Salerno: Cattolici in Movimento, per tutelare la fede

Lontana dai riflettori e soprattutto poco incline al sensazionalismo, esiste una consistente parte di società civile che ormai da anni si adopera per fronteggiare le sperequazioni e gli scompensi che il mercato e la burocrazia non riescono ad impedire: è gente che si dedica ai vecchi e nuovi bisogni del prossimo, rifuggendo dalla logica del dito puntato contro sempre e comunque. Questa comunità umana assai attiva, di ispirazione e formazione cattolica, ha assunto nuova coscienza di sé, della propria capacità e titolarità a svolgere un ruolo di sostegno all’operato degli organismi statali, promuovendo una sana cultura della collaborazione e predicando un messaggio di fiducia nel futuro. Questa comunità e questo spirito sono l’anima dell’Associazione Cattolici in Movimento, nata nel marzo del 2009 per porsi come vivace e risoluto corpo sociale intermedio tra il territorio e le Istituzioni. Cattolici in Movimento è il nome che diamo ai Credenti che vogliono tradurre il proprio forte dinamismo interiore in scelte concrete, in un’opera di mediazione culturale con epicentro nella vita pubblica. Vedere, giudicare e agire, con intelligenza illuminata dalla fede e guardando alla Dottrina Sociale della Chiesa come modello di educazione e azione civile. Concentriamo la nostra attenzione su tre pregnanti tematiche sociali, in cui scorgiamo vere e proprie voragini di umanità e responsabilità: l’etica del bene comune, il diritto alla salute e le nuove povertà. A queste problematiche abbiamo rispettivamente dedicato i tre incontri pubblici organizzati dal febbraio all’ottobre dell’anno in corso, cui seguiranno altri appuntamenti ad inizio del nuovo anno. L’ultimo, tenutosi nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, ha inteso promuovere il superamento di una diffusa mentalità che considera il sistema sanità come una qualsiasi azienda, la salute come un prodotto e il malato come un cliente: va scavalcata la visione riduttiva che considera il malato solo come ricettore di una prestazione di solidarietà e non come soggetto attivo di comunicazione di valori che consentano di comprendere meglio il senso e la ricchezza inesauribile della vita. Noi denunciamo lo strisciare di una incognita sociale assai grave, vista l’anemia valoriale dei nostri tempi. La realtà ormai deve confrontarsi con la interattività e ad appagare gli individui è sempre più il riuscire a simulare nel virtuale quello che vorrebbero fosse il reale. Questa sorta di estraneazione non solo ammorbidisce la tensione morale dei più, ma concorre a sedimentare i dilaganti indici di ascolto e di gradimento come veri e propri parametri culturali di riferimento. E mentre l’attenzione della gente è oggi costantemente dirottata su pregi e privilegi di caste, corporazioni e lobby, rischiamo che l’Italia degli ultimi non importi più a nessuno, perché ad interessare è solo l’Italia dei primi che gode di maggiore share.   

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