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Mercato San Severino: Scuola “Possibilità di scegliere tra DaD e insegnamento in presenza per alunni e insegnanti con persone fragili in famiglia” lettera a Governatore De Luca

Inserito da on 23 settembre 2020 – 05:39No Comment
Richiesta e petizioni consegnate il 21 settembre 2020, al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Sono una delle promotrici, del Gruppo Facebook “” Scuola e Sicurezza: SCELTA libera tra DaD e didattica in presenza” che conta 4844 membri di cui 415 famiglie di Napoli e provincia, 100 di Salerno, 60 di Caserta e altrettante di Avellino, tutte costituite da docenti con congiunti fragili, genitori di studenti fragili o con congiunti fragili per età avanzata e/o patologie croniche.
Abbiamo inviato richiesta con ALOMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici) e FAND (Associazione Italiana Diabetici)  al Prof. Ricciardi, Prof. Crisanti e Membri del C.T.S. e p.c. agli On.li Speranza e Azzolina con oggetto “Possibilità di scegliere tra DaD e insegnamento in presenza per alunni e insegnanti con persone fragili in famiglia” senza ricevere alcuna risposta ad oggi.

Abbiamo anche lanciato due petizioni su Change.org che hanno raggiunto la sottocrizione di più di 4000 persone di cui oltre 2000 campane.
Vorremmo ottenere ascolto, magari da Lei, così sensibile e attento, come solo un buon padre di famiglia sa fare per accogliere, promuovere, considerare le nostre accorate richieste per un avvio sereno dell’ormai imminente e straordinario Anno Scolastico.
 Va premesso che in questa battaglia siamo uniti genitori e personale scolastico per poter ritornare a scuola in condizioni di reale sicurezza perché senza protezione della salute non può esserci istruzione.
Molti genitori sono preoccupati, abitano in provincia e i ragazzi dovrebbero prendere treni, pullman e vari mezzi pubblici per raggiungere le sedi scolastiche, assolutamente poco sicuri nelle condizioni ammesse dell’80% di capienza.
I DS che seguono le indicazioni della Ministro Azzolina, negano la possibilità di scegliere liberamente in base a certificate patologie e/o fragilità di avvalersi della Didattica a Distanza (DaD), tutto questo sta determinando il ricorso forzato dei genitori all’homeschooling per proteggere le proprie famiglie, rappresentando così la fine della Scuola Pubblica Italiana che non sa offrire una alternativa valida alla didattica in presenza.
In un momento in cui i contagi continuano a salire, e nel resto dei Paesi europei i casi giornalieri indicano un quadro di risalita verso la seconda ondata pandemica, la decisione della riapertura della scuola “a tutti i costi” suscita più di una perplessità; anche tra molti dirigenti, che non vogliono giustamente assumersi la responsabilità penale di un eventuale contagio.
CHIEDIAMO PERTANTO
che si rispetti il diritto di eguaglianza sostanziale Art.3 c.2 della Costituzione “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana [...].” nonché l’Art. 32 della Costituzione “La Repubblica tutela la Salute come fondamentale diritto e interesse della collettività [...]“.

Gentilissimi Prof. Ricciardi e Prof. Crisanti,

Gentilissimi tutti del CTS,

siamo un gruppo di oltre 3.000 famiglie costituite da docenti e genitori, in collaborazione con Associazioni per le malattie croniche e rare in rappresentanza dei propri associati. Vi scriviamo perché siamo legittimamente preoccupati per la prossima apertura dell’anno scolastico in presenza. Ad oggi, infatti, non è stata data alcuna indicazione a tutela delle famiglie al cui interno sono presenti persone con patologie: alunni e docenti che hanno familiari affetti da patologie croniche, soggetti fragili a cui il virus potrebbe creare complicanze importanti per il rischio della vita. Genitori, fratelli, compagni con malattie reumatiche autoimmuni, cardiopatici, diabetici, immunodepressi, solo per citare alcuni esempi. Riteniamo che le misure suggerite per la riapertura non siano né efficaci né sufficienti per la prevenzione della diffusione del virus. La misura di 1 metro di distanza statica tra ‘rime buccali’ e, come leggiamo, forse anche senza mascherine, non solo non ha riscontro nella letteratura scientifica, ma è ben lontana dalle indicazioni di sicurezza dell’OMS. Ricordiamo che, da studi che sicuramente ben conoscete, uno starnuto arriva anche ad 8mt di distanza e che il virus è stato ritrovato anche nel semplice aerosol a 4 metri di distanza: in una classe di 25/30 alunni senza mascherine e a distanza praticamente nulla il contagio sarà certo. Ci preoccupa il fatto, come detto, che ci sono alunni e docenti che convivono con parenti fragili e un eventuale contagio trasmesso sarebbe estremamente pericoloso. Né, a nostro avviso può essere considerata valida la proposta, di questi giorni, di far indossare eventualmente la mascherina solamente agli alunni in particolari condizioni di fragilità in famiglia (rif. primaria). Questo per i seguenti fattori: – come detto da più fonti, la mascherina chirurgica protegge gli altri e non sé stessi; – i bambini che dovrebbero indossare la mascherina la toglierebbero comunque per emulare gli altri, o peggio rischierebbero di venire bullizzati (e sappiamo quanto sia rilevante questo problema nelle scuole italiane). D’altra parte è anche difficile immaginare che dei bambini/ragazzi (rif. primaria e medie) riescano a tenere la mascherina per 6/8 ore di fila. Né tantomeno è ipotizzabile allontanare le persone a rischio per un intero anno scolastico dalla propria abitazione. Il problema è dunque evidente e rilevante. Siamo quindi a richiedere, per tutte queste famiglie, ma più in generale per le famiglie tutte che lo riterranno opportuno, che sia data la facoltà di scelta tra DaD e didattica in presenza per ogni ordine e grado scolastico fino a quando non verrà individuata una cura certa ed efficace e/o il vaccino. Non obbligo, ma semplice facoltà. Che poi, se una parte di alunni scegliesse volontariamente la DaD, si libererebbe spazio per chi invece segue in presenza, con maggior sicurezza per tutti. Siamo della modesta opinione che gli effetti derivanti dalla potenziale perdita di un familiare siano da considerare ben più rilevanti rispetto a eventuali “x” mesi di non frequenza scolastica. La socializzazione – che può essere sempre effettuata in piccoli gruppetti e all’aperto, non quindi necessariamente in classe , così come parti di programma o altro legato alla didattica in presenza – si può sempre recuperare, ma una vita umana – fosse solo anche una – no. Vi ringraziamo sin d’ora per l’attenzione che vorrete porre alla nostra proposta e restiamo a disposizione per ogni eventuale informazione o chiarimento aggiuntivo. I genitori e gli insegnanti del gruppo Scuola e Sicurezza: Scelta Libera tra DaD e didattica in presenza”

In collaborazione con le Associazioni ALOMAR (Pres. Maria Grazia Pisu)

FAND-Associazione Italiana Diabetici (Pres. Prof. Albino Bottazzo)

FONDAZIONE THE BRIDGE (Pres. Dr.sa Rosaria Iardino)

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