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La manovra di bilancio regala 500 milioni agli aeroporti in crisi… e chi si lamenta ne vuole costruire altri

Inserito da on 26 dicembre 2020 – 09:58Un commento

Dott. Vincenzo Petrosino*

500 milioni per gli scali aeroportuali di tutta Italia colpiti dalla crisi economica causata da quella sanitaria legata al Covid-19. I fondi arrivano con un emendamento alla manovra di bilancio, per far fronte alle perdite determinate dal calo di passeggeri, a firma dei capigruppo di tutti gli schieramenti.

La ripartizione per ciascuno scalo, che avverrà in base alla riduzione di fatturato causata dalla pandemia, sarà poi determinata con appositi decreti, ma l’emendamento approvato consente alle società di gestione di ottenere comunque prestiti per far fronte al contingente.

Tutto molto “curioso”, specialmente  per quanto riguarda  l’aeroporto di Firenze di cui si parla ancora anche dopo la sentenza a lui sfavorevole da parte del Consiglio di Stato negativa. Idem per l’aeroporto Costa d’Amalfi che dopo la vittoria  dei cittadini al Tar e il ribaltamento al consiglio di stato , si pretende ancora di voler costruire, mentre sarebbe stato più ” saggio “  abbandonare da parte dei proponenti e terminare la partita sull’1 a 1 !

Tale aeroporto per divenire operativo necessita di un allungamento della pista, di espropri importanti ultra milionari per 56 ettari di terreni con  case e attività  che apriranno tra l’altro, al momento della ricezione degli atti, una serie interminabile di contenziosi . Nulla di semplice e immediato e neppure certo … come molta stampa forse non bene informata vuole fare credere.

Ci si chiede davvero come, in un momento di tale crisi, si diano agli aeroporti soldi pubblici per sopravvivere e poi si pensi ancora di costruire nuovi aeroporti.

Probabilmente non è chiaro a tutti che sono finiti i tempi dei milioni di passeggeri perché  ogni previsione ottimistica è saltata e salterà per ulteriori anni di crisi dei viaggi e del turismo.

Tra l’altro, l’aeroporto di  Salerno Costa d’Amalfi, le cui potenzialità inquinanti non sono assolutamente in dubbio, potrà incidere negativamente sulla salute dei cittadini e sui terreni agricoli . Terreni agricoli ricchissimi che producono la quarta gamma e la stessa rucola su cui da qualche mese esiste  anche il marchio igp, che andrebbe poi  comunque rivisto alla luce dell’eventuale trasformazione del territorio.

Inoltre, non sembra che l’aeroporto Costa d’Amalfi abbia un master plan autorizzato per i milioni di passeggeri che si vorrebbe idealmente fare giungere  e tanto meno risulta che al momento siano state onorate  le prescrizioni dettate dal Ministero dell’Ambiente. Indubbiamente tutto è in alto mare nonostante qualche timido proclamo… ma in un periodo di crisi come quello attuale è logico ritenere che tutti coloro che abbiano speso anni in questa vicenda vogliano ottenere fondi.

Ma in una situazione socio sanitaria disastrosa come quella di oggi, costruire un nuovo aeroporto, con tanti altri che si trovano in situazioni semi fallimentari mi sembra solo una follia.

E che dire poi del fatto che un aeroporto al centro di una zona agricola ricchissima e fertile rappresenterebbe una priorità ?

Tra l’altro come ho sempre detto l’aeroporto Costa d’Amalfi andava sistemato e lasciato com’era per un turismo di elite. Andava bene così ma migliorato al fine di portare qualche turista in zona e nello stesso tempo,  invece di spendere soldi per portarci un binario per la metropolitana o allargare strade ” nel deserto ” , migliorare la zona di mare che è forse la vera e unica fonte di ricchezza oltre all’agricoltura  doc della città di Pontecagnano. 

Leggendo qualche articolo sulla stampa mi rendo conto che gli stessi giornalisti conoscono poco della vicenda e forse non proprio tutto.

Chi fa giornalismo per professione dovrebbe essere stimolato a cercare le notizie ponendosi innanzitutto delle domande.

Troppo facile attingere le  spesso ottimistiche notizie da chi ha il ” monopolio ” del microfono o occupa determinate posizioni .

Il giornalista che indaga , che fa domande , che si interroga dovrebbe poter comprendere davvero come stanno le cose. Allinearsi con la massa non significa assolutamente avere ragione anzi, spesso la verità delle cose è il frutto di domande da porsi  del calarsi nel problema reale e nello  studio dei fatti  documenti e situazioni.

Purtroppo oggi il mondo va ripensato e riprogrammato secondo schemi e logiche diverse.

Sembra strano che sindaci e politici locali abbiano non solo dimenticato il buon senso, ma anche il pericolo di continuare a pensare che questo sia l’unico modo di fare progresso.

Il Covid avrebbe dovuto già iniziare a far capire a tutti la necessità di intraprendere nuove strade di sviluppo, invece…

Ci siamo tra l’altro  impegnati a ridurre le emissioni in atmosfera, pertanto far “crescere” gli aeroporti non sembra la strada giusta né quella economicamente più valida.

Se il mondo non lo programmiamo diversamente in senso realmente “green” non andremo da nessuna parte. Abbiamo superato la capacità della stessa Terra, nostra mamma, di riparare agli enormi errori accumulati negli ultimi 100 anni.

Sembra che queste cose che sono confermate dalla scienza e nel mondo ormai accreditate dai più, siano difficili se non impossibili da comprendere… specialmente in Campania e in alcuni paesi e paesani!

Come si dice ben avvisati … Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! 

 °Oncologo Chirurgo 

Un commento »

  • DentroSalerno scrive:

    “La manovra di bilancio regala 500milioni agli aeroporti in crisi … e chi si lamenta ne vuole costruire altri”

    È il titolo che il dr Vincenzo Petrosino dà al suo ultimo, indubbiamente appassionato, intervento contro il previsto allungamento della pista di atterraggio dell’aeroporto Costa d’Amalfi. E lo fa a difesa della quarta gamma e della rucola di Pontecagnano che dal suddetto intervento subirebbero danni irreparabili a causa degli aumentati, insostenibili tassi di inquinamento atmosferico e ambientale. Ricadute dannose e pericolose anche per i cittadini abitanti nelle aree circostanti.

    Con argomenti invero già esposti in precedenti occasioni, l’estensore delle note espone le sue opinioni, attribuendo ai responsabili e agli addetti alle comunicazioni scarse conoscenze delle problematiche che verrebbero a crearsi con l’apertura della nuova aerostazione a sud di Salerno.

    Inoltre, a fronte della critica situazione creata dal Covid-19, che ha mandato in crisi tanti aeroporti per mancanza di passeggeri, al punto da indurre il Governo a stanziare 500 milioni di € sotto forma di sussidi, che senso ha – si domanda il dr Petrosino – aprire altri scali dall’incerto destino?

    Anzi “è una follia!!”

    Intanto, mi permetto di osservare che limitarsi a potenziare l’aeroporto solo per destinarlo ad un turismo di èlite – come lui sostiene – oltre a rappresentare una discriminante nei confronti di tutti gli altri possibili passeggeri, avrebbe anche un esito incerto in termini di numero di frequentatori e quindi di un rapporto ottimale fra questi e le strutture dello scalo.

    Senza contare che voli charter o di altro tipo sono ugualmente inquinanti.

    Si assisterebbe allora al salvataggio di qualche rucola, ma le altre pregiate e igp produzioni agroalimentari della piana andrebbero comunque al macero!

    Viene quindi ancora sbandierata la ricchezza potenziale rappresentata dai vicini litorali marittimi che potrebbero assicurare alle zone ricadute turistiche importanti e che sono ancora trascurate o in uno stato embrionale.

    È un discorso che si sente fare da decenni ma sfido chiunque a dimostrarmi che fino a questo momento ci sia stato un vero e proprio decollo.

    Inconsciamente, mi verrebbe da pensare che forse questo si avrebbe proprio in concomitanza di arrivi e decolli dall’aeroporto Costa d’Amalfi!!

    Devo infine constatare, con una certa amarezza, il persistere di prese di posizioni assimilabili a quelle di quanti, ormai più di 150 anni fa dopo l’avvenuta Unità d’Italia, sostennero che il progredire della nuova nazione sarebbe avvenuta privilegiando lo sviluppo industriale al Nord e l’agricoltura in senso lato al Sud.

    Fu così che strade, ferrovie, trafori, imprese, ecc. furono concentrate massimamente nelle aree settentrionali. Il Sud, non solo dovette assistere al lento declino delle sue realtà industriali che pure possedeva, ma non ricevette incentivi sufficienti per la sua funzione. In particolare, le vie di comunicazioni con le relative infrastrutture non ebbero analogo impulso. La loro mancanza o l’insufficiente e inadeguato sviluppo sul territorio furono, e forse ancora lo sono, determinanti per l’arretratezza di molte sue zone.

    Sarebbe il caso che si prendesse coscienza di questo dato di fatto, e all’occorrenza si valutassero responsabilmente le diverse implicazioni in modo, se possibile, di determinare una inversione di tendenza, fatti salvi tutti requisiti imposti da normative socio-sanitarie e ambientali.

    Mi sembra però che l’attualità privilegi altri argomenti, quasi che certi temi debbano essere appannaggio di … fantomatici altri.

    Gaetano Perillo

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