Salerno: Percorsi d’analisi per scoprire la civitas

 

Un processo alla città. Ma non per cercare colpevoli o capi d’accusa. Un processo come indagine culturale per scoprire nel profondo la città. Un processo per conoscerne i suoi flussi contaminati, le sue questioni, le sue persistenze e le sue possibilità di mutazione. Il tutto letto ed analizzato con una particolare e appropriata “colonna sonora. Sono questi gli obiettivi degli “Incontri d’Ateneo” promossi dall’Associazione Seventh Degree, con il contributo delle amministrazioni provinciale e comunale di Salerno e del nostro ateneo, con la partecipazione del Liceo Scientifico “Giovanni da Procida” di Salerno, illustrati a palazzo S.Agostino, da Antonello Mercurio, Alfonso Amendola, curatori della rassegna, unitamente al preside Nicola Scarsi e Liberato Marzullo, presidente della Seventh Degree, alla presenza dell’Assessore Vincenzo Maraio, sempre vicino alle manifestazioni di chiaro spessore culturale.  In base al tema saranno poste in discussione, nel corso di sette incontri, la destinazione cittadina (o politica e civile) della nostra società, in secondo luogo la destinazione metropolitana della città. Una metropoli intesa qui, innanzitutto, come sinonimo di quel complesso fenomeno che denominiamo civiltà, e che significa vita civile del mondo o mondo quale universale vita della città. In questo ciclo di incontri e ascolto, l’accostamento della questione della città a quella della tecnica non dovrà stupire. In un senso molto generale con il termine tecnica si indica per lo più il potere dei mezzi umani grazie ai quali da sempre l’uomo ha piegato alla sua volontà ed ai suoi progetti il “mondo”, facendolo divenire il suo mondo o, come si dice, producendolo. D’altra parte, tutte le volte che dalla banale datità di un ambiente è stato costruito dall’uomo un mondo-di-vita comune, si può dire altresì creato un sistema più o meno integrato di relazioni cui è lecito dare il nome di città. I “Percorsi di analisi” giunti alla terza edizione sono uno spazio di discussione ed ascolti musicali, il cui titolo è, il volutamente provocatorio, “(Processo al) la città come Polis e Civitas” e saranno ospitati all’interno della Rassegna “Quello che passa al Convento” dell’  Hotel-Convento San Michele di Salerno gestito da Marco De Simone, a partire dalle 19.30. A guidare questa terza edizione Alfonso Amendola (nelle vesti del gran difensore), Emilio D’Agostino (in quello di grande accusatore) e Antonello Mercurio (direttore artistico della manifestazione). Una formula, questa, decisamente originale ed accattivante per parlare della metropoli e dei suoi infiniti attraversamenti, in cui il pubblico sarà il giudice finale di questo insolito “processo” a metà strada tra il talk show leggero e la conferenza culturale. Il tutto condito da una ricca proposta musicale che resta il motore creativo, l’accelerazione interpretativa e la sostanza visionaria. Si parte mercoledì 18 marzo con La memoria della città: Bene Culturale, conservazione e fruizione. Conversazione con Salvatore Abita, Gaetano Arenare, Domenico De Maio, Gerardo Malangone, Vincenzo Maraio e Giuseppe Zampino, moderati da Erminia Pellecchia,  con al pianoforte Luigi Maresca: un viaggio nella metropoli tra beni artistici, beni culturali, gestione amministrativa e prospettive future, ma anche un’occasione per riflettere in maniera aperta e dinamica su come politici, amministratori ed intellettuali vivono, valorizzando e gestiscono il valore culturale come densa memoria della città. Martedì 24 marzo sarà la volta de’ Il pensiero della Città: Filosofia. Conversazione con Giuseppe Cacciatore e Giuseppe Cantillo con un intervento di Francesco Aliberti, in una serata che verrà condotta da Mariano Ragusa, mentre al pianoforte siederà pianoforte Aniello De Vita. Due tra i maggiori filosofi italiani impegnati in un dialogo sul concetto di città, tra teoria, azione e pensiero. Uno sguardo nel profondo per cogliere i tanti rivoli filosofici che abitano la città: ovvero luogo emozionale e luogo di concretezza. Il marzo dei Percorsi di Analisi verrà chiuso martedì 31 con Il prodotto culturale della città tra Arti visive e Cinema, una tavola rotonda moderata da Marcello Napoli con Claudio Gubitosi e Stefania Zuliani, con un intervento di Pasquale Napolitano. Il cinema, la pittura, il suono. È questa la città delle visioni che è al centro della riflessione. Una riflessione che non vuol essere soltanto di sostanza critico-teorica, ma anche operativa, organizzativa e progettuale. Dopo la Pasqua, si riprenderà mercoledì 15 aprile con una dissertazione intorno alla Musica Colta/Musica Extracolta che vedrà la partecipazione di Vincenzo Esposito, Massimo Locanto e Pasquale Scialò, moderata da Francesca Seller. Una metropoli piena e vera, vorace e verace dove il duplice volto della musica viene affrontato nel dichiarato obiettivo di superare tutte le facili barriere che hanno sempre diviso la musica colta da quella extracolta. Musica “totale” il pop e la classica, la coralità e il lavoro d’autore, il minimale e l’antropologico, nel disegno di una città libera e ricca. Ancora riflettori accesi sulla città musicale mercoledì 22 aprile, con un incontro incentrato sul tema: Musica Poetica, che avrà ospite Giovanni Acciai, condotto da Antonello Mercurio, con la partecipazione dell’Ensemble Vocale Principe Sanseverino dell’Università di Salerno, diretto dallo stesso Mercurio. Martedì 28 aprile si analizzerà la scena “segreta” della polis contemporanea, con un occhio sul ruolo della scena musicale e teatrale oggi. Una serata, che vivrà il suo momento clou con la presentazione dell’opera lirica in tre atti La luna nel pozzo, di Antonello Mercurio, su libretto di Valerio Valoriani. L’opera sarà tenuta a battesimo da Ernesto Pulignano, Franco Tozza e Valerio Valoriani, moderati da Enzo Viccaro, con la partecipazione dei bassi Clemente Daliotti e Luca Giordano, del baritono Antonio Braccolino, del tenore Francesco Pittari, del mezzosoprano Lucia Branda e del soprano Maddalena Pappalardo con Francesco Aliberti al pianoforte. Una metropoli che non dimentica la propria dimensione più classica, dove la musica, la lirica, il libretto d’opera e il teatro cortocircuitano perfettamente e indicano ulteriori vitalità e possibilità d’invenzione. Chiusura  giovedì 30 aprile con La Scuola della Polis: Formazione, una conversazione con Paolo Apolito, Franco Massimo Lanocita, Nicola Scarsi e Angelo Vassallo, condotta da Edoardo Scotti. Da sempre parola-chiave del nostro tempo: la formazione in quest’incontro raccontata tra dimensione politica e innovazione didattica. Un incontro a più voci per cogliere il valore, le prospettive e la ricchezza della città nel tempo della formazione continua.