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La Voce e la Vita della Chiesa: Sant’Andrea apostolo, Amalfi in festa

Inserito da on 30 novembre 2020 – 00:00No Comment

 Diacono Francesco Giglio

Il 30 novembre è la festa liturgica di Sant’Andrea apostolo, Patrono della diocesi di Amalfi-Cava dei Tirreni.

Delle 26 diocesi della Regione ecclesiastica campana, tre di esse, hanno il privilegio di custodire le reliquie di altrettanti Apostoli: Salerno-Campagna-Acerno , San Matteo; Benevento, San Bartolomeo; Amalfi-Cava dei Tirreni, Sant’Andrea.

Sant’Andrea, denominato secondo la tradizione ortodossa “Protocletos o il Primo chiamato”. Nato a Betsaida, nell’anno 6 a.C., muore a Patrasso, il 30 novembre 60).  E’ stato un apostolo di Gesù Cristo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa. Viene considerato un santo miroblita. Andrea era il fratello di Pietro. Nacque probabilmente nel decennio precedente la venuta di Cristo e – come sembra – crebbe in una importante città sulla costa settentrionale del Mare di Gallica, chiamata Betsaida, che vuoi dire “casa del pescatore“, appellativo assai appropriato se si pensa che sia Andrea sia suo fratello Simone (detto Pietro) erano, appunto, pescatori. Sicuramente il fiorente centro ospitava una numerosa comunità greca e ciò spiega la locale diffusione di nomi ellenici, quale, tra gli altri, Andrea. Il Nuovo Testamento afferma che Andrea era figlio di Giona o anche detto Giovanni. Assieme al fratello Pietro esercitava il mestiere di pescatore e la tradizione vuole che Gesù stesso lo avesse chiamato ad essere suo discepolo invitandolo ad essere per lui “pescatore di uomini“, tradotto anche come “pescatore di anime“. Agli inizi della vita pubblica di Gesù, occupavano la stessa casa a Cafarnao Il Vangelo secondo Giovanni riporta che Andrea era stato in precedenza discepolo di Giovanni il Battista, che gli indicò Gesù come «agnello di Dio» Andrea fu il primo a riconoscere in Gesù il Messia e lo fece conoscere al fratello Presto entrambi i fratelli divennero discepoli di Cristo. In un’occasione successiva, prima della definitiva vocazione all’apostolato, essi erano definiti come grandi amici e lasciarono tutto per seguire Gesù.

Nei vangeli Andrea è indicato essere presente in molte importanti occasioni come uno dei discepoli più vicini a Gesù ma negli Atti degli Apostoli si trova solo una menzione marginale della sua figura

Il suo corpo venne trasferito a Costantinopoli dall’imperatore Costanzo desideroso di avere nella città imperiale le reliquie dell’apostolo per vantare su Roma un titolo di onore, la liturgia bizantina infatti attribuì all’Apostolo l’appellativo di “Protocleto” cioè “chiamato per primo”, e facendo leva su una leggenda lo indicò come primo vescovo di Bisanzio. Nel sec.XIII le reliquie di Sant’Andrea furono trasferite ad Amalfi mentre la testa fu portata a Roma in San Pietro dove rimase sino a quando Paolo VI la riconsegnò al patriarca ortodosso di Atene, come  gesto di buona volontà sulla strada dell’ecumenismo.

Ad Amalfi la festa di Sant’Andrea ricorre più volte all’anno. La prima è il 28 gennaio, festa della reliquia; la seconda la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta; la terza il 7 e l’8 maggio, traslazione delle reliquie (detta “Sant’Andrea a’quaglia”). Le più particolari sono quella del 26 e 27 giugno, miracolo di Sant’Andrea e quella del 29 e 30 novembre, festa patronale.

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