Vita di Missione: Alfabeto Africano, S come Sognare

Padre Oliviero Ferro

Quando vedi un bambino africano che dorme beato in braccio a sua mamma, viene da chiedersi se anche lui sta sognando. Se fa i sogni in bianco o nero o a colori. Penso che anche lui, nel suo piccolo, sogni in grande, come ciascuno di noi. Il primo è quello di essere amato e coccolato dalla mamma, quando le domanda da mangiare. Poi di sentirsi bene nella sua grande famiglia. Quando comincerà a sgambettare, anche i sogni cominceranno a camminare insieme con lui. Comincerà a conoscere altre persone, a fare nuovi amici, a giocare e studiare insieme con loro. Poi si chiederà che cosa gli riserverà il futuro. Comincerà a chiedere a tutti una risposta. Forse non lo soddisferà,ma continuerà a pensare che anche lui ha diritto a un futuro. Vedendo e ascoltando le persone, sentirà i loro sogni, i loro progetti e vedrà se anche i suoi possono essere simili. Ma qualcuno gli dirà, dandogli un buffetto sulla guancia: “Guarda che tu hai i tuoi sogni, i tuoi progetti,che sono diversi dai nostri. Se vuoi che si realizzino,ci devi credere fortemente e ti devi impegnare. Allora l’impossibile può diventare possibile”.Ma ci sarà anche qualcuno, con il cuore cattivo, che lo inviterà a cercare delle scorciatoie, a comportarsi in modo scorretto pur di realizzare in fretta e senza fatica quei sogni. Allora magari andrà incontro a delle delusioni. E ritornerà da sua madre che lo prenderà ancora una volta nelle sue braccia e gli dirà dolcemente: “Piccolo mio, dai, sogniamo insieme”.