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Noi e i libri

Inserito da on 29 giugno 2020 – 10:01No Comment

Giuseppe Lembo

La vita è un sogno”, un libro che si può, a giusta ragione, definire della memoria; raccoglie testimonianze di un passato che parte dal Settecento ed arriva ai giorni nostri. Un libro di umanità in cammino che serve per ricordare; che serve per recuperare le memorie di un passato che ci appartiene. Si tratta di un’umanità conservata ed oggi possibile da conoscere anche da parte del grande pubblico contenuta nei diari di persone comuni, parte dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano. È questa una pubblicazione della memoria; una pubblicazione della memoria degli ultimi, da sempre dimenticati, in quanto considerati inutili a chi si crede il padrone unico delle cose del mondo e quindi ne decide a suo piacimento i contenuti da offrire al mondo. È questa l’antologia di un’umanità indifferente al mondo. Racconta le voci del popolo, del tutto dimenticate; voci ed immagini ormai lontane, di un mondo che non dice assolutamente niente a chi è, in tutte altre faccende affaccendato e che, proprio non ha il tempo, per fermarsi a guardare con intelligente attenzione, come sta cambiando il mondo intorno a noi. Il libro-testimonianza “La vita è un sogno”, ricompone dal basso, nel rispetto cronologico dei volti dei senza storia, una parte sconosciuta della storia d’Italia; una parte che, da sempre è rimasta indifferente, a chi ha scritto e scrive la storia del nostro Paese. Siamo ad un grido di dolore che, dal singolo diventa coralmente condiviso, infiammando di sé quel mondo silenzioso che, quando vuole, sa trovare dentro, il giusto e saggio coraggio, per dire basta, rispettando, così facendo, anche il passato silenzioso dei tanti senza storia presenti nelle numerose pagine del libro “La vita è un sogno” e regalando così, alle loro vite negate da ultimi della Terra, il futuro di un mondo nuovo; il futuro di un mondo umanamente nuovo, il saggio frutto di una giusta esplosione di insieme da sempre proibita, ma finalmente, anche se in ritardo, oggi fortemente condivisa e centralmente protagonista del camminare insieme, al fine del bene comune sulla Terra. Il miracolo italiano di un passato dimenticato che finalmente ritorna, lo dobbiamo al giornalista, uomo di cultura, storico della rivoluzione urbana Saverio Tutino, una grande intelligenza italiana che seppe saggiamente vivere le rivoluzioni della libertà, della solidarietà e della giustizia, dedicando tanta parte di sé per mettere insieme a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, dove dal 1985 ad oggi, in un Archivio della memoria, sono stati catalogati più di settemila diari italiani degli ultimi d’Italia; degli ultimi d’Italia, senza nome, senza volto e senza una storia significativa da raccontare e da far conoscere agli altri del mondo presente e futuro. Per Saverio Tutino è di grande importanza la memoria individuale e collettiva; è assolutamente essenziale per tenere in piedi un insieme umano. È questa, la fonte dell’agire; è questa storia sconosciuta che può diventare storia. Il libro “La vita è un sogno”, narrazione di un passato senza volto, voce di italiani veri anche senza storia, è un libro importante, da leggere e diffondere, perché ricompone saggiamente dal basso la storia italiana, raccontata da gente comune, anima di quel popolo italiano di ultimi senza storia e senza memoria, da dimenticare, perché non hanno niente di importante da dire. Finalmente le false verità vengono sconfessate anche da questo importante libro di umanità narranti che, pur non avendo titolo per raccontarsi, finalmente con la forza di un Io mai conosciuto prima, raccontando per raccontarsi, diventano memoria condivisa, riempiendo con orgoglio italiano, i tanti vuoti di una storia ufficiale di parte, con una storia vera ed umanamente parlante, patrimonio di memorie che finalmente vanno a coprire i tanti gravi buchi della storia ufficiale, facendola così diventare storia sociale dell’Italia con, tra l’altro, le voci ed i volti di un Paese culturalmente nuovo che ben capisce, come non mai prima, quanto sia importante raccontarsi dal basso e così, diventare finalmente un Paese, anche storicamente oltre che umanamente, normale. La narrazione dei senza storia attraverso i tempi umanamente lunghi che partono dal settecento, fino ad arrivare al ventunesimo secolo, con le numerose testimonianze non conosciute riguardanti la Resistenza e le stesse contestazioni sessantottine con Francesca Farina che racconta per raccontarsi, usando il significativo linguaggio dell’epoca turbolento di un’Italia avvelenata che andava gridando al mondo “Il potere opprime, il potere uccide, il potere provoca, attacca, assale, fa violenza”. Il tema dei diari è assolutamente vario. Pur trattandosi di diari, non ci sono solo affetti ed amori; il grande tema della narrazione è la guerra che diventa protagonista di un Io narrante che l’ha subita e silenziosamente vissuta. In primo piano e non poteva non essere così, trattandosi di un mondo di umanità narrante senza storia e senza volto, c’è il racconto di vita quotidiana; della piccola vita di ogni giorno, considerata assolutamente insignificante, per cui inutile da raccontare. Per concludere le storie italiane di “La vita è un sogno”, sono un insieme importante. Rappresentano un libro diverso da leggere e da diffondere, in quanto parte di quell’Italia dimenticata senza volto e senza storia che è importante conoscere, con il valore patrimonio della sua anima popolare ha  sempre testimoniato silenziosamente le propria condizione di uomini e di donne del Paese Italia dove è tra l’altro, con tutto il resto, protagonista dimenticato anche il lenzuolo della contadina mantovana Clelia Marchi che vi scrisse il suo diario: “Care Persone Future Fatene Tesoro Di Questo Lenzuolo Che C’è Un Po’ Della Vita Mia”.

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