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“Foglie bianche”: il libro di Elisa Rita Siatoni

Inserito da on 28 luglio 2021 – 00:00No Comment

Carmine De Nardo

Elisa Rita Siatoni, giovane universitaria di Milano, appassionata di letteratura e poesia, qualche mese fa ha pubblicato con la casa editrice Blitos la sua prima raccolta “Foglie Bianche”, oggi ci parlerà di se stessa, delle sue idee e del suo libro.

 1) Cosa l’ha spinta  ad intraprendere la carriera di scrittrice?

Ciò che mi ha spinto a pubblicare un libro e, quindi, ad immergermi in questo nuovo percorso, è stata la voglia di condividere la mia passione per la scrittura, il desiderio di far sentire la mia voce e di “gridare” tutto ciò che ho sempre nascosto; dolori, emozioni, sentimenti, pensieri…

2) Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Non ho delle abitudini specifiche, mi basta avere un posto in cui sedermi, un quadernino su cui annotare versi e pensieri e un po’ di silenzio che mi permetta di concentrarmi sul rumore che ho dentro, che ha bisogno di essere ascoltato.

3)Che messaggio ha voluto lanciare con il suo libro?

Che la fragilità non è debolezza, ma caratteristica di ogni cosa nel mondo. Tutto ciò che abita questa Terra è fragile; gli alberi, le foglie, il clima, gli uomini… Tutto ciò che esiste nella realtà nasconde in sé una debolezza soave che mostra la precarietà della nostra vita e, al contempo, la sua bellezza. Tutto può rompersi o spezzarsi, ma è proprio grazie a questo apparente “inciampo” che può rinascere più e più volte.

4) Quando scrive un nuovo libro ha già tutta la storia in mente o la elabora strada facendo?

Trattandosi di poesie è difficile per me sapere di cosa parleranno. Solitamente sento la necessità di tirar fuori qualcosa, qualcosa che non conosco fino a quando non mi metto a scrivere. Diciamo che è come se le parole avessero vita propria e decidessero autonomamente la forma che  prenderanno.

5) Come ha scoperto la sua passione per la scrittura? Come l’ha coltivata?

Ho cominciato a  scrivere all’età di nove anni, non so come né perché, forse sentivo il bisogno di dar sfogo alla mia immaginazione attraverso le parole e i racconti che, la mia fantasia di bambina, creava costantemente. Dopo la terza media c’è stato un periodo di “stop” in cui ho scoperto altre passioni, accantonando momentanemente quella per la scrittura. Verso i sedici anni ho sentito nuovamente l’esigenza di prendere carta e penna e lasciare libero ciò che mi aveva oppresso per parecchio tempo: da quel momento non ho più smesso.

6)Dove trova l’ispirazione per le sue poesie?

Mi lascio ispirare da qualsiasi cosa catturi la mia attenzione; può trattarsi di una farfalla che, per caso, comincia a volarmi attorno oppure delle foglie degli alberi che vengono mosse dal vento. Qualsiasi cosa causi in me un “terremoto interiore” di emozioni che mi porta a scavare, attraverso le parole, nei miei abissi più profondi, è, per me, fonte d’ispirazione.

7)Com’è cambiata la sua vita scrivendo?

Da quando scrivo, il cambiamento che percepisco è costante e continuo. Scrittura e ascolto- di ciò che sono e di ciò che è il mondo intorno a me- vanno di pari passo e continuano a trasformarmi, giorno dopo giorno, nella mia miglior versione.

8) Ci parli del suo libro.

“Foglie Bianche” è una raccolta di poesie nata dal bisogno di dare voce a ciò che per anni ho tenuto dentro di me e che non ho mai trovato il coraggio di esternare. Le poesie contenute in questa raccolta nascono da una fragilità, per troppo tempo taciuta e non riconosciuta, che è alla base di ciò che sono, ma, soprattutto, di ciò che siamo. Ogni donna ed ogni uomo, infatti, contengono dentro di sè delle “foglie  bianche”, fragili e delicate, che spesso la società tende a strappar via, a calpestare, a causa del timore che nutre nei confronti dell’autenticità.

Ciò che ci rende fragili è ciò che ci rende autentici ed è proprio questo che provano a  sussurrare le mie poesie.

9) Quali sono i suoi sogni nel cassetto?

Ne ho tanti, ma uno è quello a cui tengo di più: aiutare le persone a non aver paura di essere ciò che sono e di liberarsi della paura di mostrarsi privi delle maschere che celano la loro vera natura. E’ un sogno, questo, che si accompagna al volermi io stessa dis-velare sempre di più, mostrandomi al mondo nella mia più autentica fragilità.

10) Progetti futuri?

Sicuramente un’altra raccolta di poesie – che è già in fase di costruzione – e poi chissà che un giorno non possa nascere anche un romanzo.

 

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