Home » > Primo Piano

Coronavirus, il prodotto umano di comportamenti errati: speranze e futuro

Inserito da on 11 luglio 2020 – 10:01No Comment

Dott. Vincenzo Petrosino* 

Oggi esiste confusione tra la gente, che suo malgrado è costretta ad ascoltare discussioni, tavole rotonde, interventi televisivi, radiofonici  e messaggi vari attraverso la stampa sull’emergenza corona virus.

Sento parlare di “guerra tra virologi”, ma forse è solo un modo di fare scoop e audience. Non esiste una guerra tra virologi esistono giuste opinioni e visioni diverse su un problema nuovo e da studiare.

A mio giudizio ha sbagliato la stampa a bombardare la gente continuamente e troppo spesso con interviste ad attori, giornalisti ed opinionisti che solo per eccesso di zelo o anche per la parte che avevano, hanno  raccontato alcune cose spesso sbagliate.

A questo dobbiamo aggiungere le continue uscite televisive dei vari presidenti di regione e le competizioni che spesso sono nate su chi è stato più bravo, lungimirante e assertivo.

Oggi appena i casi sembrano in aumento stiamo assistendo ancora all’occupazione di tutti i canali tv da parte di trasmissioni televisive spesso fuorvianti, anche se utili, perché tutte ribadiscono almeno un concetto  fondamentale: “Fate attenzione al virus, perché non ne siamo usciti fuori”.

Bisogna comunque evitare di confondere la gente, bisogna filtrare le notizie e raccontare solo ed esclusivamente ciò che la scienza conosce e non ciò che potrebbe conoscere domani.

C’è stata indubbiamente  una situazione sfuggita di mano per diversi motivi, non ultimo per l’imprevedibilità e non preparazione ad un evento pandemico.

Tutto ha ingenerato spesso, specialmente durante il lockdown una corsa ad indovinare i numeri al lotto.

In realtà dobbiamo raccontare che il virus, un Rna virus, non è nulla di completamente sconosciuto alla scienza. Non è un oggetto extra terreste con componenti chimici non conosciuti.

E’ una categoria di virus che ha caratteristiche proprie di imprevedibilità e capacità di mutare.

Un mostriciattolo di pochi nanometri che se ne sta andando in giro per l’umanità intera, in modo imprevedibile e complesso, che è stato arrestato in alcuni Paesi, sia per coincidenza di fattori che per capacità di seguire alcune norme igienico comportamentali.

Si stima che solo il 10% di coloro che hanno avuto o hanno il virus anche se non sintomatici sono responsabili dell’80% delle trasmissioni ad altri. Tra l’altro, nella popolazione, non conosciamo ancora se l’immunità sia duratura e quanto forte nel presente e nel futuro.

Il virus oggi sembra più buono, almeno in Europa e in alcuni paesi?

Abbiamo certamente ridotto la carica virale, che nel caso del corona virus è determinante , giocando a nascondersi da esso e attuando misure di distanziamento sociale.

Il caldo non sembra un fattore molto determinante o per lo meno, diciamo, “distruttivo” del virus perché nei paesi caldi la musica non è certo cambiata.

Diciamo e sempre con parole semplici per giungere a tutti, che il virus, imprevedibilissimo, sta girando tra la popolazione riproducendosi e facendo attenzione a non creare troppi morti, proprio per sopravvivere.

Sembra un paradosso, ma la lotta virus uomo è bilaterale, entrambi reagiamo e modifichiamo qualcosa. Insomma il virus non sta lì a guardare come lo distruggiamo!

Il virus non va visto come un qualcosa di statico, è una forma di non vita dinamica.

Lascio ai colleghi virologi che lavorano in laboratorio tutto il resto.

Cosa farà il virus a settembre?  Diciamoci la verità, tutta la verità.

Qui non si deve giocare a chi indovina, la realtà è una sola: il virus stesso è imprevedibile come struttura non vivente ad Rna, e bisogna fare attenzione perché è molto probabilmente il prodotto, e non l’unico, di comportamenti umani sbagliati nel passato e nel presente.

Noi umani credendo di fare progresso abbiamo continuamente rubato spazi  alla natura, ne abbiamo alterato gli equilibri e abbiamo consentito e consentiremo anche i famosi “salti di specie”.

Non possiamo  e non potevamo non attenderci una pandemia del genere.

Oggi osservando da semplice uomo di scienza e dall’esterno, continuo a vedere che forse si stanno mettendo in atto altri errori. E forse come avevo già scritto, questo Rna virus si diffonde in modo anche un po’ diverso tra la popolazione seguendo altre vie in corso di studio.

Ovviamente abbiamo dovuto accettare alcuni rischi per non fare crollare l’economia, ma sia chiaro… si sta solo accettando il rischio, al momento non abbiamo risolto la pandemia, né sconfitto nulla e neppure conosciamo il futuro…

Assolutamente ogni forma di apertura e ogni forma di riavvicinamento e dimenticanza o inosservanza di alcune regole porterà a nuovi casi e focolai.

La loro entità non possiamo prevederla, oggi siamo solo più preparati ad affrontare le emergenze e a trattare i malati in modo più adeguato.

Immagino e comprendo quanto sia difficile raccontarsi che molte delle colpe di questa pandemia sono del genere umano e di chi crede nel famoso progresso sbagliato, in chi crede nelle cementificazioni selvagge, nelle deforestazioni  e grandi opere.

Comprendo che molti potrebbero storcere il naso e che molti vivendo nel benessere altrove, magari in una isola caraibica, in fondo se ne fregano di creare sconvolgimenti nella natura.

Purtroppo va combattuta, o meglio cambiata e subito, la mente di molti politici, governanti e imprenditori.

Come l’orso che vaga per le montagne e difende i cuccioli e aggredisce, così il coronavirus, tanto più piccolo e invisibile è anch’esso la risposta forte e terribile alla lotta uomo natura.

Come abbiamo reagito con un orsa che difendeva i propri cuccioli?  Ordinanze di abbattimento… dimenticando tutto il resto.

Ma oltre ad essere più cattivo, il virus non si vede e non gli si può sparare… né da lontano, né da vicino.. Ecco perché con questo modo di pensare possiamo fallire oggi e sempre.

Il toro, come si dice, si affronta prendendolo per le corna. Invece noi vogliamo rinascere dalle macerie e forse peggiorando ciò che ha condotto a questo sbilanciamento uomo-natura.

Pensiamo ancora alle grandi opere, ai grandi viaggi, ai lunghi spostamenti, ad invadere spazi altrui… Fermiamoci invece solo un poco a riflettere con la consapevolezza che anche il corona virus passerà, mentre ancora non abbiamo risolto e non vogliamo risolvere  i problemi che lo hanno generato.

 *Oncologo Chirurgo  

 

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.