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Salerno: Covid-19, giovane ristorazione in ginocchio, Roberto Pellegrino “Rubato futuro!”

Inserito da on 30 novembre 2020 – 06:40No Comment

Rita Occidente Lupo

L’emergenza sociale che sta vivendo il mondo ed il Paese, per la pandemia da Covid-19, ha una ricaduta socio-economica sulle attività commerciali, che a seconda della colorazione regionale italiana, sono costrette a tener chiusi gli accessi o a singhiozzare  l’asporto. Le spese non mancano, la gestione sempre più pesante e tanti s’accingono a vivere con grande delusione l’imminente periodo natalizio. I giovani, armati di buoni propositi, guardano stancamente ai nuovi Decreti, con gli occhi tinti di melanconia, pensando che dopo tante spese effettuate, per mettere in sicurezza il proprio punto di ristorazione, tra plexiglass e distanze metriche, igienizzanti e disinfezione, troppo breve lo spiraglio di pausa, per una ripresa lavorativa.

“Ci stanno rubando il futuro- commenta scuotendo il capo Roberto Pellegrino- lo chef gestore del Ristorante del Lido Colombo, in Via Lungomare Marconi 140-. Francamente non sappiamo come muoverci giacchè abbiam dovuto provvedere alla casa integrazione per i dipendenti. Si profila un Natale gramo, in quanto proprio le ricorrenze clou, sulle quali si punta per un maggior introito di presenze, bandite! Francamente non sappiamo come fronteggiare quanto vediamo franare giorno dopo giorno. Un vero e proprio terremoto socio-economico ci colpisce, con una serie di ricadute notevoli. Noi giovani. che abbiamo avviato un’attività lavorativa optando per restare al Sud, contrariamente a quanti da un bel pezzo avevano optato per il Nord del Paese o per l’estero, ci ritroviamo a spulciare ogni giorno le cronache, per capire la Campania, se e quando cambierà colore. Se dalla zona Rossa si transiterà a quella Gialla o Arancione, con maggiore flessibilità per gli esercizi commerciali.

Ci rendiamo conto che il virus è ancora a piede libero, ma abbiamo adottato ogni forma di contenimento, in ossequio ai Decreti: dal triage, alle distanze! Come possiamo noi giovani, che abbiamo affrontato notevoli spese per lanciarci nell’attività occupazionale, incrociare le braccia ed andare a casa? Voglio sperare che possa rientrare almeno parte di normalità, per poterci far lavorare come vogliamo e ridare un po’ d’ossigeno economico anche alle famiglie, che si vedono tartassate di spese che noi non possiamo sostenere in queste condizioni!”

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