Colf…in ferie!

di Rita Occidente Lupo

Badante, in ferie agostane. Di solito, rientra nella sua terra, prima del ponte estivo. Per poi riprender servizio a fine agosto. Lasciando così i familiari, a dover badare al proprio caro se infermo.Ormai di moda, la colf straniera. Una necessità. Sembra non si possa più farne a meno, specialmente dinanzi ad anziani ed a persone sole, che tra acciacchi e diversi anta, temono la solitudine. In Italia, la presenza immigrata,  in costante ascesa. Malgrado decreti sicurezza e permessi di soggiorno stringati.Su dieci  famiglie, colf e badanti indispensabili. Così riporta il Censis, secondo cui i dati dimostrano come nello Stivale, il 10 % delle famiglie sia dunque badante-dipendente. Da sette anni le straniere hanno bombardato le nostre coste. A caccia di fortuna e di ventura. Nonchè di lavoro. Trovando anche compagni o mariti, sostengono le numerose mogli italiane,  esterrefatte dal furore dell’est. Tra sdegno e livore. Almeno le rinnegate dal proprio partner, malgrado figli e convivenza stagionata. Le colf, accattivanti e ben disponibili ad ogni sorta di lavoro domestico, non vanno troppo per il sottile. Nè inizialmente vantano pretese. Almeno in campo sentimentale. Tutt’altro che esigenti. Anelando a soldi ed appartamenti. Possibilmente anche nella loro terra d’origine. Il loro compenso mensile, circa 1000€ . Per molte, vitto ed alloggio presso la famiglia di servizio,  taglio economico alle spese di routine. Un tempo, l’Italia, meta ambita per la cittadinanza. Tantissimi matrimoni misti. Numerose richieste nuziali. Oggi, con le colf, la convivenza italiana, più che il legame legale. Non per tutte le badanti vale però lo spot, maschio italiano benestante e becco. Per molte, l’urgenza di guadagnare, per poter mantenere la famiglia d’origine lasciata in patria. Da raggiungere a sprazzi calendarizzati. Il nostro Paese ha mutuato così la propria geografia umana. La sua ospitalità, gli fa vacillare gli Appennini dai talloni. L’ esodo senza confini, delle carrette del mare, solca usi, costumi ed abitudini. Finendo per far smarrire, agli autoctoni, la rispettiva identità dei connazionali.