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Impatto Covid su Istruzione

Inserito da on 4 luglio 2020 – 10:01No Comment

Anna Monia Alfieri

Le scuole – assicura, il 02.07.2020 il premier Conte - non saranno lasciate sole”, al Miur ci sarà una cabina di coordinamento ad hoc per affiancarle. “La scuola è tornata al centro del dibattito pubblico oltre che del governo – rimarca ancora il presidente del Consiglio – è il perno della nostra comunità e sarà anche al centro degli investimenti del Recovery plan”.

Se davvero queste dichiarazioni corrispondono ad un impegno concreto è necessario che il Premier riconosca che la scuola in Italia va Liberata.

Schiava è la Scuola Statale che paga la libertà con il controvalore dell’autonomia: i dirigenti scolastici non hanno alcuna autonomia per gestire la scuola … sono servi dello Stato, zero autonomia, zero risorse; si fa in fretta poi a scaricare su di loro e sui docenti i limiti gravissimi di un sistema comunque fuori controllo dal punto di vista gestionale.

Schiava è anche la Scuola Paritaria, che paga la concessione dell’autonomia con il controvalore della libertà: autonomi sono i dirigenti di fare una buona scuola, ma non solo liberi i genitori di sceglierla se non si paga il pizzo della libertà.

Le 40 mila scuole statali sono libere ma non autonome, le 12 mila scuole paritarie sono autonome ma non libere…. In una perfetta logica della schiavitù, sono entrambe legate a doppio filo al Padrone Stato che non può permettersi il lusso di liberarle, pena l’affrancamento di cittadini liberi, critici, pensanti. Eppure la Ministra Azzolina, il 26 giugno, presentando le linee guida, diceva che non vuole che gli studenti siano burattini.

Peggio, gli 8 Mln di studenti italiani, con le loro famiglie e i docenti, sono schiavi perché subiscono in modo drammatico le storture del sistema.

Se davvero si vuole rilanciare la scuola italiana e formare studenti critici, la via è molto semplice e le soluzioni servite da 120 giorni al premier:

1^ Creiamo le condizioni perché la scuola sia veramente buona per tutti: per farlo bisogna chiarire realmente che rapporto vuole avere lo Stato Italiano con la scuola. Questo è un punto imprescindibile. Garante? Controllore? Gestore unico?

 2^ E’ necessario approvare nelle aule del Parlamento (se destra e sinistra sono d’accordo cosa manca?) i 7 emendamenti e, in particolare, quello relativo alla detraibilità integrale del costo delle rette versate dalle famiglie alle scuole pubbliche paritarie nei mesi di sospensione della didattica, con tetto massimo di 5.500 euro (che è il costo standard di sostenibilità per allievo): ciò sanerebbe anni di discriminazione subita dai genitori, dagli alunni e dai docenti. Non si tratta di un favore ai ricchi: tutt’altro! I numeri parlano con la loro schiacciante evidenza.

Oltre alla detraibilità integrale delle rette, quattro altri provvedimenti sono necessari: 1) fondo straordinario alle scuole paritarie per scontare la retta pagata in tempi di Covid-19; 2) esonero dal pagamento dei tributi locali per il 2020 causa emergenza Covid-19; 3) Finanziamento della DAD e pulizie straordinarie; 4) Intervento delle Regioni, Province e Comuni. Infine, si invita il Governo a siglare patti di comunità con le scuole paritarie, utilizzando le 40.749 sedi scolastiche statali e le 12.564 sedi paritarie per consentire agli 8.466.064 studenti di ritornare in classe in sicurezza.

E, infine, siglare “Patti di comunità” con le scuole paritarie, utilizzando le 40.749 sedi scolastiche statali e le 12.564 sedi paritarie per consentire agli 8.466.064 studenti di ritornare in classe in sicurezza. Si dia a queste famiglie una quota capitaria pari al costo standard di sostenibilità per allievo (da modulare per corso, e che va da 3.500 euro per la scuola dell’infanzia a 5.800 euro per la scuola secondaria di 2° grado, con una media di 5.500 euro), consentendo la libera scelta della scuola.

Si avvierà allora un processo senza precedenti verso un sistema scolastico equo (autonoma la scuola statale, libera la paritaria) con una sana concorrenza che, sotto lo sguardo garante dello Stato, innalza il livello di qualità; le scuole paritarie, infatti, non hanno mai temuto i controlli, la pubblicità dei bilanci, l’assunzione dei docenti abilitati (a trovarli!… Ma non li ha neppure lo Stato) chiamati da albi pubblici, ad esempio secondo il  modello francese, che presenta due albi: uno per la statale e uno per la paritaria.

Un esperimento che completa il percorso con l’introduzione per tutti gli 8 mln di studenti il modello dei costi standard di sostenibilità per allievo (da declinare in detrazione, convenzioni, n leve fiscali)

In estrema sintesi, ora è il momento delle idee e della lungimiranza. L’esperienza delle scuole pubbliche paritarie è un bene per tutti. È un bene per il sistema “scuola” dell’intera nazione.

Allo scopo si segnala lo studio scientifico, offerto in queste ore al Parlamento e al Governo, pubblicato, il 02.07.2020 dall’Istituto Bruno Leoni, Il costo standard come soluzione al distanziamento sociale. Lo studio di Alfieri e Vitale offre proposte concrete perché le scuole paritarie siano utili di fronte ai drammatici problemi di tutta la scuola italiana in questo momento.

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