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La Voce e la Vita della Chiesa: “Il cammino di santità di Padre Pio “

Inserito da on 24 gennaio 2021 – 00:00No Comment

Diac. Francesco Giglio

Tantissimi di noi ben conoscono questo santo dei nostri giorni. La sue virtù, i suoi miracoli e anche la sua vita. Ma forse non tutti sanno i luoghi e i conventi in cui la sua santità è cresciuta.

Padre Pio, il santo delle stimmate, visse la sua giovinezza a Pietrelcina in provincia di Benevento, dove nacque il 25 maggio 1887 e poi nel Convento di San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia.

Il suo cammino di formazione lo portò a spostarsi in vari conventi dei Padri Cappuccini e da una mia breve ricerca storica ho potuto ricostruire i vari passaggi ed il periodo di permanenza nei diversi conventi.

Convento di Morcone.  Periodo di permanenza: 1903-1904.

Fondato nel 1603 il Convento di Morcone, venne aperto dietro richiesta di Giovanni Battista D’Aponte, marchese di Morcone, e per desiderio dei cittadini. Il D’Aponte aveva fatto voto a S. Francesco che, se fosse ritornato a Napoli dalla Spagna, ove viveva, avrebbe eretto un Convento ai Cappuccini nella sua cittadina di Morcone. La chiesa, venne consacrata il 20 agosto 1690 e dedicata ai SS. Filippo e Giacomo, dei quali preesisteva la cappella. Il convento è stato sempre la casa di noviziato della provincia religiosa. Il 6 gennaio 1903 fece il suo ingresso tra i cappuccini l’adolescente Francesco Forgione che il 22 gennaio, dello stesso anni, fu ammesso alla Vestizione religiosa ed al Noviziato. Quel giorno cambiò il suo nome in Fra Pio da Pietrelcina. Dopo aver frequentato l’anno di noviziato fra Pio, il 22 gennaio 1904, fece la professione temporanea: promise a Dio di vivere « in obbedienza, senza proprio ed in castità ». Fra Pio vi ritornò nel 1909, il 18 luglio, per ricevere il Diaconato da mons. Benedetto Maria Della Camera, Vescovo di Termopoli.

 

Convento Cappuccini San Giovanni Rotondo (FG). Periodo di permanenza: dal 1916 al 19689.

I cappuccini comparvero a S. Giovanni Rotondo nel 1540 ed eressero la croce sopra un poggetto alla falde di Montenero, croce che ancor oggi si ammira sul sagrato del santuario. Padre Pio vi giunse per la prima volta il 28 luglio del 1916. Era un soggiorno provvisorio per i soliti motivi di salute. Tornato a Foggia il 5 agosto dello stesso anno, ritorna a S. Giovanni Rotondo il 4 di settembre. Dopo qualche assenza dovuta a motivi militari e spirituali, Padre Pio non si allontanò più neppure per un sol giorno da questo convento. In questo luogo ricevette le stimmate e si manifestarono numerosi eventi soprannaturali. Ne vogliamo ricordare uno, perché in tema col presepe, descritto da Padre Raffaele da S. Elia a Pianisi :”dormivo in una cella angusta, quasi di fronte a quella n° 5 dove stava Padre Pio. Non so il perché, forse per il caldo, verso mezzanotte mi levo dal  letto quasi spaventato. Il corridoio era nell’oscurità, rotta solo dalla luce incerta di un lumicino a petrolio. Mentre stavo sull’uscio per uscire, ecco che passa Padre Pio che torna dal coro ove era stato in preghiera :”era mezzanotte: Padre Pio tutto luminoso con Gesù Bambino sulle braccia, andava a lenti passi e mormorava preghiere. Passa davanti a me, tutto raggiante di luce e non si accorge della mia presenza”. Nel 1959 fu inaugurato il Santuario di S. Maria delle Grazie e si racconta che in quella occasione Padre Pio esclamasse rivolto ai fratelli “Che cosa avete fatto, una scatoletta di fiammiferi?”. Sapeva già che per contenere la moltitudine dei “chiamati” occorreva una costruzione imponente. Il suo desiderio si realizza il 16 maggio 1993 con la “Fabbrica della Chiesa”, la nuova immensa Chiesa, progettata dall’architetto Renzo Piano.

Chiesa di Sant’Anna a Foggia. Periodo di permanenza: febbraio- 4 settembre 1916.

Vi arrivò il 17 febbraio 1916 e vi restò fino al 4 settembre. Con i confratelli era sempre giulivo e faceto, ma fu colpito da una “febbraccia” e gli furono riscontrati “focolai di microbi all’apice destro, con lievi soffi al sinistro”. Con le malattie e le angustie spirituali arrivò anche il diavolo che prese a perseguitarlo. Padre Pio non cenava e si ritirava nella cella. Una sera, mentre la fraternità era riunita in refettorio “s’intese una forte detonazione nella sua stanza, che era sulla volta del refettorio”. Dopo tali e continue dimostrazioni, lo si trovava “in un bagno di sudore e bisognava cambiarlo da capo a piedi”. I rumori cessarono quando il Padre Provinciale, Benedetto da S.Marco in Lamis, espresse al Padre Pio il desiderio che non dovevano più sentirsi. Padre Pio pregò ed il Signore esaudì la sua preghiera. Però cessarono i rumori, ma non gli assalti del demonio che sceglieva sempre la stessa ora, dopo cena, per tormentare il povero Padre Pio.
Convento di San Nicandro a Venafro (IS). Periodo di permanenza: fino ottobre – dicembre 1911.

Il convento fu costruito dai benefattori e dal comune nel 1573. Nell’ottobre 1911, dopo una visita medica dal dottor Antonio Cardarelli a Napoli, Padre Pio viene condotto a Venafro, perché, secondo la diagnosi del celebre medico, il giovane frate aveva i giorni contati, non poteva viaggiare a lungo ed il convento di Venafro era il più vicino. Durante il mese e mezzo passato in questo convento, la fraternità si accorse dei primi fenomeni soprannaturali: estasi divine della durata anche di un’ora e apparizioni diaboliche, di breve durata. Padre Pio le riconosceva sempre tali con il solo comando: “Dì, viva Gesù”.

Convento a Gesualdo (AV). Periodo di permanenza: novembre- dicembre 1909.

Gesualdo e Montefusco distano tra loro pochi chilometri. Il convento dei Cappuccini fu eretto a spese del Principe Don Carlo Gesualdo ed apparteneva alla Provincia Monastica di Napoli. Venne abbandonato dopo la soppressione del 1866 e fu ceduto ai cappuccini di Foggia nel 1905. E’ stato gravemente danneggiato dal terremoto del 1980 e si sta procedendo ai lavori di restauro. In questo convento, Fra Pio trascorse circa un mese, come studente di teologia morale. E’ certa la sua breve dimora per testimonianza dei compagni di studio. Disse Padre Giulio Guglielmo da S.Giovanni Rotondo, compagno di noviziato: “… si avvertiva spontaneo, per la sua assenza, un gran vuoto nei nostri conventi e si viveva di speranze e aspettative, che ci infondevano conforto e quasi certezza che l’amabile presenza di fra Pio fosse sempre con noi”.
Convento Sant’Egidio a Montefusco (AV). Periodo di permanenza: 1908-1909.

Il convento è sito oltre due chilometri dall’abitato, in contrada Sant’Egidio e risale al 1625. I Cappuccini della Provincia religiosa di Napoli vi rimasero sino al 1867, quando furono allontanati dalla legge di soppressione: ceduto in seguito ai Cappuccini di Foggia, fu riaperto il 5 novembre 1900. In questo convento nel 1837, causa salute cagionevole, fu ospite il cardinale Gioacchino Pecci, poi Papa Leone XIII. Padre Pio vi dimorò poco tempo. Arrivato alla fine di novembre del 1908, nei primi mesi dell’anno successivo fu accompagnato da Padre Agostino a Pietrelcina, perché, nonostante l’apparenza d’esser sano, era malato. Padre Paolino da Casacalenda dice di lui: “Era un bel giovane paffuto, dal viso roseo, che nulla lasciava trapelare della malattia della quale era affetto… da tutta la sua persona spirava bontà e simpatia”.

Convento a San Marco la Catola (FG). Periodo di permanenza: 1905-1906 + aprile-maggio 1918.

Il marchese Gianbattista Pignatelli, padrone del paese, nel 1585 chiamati i Cappuccini, costruì per essi il convento in un luogo dove vi era una modesta cappella dedicata a S. Lorenzo.  Chiuso nel 1811 e riaperto nel 1818, abbandonato di nuovo nel 1867 per la legge civile della soppressione, i Cappuccini ritornarono nel 1901 dietro viva insistenza del paese. Padre Pio venne dimorò in questo convento più di una volta. Nel 1905-1906, al termine degli studi ginnasiali e nel 1918 (aprile-maggio). Qui incontra P. Benedetto da S. Marco in Lamis che diventa suo direttore spirituale sino al 1922. Il comportamento di Fra Pio era sempre esemplare e pieno di carità.

Campobasso “Santa Maria del Monte”. Periodo di permanenza: maggio1905 + ottobre 1909.

La data di fondazione della chiesa “S. Maria del Monte” non si conosce e si ritiene sorta per sepoltura di famiglie feudatarie. Il santuario viene affidato ai Cappuccini il 25 maggio 1905 affinché rispondesse sempre meglio al culto e alle esigenze spirituali dei fedeli. Da giovane professo, nel 1905, Padre Pio si recò al santuario del Monte di Campobasso per aiutare nelle sacre funzioni. Nell’ottobre 1909, fra Pio, la cui malferma salute richiedeva aria salubre e montana, fu mandato al santuario del Monte, posto ad una altitudine di 800 metri.

 Sant’Elia a Pianisi (CB). Periodo di permanenza: 1904-1905 + 1906-1907

Voluto da una commissione di benefattori del paese, il 4 ottobre 1604 fu piantata la croce e posta la prima pietra del convento, ultimato nel 1631. Padre Pio vi giunse il 25 gennaio 1904 per compiere gli studi ginnasiali e liceali. E’ il luogo, dopo S. Giovanni Rotondo, che ha ospitato più a lungo Padre Pio: 4 anni. In questo convento il giovane Fra Pio subì l’assalto del demonio: “era una notte d’estate del 1905, quando Padre Pio sentì dei rumori provenire dalla cella vicina. Si sentiva un forte odore di zolfo e il giovane frate si spinse dalla finestra per chiamare un compagno di studio. Non ottenendo risposta si ritirò e con terrore vide entrare dalla porta un grosso cane nero, dalla cui bocca usciva tanto fumo. Padre Pio cadde riverso sul letto e udì l’animale dire: “è lui, è lui”. Poi la bestiaccia spiccato un salto uscì dalla finestra. Altro fatto soprannaturale fu una bilocazione avuta nel gennaio del 1905, raccontata dal giovane fra’ Pio come un fatto insolito. Si trovava in coro, quando si trovò lontano in una casa signorile dove il padre moriva mentre una bimba nasceva. La madonna disse a fra Pio che le affidava quella creatura.

Convento Pietrelcina (BN). Perido di permanenza: 1887-1903 + 1909-1916.

Il 25 maggio 1887, in questo piccolo centro agricolo in provincia di Benvento, nacque Padre Pio, al secolo Francesco Forgione. Anche dopo anni ed anni di assenza, Padre Pio ricorda “pietra per pietra” il paese nativo. “La tengo tutta nel cuore”, scrive al fratello Michele il 22 gennaio del 1926. “La Sacra Famiglia” è il titolo della chiesa dei Cappuccini, (iniziata nel 1926) scelto dallo stesso Padre Pio. Dal racconto di un seminarista, testimone oculare, verso l’anno 1909, quando il giovane Cappuccino era ancora Fra Pio, “in una delle solite passeggiate, arrivati alla zona dell’attuale convento, mentre passeggiavamo tutti insieme, ci fece fermare e ci invitò a zittire

e a sentire quello che diceva di sentire. Sentiva un coro di angeli e delle campane che suonavano a distesa da un luogo non lontano da lui e indicava con la mano tesa verso il luogo deserto della strada”.

Convento di Sant’Anna (FG)

La Chiesa di Sant’Anna è una della più antiche di Foggia, infatti venne aperta ai fedeli nel 1891 dopo che i così detti “ terrazzani” edificarono la chiesa. Nel 1916 nel convento soggiornò Padre Pio, che è ritornato con le sue spoglie pochi anni fa.

Convento di Serracapriola (FG). Periodo di permanenza: 1907-1908 

Il convento di Serracapriola venne fondato nel 1536 da p. Paolo da Sestino su disegno degli stessi frati ed a spese di Andronica Del Balzo, principessa di Molfetta e padrona di Serracapriola. Venne edificato secondo la forma della povertà richiesta dalla Regola, ma successivamente ampliato per le esigenze cui era destinato. Fu per molti anni uno dei noviziati della provincia. La sua posizione tra colline e mare, circondato da tanto silenzio e ben distante dall’abitato, lo rese sempre caro ai religiosi. Fu più volte sede di studentato e di seminario serafico. Tra i chierici cappuccini che hanno seguito in detto luogo il corso di teologia vi è stato anche Padre Pio da Pietrelcina.

Attorno all’ itinerario umano e spirituale di Padre Pio, si è realizzata “ una delle più popolari e coinvolgenti esperienze di devozione religiosa dell’ Italia del Novecento “. Per cinquanta anni dal 1918 al 1968, senza mai allontanarsi da S. Giovanni Rotondo, è riuscito a far spostare migliaia di persone le quali si recavano in quel paese del Gargano per incontrare quel frate che definivano “un povero frate che prega”. Padre Pio era convinto che “la preghiera è la migliore arma che abbiamo e la chiave per aprire il cuore di Dio”. Tutti i pellegrini che ivi si sono recati per incontrare questo frate cappuccino hanno potuto sperimentare che egli viveva quotidianamente ed esclusivamente dedicandosi alla preghiera, alla celebrazione della Messa, all’ascolto e alla confessione dei pellegrini. Oggi che la Chiesa lo annovera tra i Santi del novecento, e a quanti non lo hanno conosciuto in vita, resta l’immagine di un frate vissuto nella semplicità, ma che tuttavia ha avuto una vita segnata da innumerevoli doni spirituali ed esperienze mistiche di carattere soprannaturale. Oltre ad i suoi scritti sono giunti a noi i suoi numerosi gesti di carità cristiana e tra di essi spicca la costruzione dell’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” da lui inaugurata il 5 maggio1956.

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