L’angolo dei giovanissimi: acquisti caldi? IPhone esplode

 

Alessio Ganci

Quanti problemi che l’azienda informatica di Cupertino sta affrontando ogni giorno: la fine dell’immunità dei Macintosh da parte dei virus (dopo l’episodio di Krowi nella suite pirata per l’ufficio iWork), la concorrenza di Microsoft, azienda sempre più quotata dagli utenti italiani e delle distribuzioni Linux, molto diffuse nel resto del mondo, la scarsa qualità dei dispositivi come iPhone. Come se non bastasse, la scarsa qualità (che prima era limitata perlopiù alle interferenze di chiamata con iPhone) si trasforma un vero e proprio pericolo per i possessori di apparecchi Apple: recentemente è stato segnalato che una ragazza, mentre era in treno con sua madre stava utilizzando un iPhone. All’improvviso, il telefono cellulare ha incominciato a spegnersi, lo schermo si è incrinato emettendo strani suoni, il dispositivo ha iniziato a fumare e infine è esploso. Per fortuna che la mamma di questa ragazza è riuscita a strappare di mano l’iPhone subito dopo l’emanazione del fumo, accorgendosi dell’imminente esplosione. E a quanto pare, in un unico mese ci sono stati ben tre casi di iPhone esplosi. Per non parlare dell’iPod Touch che ha fatto la stessa fine, episodio avvenuto in tempi più remoti. Ed oltre trenta casi totali riguardanti l’iPhone. Questi ultimi esplodevano sempre nello stesso modo in cui è esploso quello della ragazza in treno, mentre gli iPod risulterebbero più pericolosi, dato che sono tutti esplosi improvvisamente dopo essersi scaldati un po’ di più. Stesso identico fatto per gli altri dispositivi: anche i computer. Immaginiamo di avere acquistato il MacBook Pro da 5.000 e rotti di euro e vederselo improvvisamente esploso. E chiunque abbia provato a contattare l’azienda di Cupertino per qualche spiegazione, si è sentito rispondere che veniva declinata qualsiasi responsabilità sull’incidente. E si veniva rimborsati solo se non si divulgava in giro il fatto. Cioè, si riavevano indietro i soldi solo se si taceva e si lasciava che la società la facesse franca. Ma che bell’esempio di azienda. Ormai  chi acquista un dispositivo di Apple si chiederà se, un domani, non correrà rischi simili. Piccola ipotesi personale sui dispositivi “problematici”: sbaglio, oppure Apple usa una speciale tecnologia da lei inventata per la compressione dei componenti? Forse il problema è tutto qui. Chissà come andrà a finire questa storia delle esplosioni. So solo che da questi fatti, tutti i dispositivi Apple (iPod, iPhone, iMac, MacBook, …) meritano di cambiare nome: iDamage. Male Apple… molto male.