Musica, maestro!

di Rita Occidente  Lupo

La musica fa invecchiare più tardi, sia l’udito, che le facoltà cognitive. Un recente studio, su 70 anziani, condotto presso la Emory University, dalla neuropsicologa Brenda Hanna-Pladdy,  evidenzia che coloro che han suonato uno strumento o si son dedicati alla musica da giovani, hanno minori probabilità d’ipoacusia. L’udito si perde normalmente con l’età: entro i sessant’anni, il 10-30% delle persone soffre di una perdita moderata; a 80 anni, almeno il 60% accusa perdita lieve. Il che, incentiva notevolmente non solo a dedicarsi anima e corpo ad uno strumento, ma anche ad approfittare della buona musica, per lasciarsi dettare emozioni. Infatti, tra i diversi generi che affollano il panorama, per tutti i gusti e le età.  Ovviamente, con le pinze, quella da discoteca, che finisce per creare danni al padiglione uditivo, quando supera i decibel accettabili. Musica dai primi battiti di vita allorquando, nel liquido amniotico, il feto già vive l’esistenza parentale, a quella che può esser somministrata anche come accompagnamento nelle ore di solitudine domestica. Senza sconti di sorta, un modo di sorridere alla vita e d’affinare l’orecchio fin dall’adolescenza, non può far altro che giovare ed incentivare, sulla comicità di Totò al tenere a mente “Musica, maestro!”

 

Un pensiero su “Musica, maestro!

  1. Gentile Direttrice , N.D. Dottoressa Rita Occidente Lupo,
    Dubito fortemente che la musica, lieve o frastornante che sia possa aiutare a conservare bene l’udito a chi ne è sottoposto fin da piccolo. ma sono d’accordo sul fatto che possa essere d’aiuto per mantenere vive e bene operanti le facoltà mentali.
    Anch’io, fin da piccolo, ebbi grande passione per la musica; mi divertivo a suonare la fisarmonica , e mi estasiavo ad ascoltare la bella musica per radio; mi piaceva tantissimo ballare con musica lenta o sfrenata che fosse e ne gioivo fino all’infinito.
    Da giovane, ultraventenne, e per dieci anni consecutivi, le mie orecchie furono sottoposte , ogni giorno e per lunghissime ore alla bellissima musica delle varie orchestre più note dell’epoca .
    Oggi ho quasi ottant’anni , e devo dire che le mie povere orecchie, “ della musica” non ne hanno per niente beneficiato, tanto è vero che, senza l’aiuto di una relativa protesi, non sentirei neppure le cannonate sparate a brevissima distanza.
    Cordialità, Alfredo

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