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La Voce e la Vita della Chiesa: solennità di tutti i Santi e Commemorazione dei defunti

Inserito da on 1 novembre 2020 – 00:00No Comment

Diacono Francesco Giglio

“ La festa di tutti i Santi tiene conto di quanti, uomini e donne, sono giunti alla santità perché sono stati docili agli stimoli del Signore. E’nei Santi, che lo Spirito di Dio, è riuscito a realizzare il Progetto che il Padre aveva concepito per ciascuno di loro.” 

Ogni anno in questa data la Chiesa Cattolica ricorda tutti i Santi della tradizione religiosa cristiana, e cioè tutte quelle persone che, durante la propria esistenza hanno donato se stessi per gli altri o la vita per Cristo. Questa ricorrenza così importante per i credenti viene quasi offuscata da storie e culture provenienti da lontano. La solennità di tutti i Santi, anche detta Ognissanti, è davvero bella, perché sprona tutto il popolo di Dio a fare meglio, a fare qualcosa in più per il prossimo. Si deve a  Papa Gregorio IV , nel 835 la scelta del 1º novembre come data per ricordare i santi apostoli e tutti i santi, martiri e confessori. Nel 1475 poi, la festa  divenne obbligatoria per tutta la cristianità per volere di Sisto IV. Questa festa cristiana celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i santi, ivi compresi anche quelli non canonizzati. La solennità del calendario liturgico romano (in latino: Sollemnitas Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre (seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei defunti), ed è una festa di precetto. Prima delle riforme di Pio XII del 1955 aveva anche una vigilia e un’ottava. La ricorrenza della Chiesa occidentale potrebbe derivare dalla festa romana della Dedicatio Sanctae Mariae ad Martyres, ovvero l’anniversario della trasformazione del Pantheon in chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri, avvenuta il 13 maggio 609 o 610 da parte di papa Bonifacio IV (la data del 13 maggio coincide con quella citata da Sant’Efrem). In seguito papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in ogni parte della terra.

“  Il 2 novembre per tutti è il giorno dei morti.La commemorazione dei defunti ci invita a riflettere e pregare  per tutte le persone che sono partite da vita nella speranza che abbiano riposto la loro fiducia nel perdono del Padre e nella misericordia di Gesù.”

La ricorrenza dedicata alla commemorazione di tutti i fedeli defunti, è celebrata ogni anno il giorno successivo alla solennità di Tutti i Santi e in molte province d’Italia rappresenta una data molto importante. Secondo il calendario liturgico romano è anch’essa una solennità, ma non annoverata tra le feste di precetto. Nella forma straordinaria del rito romano, invece, quando il 2 novembre cade di domenica la commemorazione dei defunti viene spostata al giorno successivo, lunedì 3 novembre. Si ricorda che alla commemorazione dei defunti è connessa la possibilità di acquistare un’indulgenza, parziale o plenaria, secondo le indicazioni della Chiesa cattolica. In Italia, benché molti lo considerino come un giorno festivo, la commemorazione dei defunti non è mai stata ufficialmente istituita come festività civile. Il colore liturgico di questa commemorazione è il viola, il colore della penitenza, dell’attesa e del dolore, utilizzato anche nei funerali. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino Sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1º novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta pro requie omnium defunctorum; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica. È consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori e lumini sulle tombe dei propri cari. In molte località italiane è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In particolare in Sicilia, durante la notte di Ognissanti, la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di martorana e altri dolci caratteristici.

In questi due giorni rendiamo grazie, al “Datore di ogni dono”, di averci concesso la gioia di essere amici dei suoi amici Santi e di pregare in modo particolare, per i tanti, fratelli e sorelle, ci hanno preceduti nel segno della Fede. Ricordiamoci anche, di quanti, hanno perso la vita a causa della pandemia. Possa il “Signore della vita” concedere loro il premio eterno e la sua paterna vicinanza a quanti piangono la perdita di un loro congiunto.

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