

    1. Angelo, per fortuna si è determinato un corto circuito: come per la prima repubblica, in qualche modo è saltata anche la seconda. La corruzione nel nostro paese è a livelli pazzeschi e molti parlamentari risultano avere procedimenti in corso. La gente è di conseguenza incazzatissima, se mi si passa il termine, e questo i sondaggi che ha in mano il PDL lo dicono chiaramente. Ora: questi signori potrebbero essere innocenti come non potrebbero esserlo ma pare quasi che stiano abbarbicati alle loro sedie perché non lo sono. Oppure qualcuno dovrebbe spiegarmi quale è stato il fondamentale contributo politico o tecnico dato da Cosentino negli anni da sottosegretario (tanto da rendersi assolutamente necessaria la sua candidatura).
      Se tutti questi signori non avessero “le zelle” si potrebbe fare politica in maniera molto più tranquilla e il centrodestra potrebbe avere anche meno scuse quando dice che non lo fanno governare.

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