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Libro di don Marcello Stanzione “Profumi divini”

Inserito da on 26 gennaio 2021 – 00:00No Comment

Annamaria Maraffa

L’editrice milanese Mimep-Docete pubblica un interessante libro di don Marcello Stanzione intitolato “Profumi divini”. Respirare l’odore soave di Dio, degli angeli e dei santi.” Fin dall’antichità, gli artisti si sono ispirati al mondo della natura perché tramite essa, i suoi colori ed i suoi profumi, gli esseri umani percepivano la presenza del divino. Gli elementi naturali come le piante ed i fiori con le loro essenze flagranti, non potevano quindi rimanere esclusi da quelle che sono considerate le espressioni più elevate di cui è capace il genio umano, cioè la creazione dell’arte ed il sentimento della religione. La storia della Bibbia si apre in un giardino rigoglioso ricolmo di piante odorose e di ogni specie. Esse non sono semplicemente delle funzioni retoriche o degli abbellimenti estetici, ma hanno una loro dignità derivante dall’essere parte della buona creazione di Dio. Nella Bibbia gli angeli portano davanti al trono celeste le buone fragranze delle preghiere, delle azioni e degli uffici divini. “Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono. E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi” (Ap 8,3-4). Gli angeli portano verso il cielo del Giudizio, come una quintessenza, il profumo dell’umanità e del mondo. E tutto ciò che ci viene chiesto è di non emettere miasmi repellenti. Ci viene chiesto di non mandar fuori cattivo odore, né di essere amari, acri o insipidi. Abbiamo cura di essere, alla fine, un cibo gradito a Dio….

Gregorio il grande paragona, in un dato momento, la Trinità “angeli- santi-vergini” alla triade simmetrica “fiori- erbe- fragranze”. Nella nostra variante “migliorata” siamo la prateria di cui Dio gusta il profumo e viene a brucare l’erba fresca.

Secondo è l’unico senso da cui l’anima trae piacere, mentre tutti gli

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