In libreria di Giovanni Lovito “L’Aquila e la Croce, lettura storica Divina Commedia”

Roberto De Luca

È uscito in libreria, per i tipi di Plectica, l’ultimo libro di Giovanni Lovito dal titolo “L’Aquila e la Croce: lettura storica della Divina Commedia”. Giovanni Lovito, docente di materie letterarie negli istituti superiori, è nato a Polla (SA) e risiede a Monte San Giacomo (SA). Ha già pubblicato vari pregevoli tomi su temi letterari e storici, tra i quali, solo per citarne alcuni: “L’opera e i tempi di Pomponio Leto”, Laveglia 2002; “Universitas e Baroni nel Mezzogiorno dell’età moderna”, Plectica 2006; “Bernardo Tasso: lettere scelte – Letteratura e storia del Rinascimento Italiano”, Editrice Ferraro, Napoli 2009. Attualmente si interessa del pensiero politico di Dante e del Rinascimento Italiano.  Con la stesura di quest’ultimo volume Lovito non intende, tuttavia, tracciare un’analisi completa e dettagliata delle tre cantiche della Divina Commedia. Infatti, come afferma lo stesso autore: “Con il presente lavoro, invece, sulle orme degli studi iniziati nei secoli scorsi da eminenti storici e critici della letteratura italiana, si è cercato di approfondire il discorso relativo al pensiero politico di Dante, giungendo ad una conslusione fondamentale: la Divina Commedia, accanto all’ormai noto contenuto morale e “religioso”, nasconde veri e propri ideali storico-giuridici di matrice profondamente laica.  Un’opera, quindi, che riflette pienamente lo stato d’animo del Poeta, sovente coinvolto nelle vicende politiche del suo tempo, ma anche e soprattutto il periodo storico in cui egli visse ed operò”.Le novità che Lovito intende introdurre nel campo dello studio dell’opera e del pensiero di Dante Alighieri, di certo, spingeranno molti studiosi a volere approfondire i temi trattati. Da parte della Redazione l’augurio che l’impegno costante, profuso da Lovito in questi anni, possa portare a sempre più proficui studi e a sempre maggiori traguardi, ai quali sicuramente saranno associati quei futuri riconoscimenti letterari dei quali l’autore è meritevole.