Cava de’ Tirreni: Pd, le anime morte

In riferimento a quanto accaduto negli ultimi giorni nel PD locale, vorrei constatare quella che mi sembra una realtà già acquisita da tempo. Il PD cittadino, come quello nazionale, è un partito che rischia sempre più di diventare il partito delle Anime Morte, come raccontate da Gogol e come già ripreso qualche tempo fa da un eminente sindaco delle nostre terre. Il partito degli esclusi dal PD, coloro che sarebbero naturali elettori e sostenitori del partito, ma che non lo sono a causa della difficoltà che riscontrano nel riconoscersi in esso, è sempre più nutrito, al punto quasi da superare il PD stesso. Fa piacere notare che un gruppo di 20 persone si sia stretto intorno a Giuliano Galdo (come se avesse passato una sciagura). Le affermazioni del documento a sostegno di Galdo sono grossolanamente sbagliate. È evidente che il lavoro finalizzato a creare un partito coeso non ha funzionato. È evidente che il partito oggi  è influenzato dalla vecchia logica centralista per cui o sei d’accordo col gruppo dirigente o è meglio che stai zitto. In questi mesi abbiamo visto sciogliere una segreteria; il gruppo consiliare votare contro le decisioni della direzione; un gruppo di 4 persone (quelle che una volta si chiamavano bassoliniani, oggi forse diverse nella denominazione ma uguali nei modi) cercare di minare in ogni modo i tentativi di dialogo e mediazione tra coloro che cercavano di ricomporre il partito; la totale incapacità del partito di “stare sul pezzo” discutendo e decidendo con adeguato tempismo delle questioni importanti per la città; una metà del partito, quella che al congresso faceva capo a Marianna Borriello segretaria, completamente ammutolita per disciplina di partito. Ricordiamo a proposito in questa sede che se oggi Giuliano Galdo si trova ad essere segretario del partito, è solo per sincera ed evidente responsabilità e volontà di costruzione, di coloro che avevano sostenuto un altro segretario e che hanno accettato, un anno fa, di fare un passo indietro. La misura è colma. Allo stato attuale delle cose non esiste una alternativa valida e legittima. Questa direzione, questa segreteria, questo gruppo consiliare a nome PD sono del tutto delegittimati. Di questo dobbiamo prendere atto tutti e ricominciare da questa base a interloquire. Se poi non si vuole affrontare la realtà delle cose ed andare avanti a colpi di maggioranza risicata non rimane che demandare tutta la questione a coloro che, negli organismi provinciali del partito, si sono fatti garanti per il passato del buon assetto del partito cavese.

Amedeo Di Marco dirigente cittadino del circolo 25 aprile del PD