La Rivoluzione Francese

Gennaro Tedesco

 La fine del XVIII secolo è contrassegnata dalla massiccia e ingombrante presenza di un evento capitale per la storia contemporanea , la Rivoluzione francese che ancora oggi getta le sue terribili ombre e le sue abbacinanti luci sul corso degli avvenimenti umani .La Francia della fine del XVIII secolo è una nazione schiacciata dal peso di una monarchia assoluta dedita agli sprechi finanziari , dall’apparato fastoso, sfarzoso e dispendioso di una corte improduttiva e parassitaria e da una aristocrazia laica ed ecclesiastica non meno vorace e dissipatrice dei re e della corte .Gli spaventosi deficit accumulati dalla monarchia francese nelle lunghe e costose guerre coloniali e continentali  , l’esenzione fiscale  accordata ai corpi privilegiati dello Stato quali nobili ed ecclesiastici , l’abbandono o la cattiva coltivazione del latifondo aristocratico ed ecclesiastico , lo sperpero finanziario della corte e della burocrazia  , spesso soltanto strumento di arricchimento e potere attraverso la rapina delle risorse finanziarie dello Stato , la pressione fiscale in continua progressione sui ceti produttivi del Paese , quali la borghesia commerciale e imprenditoriale , riducono la Francia a mal partito. Non meno tartassati , sfruttati e disprezzati sono i contadini , in gran parte non proprietari delle terre che coltivano e costretti ad umilianti e rapaci corvees feudali . La Rivoluzione americana e la monarchia costituzionale inglese forniscono validi modelli politici alternativi alla monarchia assoluta francese : non pochi intellettuali e politici francesi guardano ad esse con sempre maggiore interesse ed entusiasmo. Tutto l’illuminismo francese non è altro che una serra di coltura per la nascita e la formazione  di una critica distruttiva nei confronti dello Stato monarchico assoluto , nei confronti della religione e nei confronti dei due corpi privilegiati della società francese, nobili ed ecclesiastici. Paradossalmente la Francia dell’Ancien Regime non è una nazione in crisi produttiva , essa , al contrario , è attraversata da una crisi fiscale, istituzionale e politica . Il carico fiscale non è adeguatamente ripartito, come si è detto . La borghesia commerciale ed industriale continua a produrre , ma il peso fiscale grava ormai esclusivamente su di essa . I suoi intellettuali cominciano a bersagliare il parassitismo e il privilegio di nobili ed ecclesiastici. D’altra parte la monarchia assoluta e le sue istituzioni non danno alcuna rappresentanza politica alla borghesia francese e ai suoi intellettuali. Non parliamo dei contadini che non sono neanche presi in considerazione . Dal processo di formazione della volontà politica nazionale la borghesia , gli intellettuali e i contadini sono esclusi . Essi producono , pagano le tasse , ma il re , la corte , gli aristocratici e gli ecclesiastici  , che non lavorano , non producono e non pagano le tasse sono quelli che hanno il diritto di prendere decisioni anche per gli altri . La presa della Bastiglia non è che un momento del lungo e tormentato processo politico,  economico e sociale che porterà al Termidoro. La borghesia liberale e conservatrice prende il potere grazie all’apporto determinante della media e piccola borghesia , dei contadini e dei sanculotti parigini . Ma essa non sa e non vuole andare oltre  certi limiti politici e sociali :  in questa fase la Rivoluzione francese  crea uno Stato su base censitaria , che esclude gran parte dei protagonisti della Rivoluzione , media e piccola borghesia , contadini e sanculotti. Ma  nel momento del pericolo e del disastro imminente l’ala destra dello schieramento borghese  viene eliminata:  al suo posto subentrano Robespierre  e i giacobini. Contro i nemici esterni ,  le monarchie assolute europee e l’Inghilterra monarchico-costituzionale e contro la destra girondina , realista , aristocratica e sanfedista ,  Robespierre e la Montagna adottano un programma rivoluzionario che non lascia spazio alle mezze misure  :  centralizzazione  rapida e massiccia del potere politico ed economico , salvaguardia degli interessi del proletariato operaio di Parigi , i sanculotti , ridistribuzione  ancora più profonda e radicale della proprietà fondiaria a favore dei contadini  , intensificazione  della laicizzazione  dello Stato e della società , la creazione di un esercito di soldati ed ufficiali non aristocratici fedeli alla  Repubblica e  per  interessi di carriera legati indissolubilmente alle sue sorti. La politica economica , sociale  e militare di Robespierre salva la Repubblica  francese . La democrazia radicale dei giacobini si consolida , consentendo ai contadini e sanculotti una prima reale partecipazione alla vita politica della Francia. La Riforma agraria profonda e radicale della Rivoluzione giacobina lega i contadini indissolubilmente alle sorti della neonata Repubblica. Ma una parte rilevante della borghesia francese , cresciuta e ingrassata negli appalti e nelle commesse militari e nel subdolo clima dell’affarismo politico della Rivoluzione, desiderosa di nuove avventure  militari apportatrici di notevoli introiti finanziari, sospettosa nei confronti del puritanesimo moralizzatore  dei giacobini più fervidi e intransigenti,  stronca l’esperimento democratico-radicale di Robespierre . La Rivoluzione francese sfocia nella repressione  borghese e reazionaria del   Termidoro. Punti fermi delle conquiste rivoluzionarie della Francia rimangono la riforma agraria, il tentativo democratico e il processo di laicizzazione  dello Stato . Riforma agraria e democratizzazione sono strettamente legate :  la riforma agraria ridistribuisce la proprietà fondiaria a favore dei contadini che così hanno tutto l’interesse a difendere la Rivoluzione e a partecipare attivamente alla vita politica della Repubblica  francese. La Rivoluzione francese rompe la stretta connessione esistente tra trono e altare , tra Stato e Religione cattolica .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 pensieri su “La Rivoluzione Francese

  1. Non s’è capito bene se questo è un articolo di Storia o d’opinione. Nel dubbio, mi lasci rimpiangere come la borghesia italiana sia stata retrograda rispetto quella francese. Non è “Storia” beninteso, ma il film “Il Marchese del Grillo” dipinge bene lo spirito da pecora nello stato pontificio. Sicuramente in Francia questa rivoluzione lascia ancora oggi i suoi segni indelebili.

  2. ..tutto qui:”La Rivoluzione francese rompe la stretta connessione esistente tra trono e altare , tra Stato e Religione cattolica.”

    La SOVVERSIONE, satana/lucifero(che Dio ce ne guardi e liberi), ha voluto dare l’ultimo attacco a Dio.
    Era il migliore fra gli angeli, e quindi non poteva accettare che una persona “mortale”, il CRISTO (figlio di DIO) un giorno, poteva essere più forte di lui.
    Questa sua ribellione fu punita con la cacciata dal Paradiso e la condanna al supplizio eterno.
    Questi sapendo bene di non poter toccare CHI lo aveva creato, si vendica volendo distruggendo la “creatura” creata a SUA immagine e somiglianza: L’ UOMO.
    La rivoluzione Francese è stato il primo, vero, attacco alla società Tradizionale.
    La società “CRISTOCENTRICA”,che pone Cristo al centro dell’universo.
    Dopo quei terribili avvenimenti, la sovversione ha “lavorato”, e secolo dopo secolo, approfittando delle debolezze umane si è arrivato all’attacco della proprietà legittimamente acquisita , al divorzio,all’aborto,l’eutanasia, l’ingegnaria genetica alla legalizzazione della droga e la la legalizzazione dei rapporti omosessuali, ultima tappa per distruggere ogni facoltà razionale dell’uomo e consegnarlo al proprio istinto ….il demonio(che Dio ce ne guardi e liberi).
    La rivoluzione Francese,ha aperto la strada.
    Ad essa si sono ispirate sia le varie dittature(Staliniste e Naziste) sia il mondo liberale, attraverso la massoneria, sia le democrazie che oggi imperversano.
    Tutto questo è stato possibile solo con l’inganno e l’ignoranza che ancora oggi imperversa nelle varie società.
    Potrei scendere meglio nel dettaglio e chiarire questa strategia sovversiva che è stata attuata a danno del Cristo, ma l’intervento sarebbe troppo lungo.
    Se ci sarà occasione lo riprenderò.
    in bocca al lupo

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