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“Deo gratias et Mariae”: libro di Mons. Francesco Maria Perrotta nel 90° compleanno

Inserito da on 14 gennaio 2021 – 00:00No Comment

Paolo Pozzuoli

Ogni celebrazione, ogni ricorrenza, ogni anniversario, per quanto lieti e gioiosi, quasi sempre prima della rappresentazione, da un lato manifestano l’ansia dell’attesa e dell’altra celano un velo di tristezza, di mestizia per cercare di elaborare dolori e lutti vuoi remoti che recenti. Sono invero caratterizzati dai  ricordi che, al momento, affiorano dall’apertura del piccolo scrigno dove sono custoditi e consentono una riflessione volta a considerare e stilare il bilancio – a tutto tondo – della vita sul vissuto quotidiano fino a quel momento. Che potrebbe tradursi, ovvero finire per elaborare il più inquietante ed intimo esame di coscienza, oppure riportare in un interminabile racconto l’analisi romanzata dell’esperienza di vita.

Essenziale, di profonda e straordinaria intensità – traspare evidente l’insieme degli stili di cui è dotato l’autore – il titolo “DEO GRATIAS ET MARIAE” che Monsignor Francesco Maria Perrotta (don Ciccio) ha dato al suo libro nella speciale ricorrenza del 90esimo compleanno. Tutta la sofferenza di tante fatiche ed altrettanti sacrifici condensata in appena 198 pagine. Il ringraziamento di don Ciccio al Padre è nella testimonianza riportata nel capitolo ‘QUALCHE SUSSIDIO PER RIFLETTERE E PER PREGARE’ assieme agli scritti, alle poesie ed inni di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Grazia Deledda, Trilussa, S. Ecc. Mons. Fulton Sheen, Giovanni B. Bigazzi S.J., Clemente Rebora,  presbitero, poeta, docente di italiano, François Mauriac, Accademico Francese, Jaques Madaule, storico, scrittore, politico, Alexis Carrel, chirurgo e biologo francese, Premio Nobel per la medicina e la fisiologia. Il ringraziamento di don Ciccio alla Madre è ‘una piccola fatica di figlio, piccolo tributo di amore filiale alla Mamma di Gesù e nostra’: inedito e semplicemente straordinario. don Ciccio, nel riportare le immagini delle Madonne con i titoli con i quali sono venerate nella Diocesi di Acerra, ne ha descritto accuratamente la storia, gli autori, e riassunte le preghiere dedicate.  Spontanea, emozionante e calorosamente sentita – come anche in altre occasioni – la testimonianza di Salvatore Verdone1 nella ricorrenza del genetliaco  dell’illustre Monsignore Francesco Maria Perrotta: “Ho appena letto e con tantissimo interesse l’ultimo testo di Mons. Francesco Maria Perrotta, ‘DEO GRATIAS ET MARIAE 90 anni 1930 novembre 2020’, avuto dal carissimo amico Ispettore Paolo Pozzuoli che ringrazio vivamente per l’immenso piacere che mi ha procurato. Il linguaggio semplice, una scrittura scorrevole e molto affascinante, lo snodo cronologico delle tappe di vita dell’autore: dall’infanzia sino ad oggi, rendono con grande efficacia e con molta eleganza la figura di un personaggio dal carattere umile ma determinato che, senza minimamente trascurare gli impegni derivanti dalle sue cariche religiose e dal ministero sacerdotale, continua a  “scavare” tra le “carte vecchie” nei vari Archivi e soprattutto nella sua possente memoria interessanti notizie storico–letterarie tese ad ampliare la conoscenza umana. Come ho già avuto modo di sottolineare per un altro testo, sono da ritenersi veramente previlegiati coloro che hanno avuto la fortuna di essere guidati dall’illustre Monsignore che ha donato con tanta generosità anche la conoscenza profonda del loro territorio e “come il Signore ha incarnato nel corso del tempo il suo amore nella vita della nostra gente”. Il racconto della sua infanzia trasmette grandi emozioni. Appare evidente che la migliore scuola è quella del sacrificio al quale egli non si sottrae, ben consapevole – sin da bambino – della penuria di mezzi perché la famiglia potesse mantenerlo allo studio. La sua determinata vocazione gli fa superare tutto: colpito da tanta esemplare determinazione, il papà lo accompagna nei campi altrui rimanendogli accanto nelle varie fasi lavorative (terzo giorno). Dalle prestazioni lavorative alle dipendenze di terzi si può affermare che scaturisce la brillante carriera scolastica (premiata con la vincita di due borse di studio) che fa il resto e, avviandolo sulla via indicatogli dal Padre celeste, lo conduce all’ordinazione sacerdotale – 31/5/53 – con dispensa da “minore età”.

Quanti insegnamenti, straordinariamente belli, traspaiono anche in quest’ultima opera come in tutti i suoi numerosi testi che in gran parte ho avuto il piacere di leggere.

Molto eloquenti sono le testimonianze di amici, raccolte nel volume, “a Don Ciccio”, alcune delle quali (V. ‘A Don Ciccio’ di S. Ecc. Mons. Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra; ‘Don Ciccio e la ricerca d’archivio’ di Don Antonio Abbatiello, Archivista, Parroco della Cattedrale di Sant’Agata de’ Goti; ‘Don Ciccio, un amico’ di Giovanni Agostinelli, legale rappresentante ed amministratore di «diaconia grafica & stampa»; ‘Gli amici della FUCI di Acerra’ del dr. Franco Bova; ‘Conoscere, valorizzare, difendere: aspetti diversi di una stessa realtà’ dell’arch. prof. Pina Ferriello; ‘Un grazie dalla Associazione «Il Melograno»’ a cura della Segretaria, Marianna Battisecola, e del Presidente, Ivan Martone; ‘Don Ciccio Perrotta sereno e fattivo costruttore di pace e di cultura’ del Prof. Aniello Montano, docente di Storia della filosofia presso le Università di Genova e di Salerno; ‘Francesco Perrotta: sacerdote, studioso, amico dell’Ing. Domenico Capolongo) sono riportate in questa meravigliosa opera e dimostrano quanto affetto e stima vengono riconosciuti al grandioso Ricercatore, all’iIlustre Monsignore ed all’uomo Don Ciccio.

Segue l’indicazione dei sussidi per riflettere e pregare che costituiscono il vademecum non solo per i Sacerdoti, ma anche per tutti i fedeli e laici.

Chiude l’opera un tributo di amore filiale alla Mamma di Gesù e nostra con richiamo ai diversi titoli con i quali, nel corso dei secoli, nell’attuale Diocesi di Acerra, è cominciata e continua la venerazione della Madonna.

La bellezza dell’esposizione, molto spesso, si impadronisce in maniera completa del lettore che viene condotto in profonde meditazioni e ad inevitabili riflessioni. Rimane per me un’opera eccezionale, di ineguagliabile valore morale e cristiano, oltre che letterario.

Un grazie di cuore per tutto il piacere che ci ha donato con questa ultima pubblicazione, con l’augurio più sentito di un felice anno 2021 ma soprattutto con l’impegno di continuare nella sua opera di ricercatore ed evangelizzatore”.

1Salvatore Verdone, dottore in Economia e Commercio, già ottimo dirigente degli uffici Ragioneria presso i vecchi Provveditorati agli Studi, dall’incredibile bagaglio culturale, è rimasto il coltivatore legato alle tradizioni di una volta, ultimo interprete e ambasciatore dell’antica cultura e civiltà contadina, radicate in lui e bene assimilate che continua a praticare con passione, coerenza, determinazione avendole apprese nel seno familiare presso il natio Campo di Galluccio, un gruppo di case edificate e raccolte fra due strade parallele e pochissimi vicoli, alcune ristrutturate, ma tante desolatamente vuote; quasi un parente remoto e distante dal Rio Bo del Palazzeschi e dal Botteghino di Monsignor Perrotta.

 

 

 

 

 

 

 

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