Un bravo lupo io voglio diventar e la promessa sempre rispettar

Padre Oliviero Ferro

Questo canto probabilmente non andrà al festival di Sanremo, perché proprio non ce n’è bisogno. Quelli che lo cantano tutte le settimane sono i lupetti. E chi mai sono? Se avete tempo, venite nella loro tana (pardon: nella loro sede). Li troverete in compagnia di Akela, Baloo, Kaa, Baghera. Ancora forse non siete riusciti a capire chi sono. Sono gli Scout. Qualcuno dirà che sono quelli che aiutano le vecchiette ad attraversare la strada. Purtroppo è male informato. Ma lo possiamo aiutare a capire. Quando nel 1907, Baden Powell(un inglese) “inventò” gli scout, non aveva in mente le vecchiette, ma aveva davanti agli occhi i ragazzi della periferia di Londra. Si faceva delle domande, soprattutto come aiutarli a crescere in un modo migliore. Poi gli venne l’idea degli Scout. Ormai sono passati 103 anni e sono ancora là, a milioni nel mondo. Ma cosa c’entrano i lupetti? Baden Powell aveva letto “il libro della giungla” di Kiplyng e gli venne l’idea di utilizzarlo per aiutare i bambini più piccoli a vivere “il grande gioco dello scoutismo”. Li riunì in un “branco”, un gruppo dove ognuno dava il meglio di se stesso, con l’aiuto dei “vecchi lupi”(gli animatori), cioè Akela (il lupo), Baloo (l’orso), Baghera (la pantera) e Kaa (il serpente). Ognuno di questi  quattro aiuta i lupetti nei 4 punti di Bp: carattere, salute a attività fisica, abilità manuale e servizio al prossimo. Nella riunione settimanale, si cresce insieme, seguendo la pista, cioè la strada per costruire una vita migliore, cercando di fare del proprio meglio. Ognuno cerca di sviluppare i doni ricevuti, mettendoli al servizio dei fratellini e sorelline, sia nella sestiglia (piccolo gruppetto di 6), che nel branco, dove si cerca di vivere in un clima di “famiglia felice”. Si gioca, si prega, si imparano tante cose insieme. Una volta al mese si fa un’uscita (si parte in caccia) per rinforzare i legami di amicizia e per vivere e realizzare insieme quello che progressivamente si impara. Sono tutti uniti dalla promessa”prometto, con l’aiuto e l’esempio di Gesù, di fare del mio meglio nel migliorare me stesso,nell’aiutare gli altri, nell’osservare la Legge del Branco”. Sì, il lupetto ha una Legge che guida il suo cammino “Il lupetto pensa agli altri come a se stesso e vive con gioia e lealtà insieme al Branco”. Non può naturalmente mancare la B.A. (la buona azione), che ogni lupetto e lupetta è invitato a fare ogni giorno. Piano piano, crescendo farà sempre meglio. Ora, con la sua gioia di vivere, comincia a “giocare il grande gioco dello scoutismo”.