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Ma quale comunicazione?

Inserito da on 9 agosto 2020 – 10:41No Comment

Giuseppe Lembo

Purtroppo, c’è tanta, tanta miopia umana e culturale diffusa; si continua, soprattutto al Sud ed in Campania in particolare, con un decisionismo del fare che, con autosufficienza illimitata, assume decisioni senza riflettere sulle conseguenze e soprattutto senza capirne il danno umano e sociale presente e futuro; tanto, pensando e decidendo saggiamente per il bene comune; per il futuro del bene comune. Non è, purtroppo, una saggia scelta della comunicazione campana sia quella della carta stampata che della RAI Regione, fare informazione centrata soprattutto sui mali di Napoli, sulle sofferenze umane di un’area ad alto rischio di futuro, una condizione, tra l’altro, conseguente e spesso per effetto di una scriteriata risonanza di un comunicare scritto, parlato e/o visivo mediatico sulle tante amare difficoltà di vita napoletana; sul suo disagio che, avvitato su se stesso, viene ripetutamente riproposto in più salse, facendo negativamente da cassa di risonanza inopportunamente contagiosa per un eccesso di informazione, spesso dai toni insistenti e morbosi. Così facendo non si fa informazione! Così facendo, non si fa, soprattutto, della buona informazione, pensando come è giusto pensare, ad un comunicare per la gente; per il lettore, come diceva Indro Montanelli e non soltanto fine a se stesso. Occorre che, chi deve assumere decisioni di un cambiamento possibile, responsabile ed assolutamente necessario per una “buona” comunicazione in Campania, da parte di tutte le testate giornalistiche RAI Regione compresa, lo faccia; lo faccia con la dovuta attenzione, serenamente e responsabilmente. Non possiamo continuare così! Proprio non giova a nessuno e tanto meno a chi, avendo deciso di suicidarsi e quindi farsi mortalmente male, prende strade assolutamente sbagliate, producendo un comunicare poco autentico e poco utile per la gente che se ne allontana sempre di più, continuando in massa a rifiutarne l’uso; tanto, non acquistando i giornali e/o rifiutando di assistere ai notiziari regionali della RAI, purtroppo, avvitati su Napoli e sempre più indifferenti al resto della società regionale. È assolutamente opportuno se non del tutto necessario, cambiare; cambiare, rivolgendo in positivo, più attenzione alla Campania che ha bisogno di una buona comunicazione; di una nuova e diversa comunicazione, facendo del giornalismo tra la gente e per la gente, con inchieste partecipate aventi protagonisti i cittadini campani da coinvolgere attivamente per costruire insieme un diverso futuro; un futuro di legalità e di impegno campano sull’intero territorio, comprese le marginalità territoriali, purtroppo, considerate inopportunamente inutili dai “soloni” di un’informazione gridata e male guidata. Da buon giornalista del comunicare autentico, dico con forza, che questo tipo di informazione, non serve a nessuno; proprio a nessuno, anzi è in sé, inopportuna e dannosa ai fini di una società dinamicamente insieme anche sulla spinta di proposte possibili e necessarie, oltre che saggiamente utili, per cambiare il corso della propria vita, come saggia espressione di un insieme di vita coesa e capace di idee di cambiamento possibile per nuove condizioni umane; tanto, a partire dal lavoro che oggi non c’è, anche a causa di una diffusa indifferenza umana della gente alla propria vita; al proprio fare società; al proprio vivere insieme, sempre più diviso e “sparpagliato”. La stampa potrebbe essere vicina alla gente ed agevolarne un nuovo corso proponendo per questo nobile fine, un’informazione utile e coinvolgente; costruendo per questi obiettivi, laboratori tematici per una nuova Campania, con percorsi intelligenti riguardanti i mondi del possibile futuro campano. Per questo importante obiettivo campano, la stampa, il comunicare autentico, devono assolutamente stare vicini alla gente, aiutandola a costruire positivi percorsi di vita. Tanto, partendo dalla cultura e prima di tutto, dalla cultura della legalità, cancellando il più possibile l’immagine gravemente negativa di una “Campania camorristica e violenta”, dal futuro assolutamente negato. È necessario partire da qui! È necessario rivolgersi positivamente ai giovani e farli sentire cittadini onesti di un futuro assolutamente possibile; di un futuro umanamente nuovo, fatto di rispetto dell’uno per l’altro. Tanto, per un possibile futuro campano, partendo dalle tante risorse campane da promuovere attraverso un’informazione intelligente, con saggi percorsi di un comunicare autentico, una via obbligata per il cambiamento e lo sviluppo campano e meridionale più in generale.

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