Pagani: ensemble contemporaneo al Circolo dell’Unione

Domenica 13 Febbraio 2011 alle ore 21.00 presso il Teatro Comunale S. Alfonso Maria De Liguori di Pagani (Sa) in via p.zza S. Alfonso 1 si terrà il Concerto Sinfonico della II Stagione Concertistica “Città di Pagani” organizzata dall’ Ass.ni Ensemble Contemporaneo e il Medioevo nonché dal Circolo Unione di Pagani (Sa) con il patrocinio del Comune, della Provincia di Salerno e della Regione Campania. Il concerto vedrà impegnata l’Orchestra Sinfonica ensemble contemporaneo diretta dal Maestro Giulio Marazia, con la partecipazione solistica del cornista Christian Di Crescenzo e del clarinettista Calogero Gambardella. Programma: W. A. Mozart – Concerto per corno e orchestra n. 1 in re maggiore, F. J. Haydn – Sinfonia n. 104 in re maggiore “London”, C. M. von Weber – Concerto per clarinetto e orchestra n. 1 in fa minore, L. van Beethoven – Sinfonia n. 1 in do maggiore. Haydn è stato spesso onorato del titolo di “padre della sinfonia“; sebbene l’appellativo sia giustificato solo in parte, poiché esistono precedenti e paralleli importanti sia in Italia sia in Germania, è indubbio che la produzione haydniana contribuì enormemente a riscattare questo genere strumentale dalla subalternità rispetto alla musica vocale, e a dargli una forma ampia, duttile e complessa. Per quanto riguarda il quartetto d’archi, invece, la paternità di Haydn è fuori discussione. Tramite questi due generi principali (a cui occorre aggiungere l’ampio corpus delle sonate per pianoforte e dei trii con pianoforte), Haydn divenne l’autore più conteso dalla vivace editoria musicale del suo tempo ed il punto di riferimento principale dello stile “classico” di fine Settecento. Lo sviluppo della forma-sonata in un mezzo espressivo flessibile e sofisticato, fino a diventare il soggetto principale del pensiero musicale dell’età classica, deve moltissimo a Haydn, e a quelli che proseguirono direttamente il suo lavoro, come Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. Questo concerto, con i brani presentati, è un passaggio di testimone tra questi compositori che hanno sviluppato in pieno la forma sonata, raggiungendo i massimi livelli con Beethoven. Le due sinfonie proposte sembrano, a soli 4 anni di distanza dalle loro prime esecuzioni, i due estremi in cui tutto il classicismo si è sviluppato, proponendo specialmente nella prima di Beethoven l’incombenza di un futuro che si lasciava intuire solo a tratti.