Turismo durevole: ipotesi per Paestum 5

Aurelio Di Matteo*

È da decenni acquisita in ogni destinazione turistica l’importanza che riveste la pianificazione territoriale ai fini dello sviluppo turistico e della sua conseguente ricaduta economica e sociale sull’intera comunità locale. Il tema dello sviluppo turistico si configura sempre più non solo come oggetto di una dottrina (economica, sociale, antropologica) che studia le modificazioni e le dinamiche del mercato, ma come uno strumento amministrativo per implementare l’insieme dei programmi di investimento della comunità locale (Formato – 2006). L’amministrazione locale deve avere la consapevolezza dei benefici che una pianificazione dello sviluppo turistico comporta se avviene in maniera strutturata e con chiara definizione degli obiettivi e delle strategie. Li ha elencati con chiarezza il WTO già nel 1994: organizzazione delle conoscenze a supporto delle decisioni del pubblico e del privato, valorizzazione e protezione delle risorse naturali e culturali, integrazione dello sviluppo turistico con gli altri settori di sviluppo locale, coordinamento e razionalizzazione dei differenti elementi dell’offerta turistica, massimizzazione dei benefici ambientali e sociali, definizione di linee guida, individuazione di strutture e di modalità di gestione, coordinamento degli interventi del settore pubblico con quello privato, continuo e scientifico monitoraggio del processo di sviluppo nella sua globalità. Utilizzando le indicazioni generali del Formato (2006) la formulazione di un Piano integrato di interventi a Paestum non può prescindere da alcune azioni fondamentali: potenziamento e/o adeguamento della capacità ricettiva; offerta di nuove attrazioni e itinerari turistici; adeguamento e rinnovamento della fruibilità degli attrattori esistenti; adeguamento e/o creazione del sistema di mobilità e di infrastrutture di base; creazione dei servizi di prima accoglienza; creazione di un sistema d’informazione per la fruizione del territorio; definizione di un percorso finanziario-attuativo per la realizzazione degli interventi; definizione di modalità gestionali per garantire un risultato efficiente e efficace; adeguamento organizzativo e normativo con riferimento ai settori; politiche formative non solo come supporti alla creazione di professionalità ma come espansione della cultura dell’ospitalità; politiche di marketing necessarie per attrarre i target di domanda individuati.  La Pianificazione, a differenza di un Programma, deve definire l’orizzonte temporale entro il quale svolgere la successione degli interventi: da uno medio (cinque anni) a uno lungo (dieci anni). Il contenuto degli interventi deve svilupparsi intorno a tre linee fondamentali o settori di coordinamento: la tutela delle risorse storiche e archeologiche, la valorizzazione delle identità socio-culturali, il rispetto e l’arricchimento dei beni paesaggistici e ambientali. Essa non può prescindere da una strategia per la valorizzazione del patrimonio e della cultura locale nell’offerta turistica, sensibilizzando i residenti a mantenerli vivi, incentivandone la conoscenza tra i giovani studenti attraverso azioni di partenariato Scuola-Comune, creando festival e manifestazioni in funzione di intrattenimento e tutela, elaborando pacchetti turistici che includano patrimonio architettonico e sedimentazioni antropologiche, manutenendo e migliorando gli spazi pubblici tipici dell’area urbana del centro storico, procedendo ad un programma di restauro del patrimonio edilizio urbano e rurale. È ovvio che un tale tipo di pianificazione non può prescindere in fase di decisione e di realizzazione dalla convinta e responsabile partecipazione della comunità nelle sue varie componenti, imprenditoriali, culturali e associative. Indicative in tal senso sono le proposte de “La Carta Europea del Turismo” che rientra nelle priorità mondiali ed europee espresse dalle raccomandazioni dell’Agenda 21, adottate durante il Summit della Terra a Rio nel 1992. La mobilitazione e il coinvolgimento dei protagonisti locali sono gli elementi principali per la riuscita della pianificazione. Il successo dello sviluppo turistico durevole dipenderà dal livello di cooperazione e di integrazione raggiunto tra tutti gli agenti del territorio, poiché né il settore pubblico, né quello privato, né le associazioni hanno le competenze, i mezzi e/o l’informazione sufficienti per prendere in considerazione, nelle loro singole azioni, tutti i fattori che esercitano un’influenza sulla pianificazione e lo sviluppo turistico del territorio nel suo complesso. L’impegno effettivo, anche finanziario, del privato nella strategia di sviluppo turistico durevole si può ottenere dimostrando in via ufficiale che essi partecipano ad un progetto concreto, duraturo e con ricadute verificabili, provvedendo ad attuare alcune azioni di sviluppo turistico durevole i cui primi benefici siano percepibili nel breve periodo, allo scopo di mantenere alta la motivazione dei privati.Un simile coinvolgimento dei privati comporta di necessità  il supporto di uno staff di consulenti e di esperti che elabori, segua con continuità le varie fasi di realizzazione e sia in costante rapporto con i partner, la cui partecipazione deve essere assicurata in ogni momento del processo di pianificazione. Fermo restando la responsabilità decisionale e di gestione in capo agli organi amministrativi deliberanti, è opportuno affidare l’elaborazione e la proposta analitica della pianificazione a un gruppo di lavoro che esprima le competenze esperte in tema di programmazione turistica, marketing, economia del turismo, pianificazione territoriale, politiche di sviluppo. Di volta in volta è opportuno allargare il gruppo per includere le competenze integrative per la valutazione delle strategie ambientali, della mobilità interna e esterna, della formazione e cultura dell’ospitalità, della comunicazione e informazione, delle politiche del lavoro, della normativa del turismo (Fonte: WTO 1994).

(5.continua) *Società Italiana di Scienze del Turismo