Toccare il fondo!

Giuseppe Lembo

Purtroppo abbiamo ormai toccato il fondo! Affoghiamo nel male; gli egoismi consumistici prevalgono su tutto ed offuscano anche le coscienze dei giusti. Il mondo va verso la deriva, per cui inesorabilmente  è destinato a fare una brutta fine. Continuando di questo passo, l’uomo senza essere più capace di avvertirne le conseguenze, si farà male ad un punto tale da  causarsi l’autodistruzione che coinvolgerà tutto e tutti. Non è per spirito di catastrofismo compiaciuto e/o di allarmismo da day after che ritengo giusto di manifestare le fondate preoccupazioni per quello che c’è dietro l’angolo. Si tratta di un pericolo reale che è nelle cose e non il frutto di pura invenzione e di fantasie di chi, come me, osservando lancia il grido di allarme per quello che potrà accadere alla Terra ed agli uomini che la abitano. Purtroppo gli equilibri di sempre si sono rotti, cospargendo i luoghi umani di tantissimi cocci che non è più possibile mettere assieme in quanto sono andati inesorabilmente in frantumi. A che punto siamo in questa fase di avanzata autodistruzione? Ad un punto, purtroppo alto e per molti versi senza ritorno. Il mondo è oggi globale e sempre più piccolo. Come un tempo l’uomo era preso dalla febbre dell’oro per cui correva là dove poteva trovarlo, così oggi per esigenze di sopravvivenza da una parte e di consumo sfrenato dall’altra, si corre dove c’è maggiore possibilità di consumi e facilità di accesso agli stessi, per un consumare senza limiti e così consumarsi ed in fretta. La globalizzazione dei comportamenti consumistici rende fragile il  mondo e lo impoverisce ogni giorno proprio di quelle risorse che hanno un limite e non sono, come si pensa, inesauribili per cui usate ad un punto tale da abusarne. L’indifferenza per l’altro e verso l’altro è una costante soprattutto dei paesi ricchi che, presi dalla smania di consumare non si accorgono delle sacche di miseria e della sofferenza di milioni e milioni di persone la cui soglia di vita è al di sotto della sopravvivenza. Per moralizzare il mondo occorre ridurre i consumi e pensare positivo per creare condizioni utili a poter conquistare a tutti la libertà dalla fame che mette a rischio la vita di milioni e milioni di persone per mancanza di cibo. Non ci può essere libertà né è pensabile la libertà dal bisogno se gli scenari del mondo sono quotidianamente affollati da protagonisti che muoiono per fame nell’indifferenza più generale. Occorre un forte e comune impegno che deve partire dalle coscienze della gente per evitare il genocidio in atto di morte per fame, una immane catastrofe per gli uomini del pianeta che non possiedono il cibo per sopravvivere, né dignità umana per essere considerato come “insieme di uomini”. Occorre pensare positivo e recuperare un modo più umano e più solidale di rapportarsi agli altri. Infatti di fame si muore, più che nel passato, perché la società è refrattaria alla solidarietà per l’altro; di fame si muore perché non c’è la necessaria solidarietà  per chi non ha e consumando non ci si accorge degli altri che possono essere ammessi a vivere come uomini tra gli uomini. Perché non si muoia di fame nel mondo, è necessario ridurre gli sprechi di chi ha troppo ed è troppo poco solidale. Non bisogna vivere di sola propaganda, propagandando grandi e nobili obiettivi; per cambiare il mondo, le strade da percorrere anche se lunghe, tortuose ed in salita, comunque ci sono. Occorre che ciascuno ci si incammini, volendolo, fortemente volendolo, come uomo singolo e come uomo che agisce con gli altri, avendo come riferimento l’uomo, la sua dignità, i suoi diritti. Insieme possiamo modificare il cammino e dare umanamente speranza di vita ai disperati della Terra, per i quali è urgente, prima di tutto, eliminare la fame e la povertà, ma è anche altrettanto urgente e necessario, assicurare parità, istruzione, salute, riducendo o meglio diminuendo la strage pianificata della mortalità infantile. Occorre pensare positivo per migliorare nel mondo del benessere e dello spreco la qualità della vita, nel rispetto dell’ambiente. Le strade per cambiare il mondo ci sono; devono essere arricchite del lavoro d’insieme di tutti, al fine di promuovere l’insieme dello sviluppo umano, recuperando alla dignità di uomo anche l’ultimo dei diseredati della Terra.

 

                                                                                                           

Un pensiero su “Toccare il fondo!

  1. Lei dice il vero, caro Dr Lembo, ma a me pare che il mondo occidentale non si sia ancora accorto che la vera causa dello sfacelo economico che ha investito quasi tutti i paesi occidentali la si dovrebbe addebitare alla cosiddetta “Globalizzazione” che sta atterrando i paesi più industrializzati del vecchio e del nuovo continente .Tutto questo perché alcuni paesi in via di sviluppo non rispettano i diritti sociali nel loro paesi, tanto da fare una competenza sleale nei confronti di paesi come il nostro dove si ottemperano tutte le leggi sindacali, che ne stabiliscono paghe e ore lavorative. A tali condizioni, le nostre fabbriche sono destinate a chiudere i battenti perché i prodotti che si producono non possono essere per niente competitivi rispetto a quei prodotti che ci arrivano da quei paesi come la Cina che, pian pianino , si succhierà tutta la nostra economia perché , a lungo andare, ci farà chiudere tutte le fabbriche , provocando una lunga catena di disoccupati. Quindi, i Capi di Stato dell’occidente si dovrebbero dare da fare per non fare affondare , definitivamente le economie delle proprie nazioni .
    Cordialità

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