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Il Diritto di Apprendere

Inserito da on 2 agosto 2020 – 00:02No Comment

Suor Anna Monia Alfieri

In questi mesi mi sono domandata spesso quale senso dare al Covid. E’ il nostro bisogno di dare un senso agli eventi della vita, comprese le tragedie: è la ragione che ce lo impone. Provo un senso di emozione tipico dei momenti nei quali capiamo che certe disgrazie, pur riconosciute come tali, hanno in sé un germe di speranza.

Sono convinta che al capitolo scuola il Covid sia un’astuzia della ragione per far compiere all’Italia quei passi che rimanda da più di 20 anni e per avviare una riforma che altrimenti non farà mai. Una riforma che domanda la sinergia di tutte le parti coinvolte, in un sano spirito di collaborazione, come ascoltiamo dalle parole del Presidente della Repubblica e dalla seconda carica dello Stato. Entrambi per noi punti di riferimento, non solo per il ruolo istituzionale, ma anzitutto per lo spessore umano e culturale.

Lasciamoci guidare:

-        da queste linee di indirizzo: il 31.07.2020 il Presidente della Repubblica MATTARELLA, in occasione della “Cerimonia del Ventaglio”, ha ricordato che «La riapertura regolare della Scuole costituisce obiettivo primario da costruire in un clima che auspico di collaborazione e di condivisione».

Un appello in perfetta sintonia con quello della Presidente CASELLATI che il 26.07.2020 ha lanciato un chiaro monito: «La scuola, a settembre, deve riaprire per tutti, senza se e senza ma. Il ritorno di tutti gli studenti in classe a settembre è un imperativo categorico».

-        dalla realtà: in Europa la scuola riparte; in Italia ancora no.

In Italia il diritto all’istruzione è l’unico a non essere stato ristabilitoE’ solo a causa del Covid?

Del necessario distanziamento sociale e della penuria di ambienti scolastici? Di seguito un tentativo di risposta.

-    31.07.2020, da Orizzonte Scuola “Suor Alfieri: in Italia la scuola non riparte, a settembre l’allarme sarà chiaro. Solo colpa del Covid?” I Paesi europei che negli ultimi decenni sono usciti a fatica da regimi dittatoriali, come dal comunismo, hanno spinto le nuove democrazie verso una necessità quasi spasmodica di reintrodurre l’interazione tra pubblico e privato, laddove esisteva solo la logica statalista. L’Italia, che godeva fino dal 1945 di democrazia e libertà ha potuto vivere il processo inverso. Ecco perché lo scenario dei paesi europei è completamente differente da quello italiano e consente loro di ripartire con la scuola 

Nella decima puntata de La scuola libera - la rubrica settimanale dell’Istituto Bruno Leoni curata da me - vengono discusse le differenze tra il sistema educativo italiano e quello dei vari Paesi europei. Tali differenze stanno condizionando il dibattito sulla riapertura delle scuole. Infatti, nella lista dei diritti che sono stati ripristinati dopo la compressione delle libertà determinata dal lockdown - da quella di culto a quella di movimento – in Italia rischia di mancare all’appello il diritto all’istruzione.

Noi vogliamo che la scuola riparta e riparta per tutti, perché se riparte a doppia velocità e solo per qualcuno è peggio che se non ripartisse.

Quindi ripresentiamo le soluzioni di principio.

-        27.07.2020, da Il Giornale: “Le cose urgenti da sistemare per far ripartire la scuola” .

La Pandemia ha esasperato delle situazioni di povertà (penso alle donne costrette fra l’essere madri o lavoratrici), però ha anche accelerato dei processi virtuosi in modo irreversibile come la collaborazione fra pubblico e privato.

 

Un esempio concreto che dobbiamo auspicare sia seguito da molti comuni, regioni, realtà locali è quello della Chiesa di Milano, che mette a disposizione gli spazi. Nelle scorse settimane i Vescovi lombardi hanno invitato le Parrocchie a concedere i propri spazi alle scuole che, dovendo far rispettare le distanze interpersonali di sicurezza, necessitano di nuovi ambienti in questo periodo di emergenza legato alla pandemia di COVID-19. Spazi per le scuole paritarie e statali a titolo gratuito .

Inoltre il Comune di Milano guarda alle scuole paritarie per dare un posto a 3mila bambini .

I principi si traducono in fatti sempre e solo grazie alla volontà delle persone.


 

 

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