Firenze: “Carta – Common Ground” disegni, acquerelli, incisioni e litografie di grandi artisti del ‘900

Un lungo elenco di presenze importanti che danno corpo e consistenza alla manifestazione, “un profilo eterogeneo e tuttavia sintomatico della frastagliata realtà artistica contemporanea”, la volontà di sostenere attivamente ricerca ed innovazione scientifica, uno spazio espositivo nato come trait d’union  tra la galleria e il museo, un eccellente team organizzativo e, soprattutto, un’inconsueta e sottovalutata protagonista assoluta: la carta, probabilmente il più povero ma certamente il più significativo, duttile e durevole  tra i materiali: sono questi i principali elementi che hanno fatto di “CARTA-COMMON GROUND” un evento di particolare interesse artistico-culturale  e di notevole spessore. Allestita dall’otto al ventidue dicembre a Firenze presso LINEA Spazio Arte Contemporanea, pensato dagli organizzatori della Biennale Internazionale come luogo di dibattito e lettura critica dell’arte del ‘900, la mostra propone disegni, incisioni, litografie di  alcuni dei più grandi nomi dell’arte del novecento quali Modigliani, Alinari, Possenti, Farulli, Scatizzi, Talani le cui opere seriali su carta sono, da alcuni giorni, esposte nelle sale della galleria e fruibili dal pubblico che si avvicinerà  a questa collettiva che unisce all’indubbio valore culturale quello che il Direttore Artistico Rolando Bellini ha definito “funzione sociale dell’arte” che si concretizzerà nel devolvere parte del ricavato dalla vendita delle opere in esposizione a favore di FiorGen Onlus, l’associazione che da anni abbina arte e solidarietà, per finanziare l’attività di ricerca del Polo Universitario di Sesto Fiorentino.

Accanto ai deliziosi piccoli gioielli di maestri che rappresentano il fiore all’occhiello della manifestazione e le conferiscono un indiscutibile prestigio, sono presenti interessanti opere uniche ma anche xilografie, acqueforti, acquetinte di Biancalani, Biasion, Bindella, Cacciarini, Cancogni, Castelvecchi, Cecchetti, Ceccotti, Celona, Cerella, Consiglio, Costa, Cremonini, Doni, Fornaci, Fuad, Ghelli, Granchi, Guetta, KPK, Lambertucci, Lomi, Maranghi, Martinangeli, Meli, Pachioli, Pacini, Paoli, Pini, Podestà, Sani, Sodi, Steinberg, Stocchi, Tamanini, Vadalà e Vallini, artisti di rilevanza internazionale capaci di catalizzare l’attenzione di quanti amano l’arte.

 A questi nomi famosi altri se ne affiancano, meno noti ma non per questo poco interessanti, le cui opere vanno ad arricchire l’esposizione che, al di là di un’evidente varietà di stili artistico-espressivi, naturale in una rassegna che propone ben 71 artisti diversissimi tra loro per ispirazione ed estro creativo, mantiene una sostanziale unitarietà ed organicità grazie sia alla rigorosa selezione dei partecipanti e delle opere che al sapiente allestimento. Certamente vincente la scelta di puntare sulla carta, erroneamente considerata nel sentire comune come banale o semplice ma indubbiamente la più idonea, anche per la sua levità visiva, a far coesistere in maniera armonica ed equilibrata ispirazioni e stili così diversi. 

Risolto, dunque, brillantemente il problema di offrire un evento che trasformasse le differenze e le discrepanze presenti in una collettiva di opere decisamente eterogenee tra di loro in un motivo di ulteriore interesse e che unisse la ricchezza espressiva alla euritmia di un discorso corale che, pur mettendo in luce il valore dei grandi solisti presenti non riducesse gli altri al ruolo di pure comparse ma li valorizzasse all’interno di un percorso di scoperta dell’importanza della dis-omogeneità culturale, “CARTA – COMMON GROUND” ha acquistato nella dimensione sociale ed etica un autentico valore aggiunto. Artisti di ogni età e di diversa formazione, vocazione ed impostazione artistico-culturale sono diventati una risorsa ineludibile tanto che Jacopo Celona, direttore di LINEA ha potuto affermare che “L’arte … è il respiro estetico, il sapore estetico di cui scriveva Duchamp, che riscatta ogni contingenza nobilitandola”.

E se la mostra, allestita con la preziosa collaborazione della Stamperia d’Arte Edi Grafica di Firenze e della Stamperia del Tevere di Roma, ha tutti i numeri per garantire un elevatissimo standard estetico-tecnico, ciò avviene anche grazie alla presenza sommessa ma significativa di artisti come Abbate, Baldecchi, Bargellini, Budetta, Cappelletti, Cappellini, Chilleri, Cirillo, De Robertis, Dell’Innocenti, Donatelli, Donin, Dorigo, Favilena, Gabbia, Galletti, Iovene, Kahatapitiya, Margari, Mattrel, Melo, Paolelli, Pazzagli, Pergolini, Pianini, Serafini, Sodi, Sole Costa, Tassinari, Villagomez entrati a far parte di un percorso complesso e democratico in cui ciascuno, all’interno dello spazio assegnatogli, ha utilizzato le proprie potenzialità e capacità artistiche non soltanto per emozionare ed avvincere il pubblico ma anche per stabilire rapporti empatici con i grandi maestri, osservare le interazioni tra tutte le opere esposte, da quelle importanti a quelle meno famose e titolate, cooperare alla costruzione di uno spazio-arte in cui tutti hanno un messaggio da comunicare e sono necessari affinché il risultato finale sia notevole.

                                                                                  Maria Pina Cirillo