Salerno: Cna, un’ alternativa al termovalorizzatore?

Utilizzare il cementificio per bruciare i rifiuti come  alternativa alla costruzione del termovalorizzatore di Salerno. E’ quanto proposto dalla Cna di Salerno, l’associazione che rappresenta gli artigiani ed i piccoli e medi imprenditori, che  ha presentato,  oggi, in conferenza stampa i risultati di uno studio affidato ad una propria consulente ambientale, la chimica Flavia D’Urso,  per rendere noti i risultati che ipotizzano nel sito della Italcementi una valida alternativa per lo smaltimento dei rifiuti, a costi e tempi più ridotti. “Il nostro interesse alla questione è nato da quando l’amministrazione comunale di Salerno, attraverso una variante urbanistica nella zona di Cupa Siglia, poi bocciata dall’amministrazione provinciale, aveva individuato l’area di insediamento produttivo per le imprese artigiane, alla quale erano interessate già 25 nostri associati– ha spiegato il direttore provinciale della Cna, Paolo Quaranta- tra corsi e ricorsi si perde tempo ed occasioni di sviluppo per il nostro territorio e per le nostre aziende”. La Cna di Salerno ha, dunque, avvertito l’esigenza di dare un contributo concreto al dibattito  in atto nella Regione Campania, per la risoluzione delle problematiche relative all’emergenza rifiuti. Lo studio evidenzia che, a partire dall’orientamento dell’Unione Europea sulla preferenza ad utilizzare impianti pre-esistenti rispetto alla reazione di siti nuovi per la termodistruzione dei rifiuti, in provincia di Salerno c’è la possibilità di sfruttare il cementificio, così come tra l’altro avviene già per altri impianti analoghi situati sul territorio nazionale, come  in provincia di Cuneo ed in Abruzzo. Tra la’ltro la sede della Italcementi è situata a pochi passi dall’individuzione del sito per il termovalorizzatore di Salerno che  quindi non troverebbe giustificazioni migliori alla proposta Cna  neance sul piano dei collegamenti viari. Anche il nuovo piano provinciale per i Rifiuti prevede già, parallelamente alla costruzione dell’inceneritore, l’ipotesi di conferimento di una quota parte di rifiuti urbani nel cementificio, valutando i vantaggi ambientali di questa opzione , che sono tra l’altro alla base di un protocollo d’intesa tra la regione Campania, firmato dall’ex assessore all’ambiente, Ganapini e l’Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento) per l’impiego di CDR nel ciclo di produzione del cemento. La domanda che pone la Cna allora è: perché non sfruttare a pieno questa possibilità investendo sull’adattamento del cementificio per conferire una quota di rifiuti maggiore rispetto a quella prevista dal piano provinciale, a costi e tempi ridotti, piuttosto che costruire ex novo un impianto di termovalorizzazione? Lo studio della consulente ambientale  evidenzia anche che lo scenario che prevede l’utilizzo del cementificio  ha un impatto 90 volte migliore rispetto alla discarica controllata o al termovalorizzatore. A tal proposito va anche evidenziato che in questa direzione si è pronunciata anche la Commissione Parlamentare di inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti dichiarando che è preferibile accertare la praticabilità di percorsi di riconversione degli impianti già disponibili.    Il nostro scopo è lanciare una proposta che riteniamo utile e valida– ha aggiunto il presidente provinciale, Sergio Casolasiamo pronti ad organizzare momenti di confronto e dibattito con le istituzioni, le imprese, i cittadini e le associazioni ambientaliste, al fine di approfondire l’ipotesi”.