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Mανία εἴτε ἀγχίνοια (Follia o genialità…le evolute “follie artistiche giuffridiane”

Inserito da on 16 giugno 2020 – 00:00No Comment

Franco Pastore    

Del  precedente testo di Giuffrida Farina, apparso su Dentro Salerno il 9 giugno 2020 pubblicato dalla professoressa Rita Occidente Lupo (sezione Arte e Cultura),adesso ne viene ripreso il discorso, estendendo la prospettiva; ovvero traducendo liriche Sinisgalliane in: brani musicali (regolarmente depositati alla S.I.A.E. nel 1997, la mia posizione era il n. 114222), disegni e rappresentazioni circuitali. Dunque, una neo traslazione in versione musicale ed in versione grafica. Di seguito un esame critico del prof. Pastore, successivamente evidenzierò alcune  visuali, chiarendo una mia scelta musicale, l’adozione della “chiave di Basso” per rappresentare musicalmente liriche di Sinisgalli.

Mανία εἴτε ἀγχίνοια (Follia o Genialità)…Le evolute “follie artistiche Giuffridiane”. Intuire l’esistenza d’una interazione universale delle cose,un rapporto intimo tra scienze e discipline, espressioni culturali del nostro tempo e del nostro universo, è pura genialità, che si estrinseca nelle rappresentazioni pittomatematiche, ed altro, dell’amico Giuffrida Farina. Sicuramente, non tutti arrivano alla comprensione delle particolari rappresentazioni del Nostro,sia per naturali limitazioni culturali, consone alla formazione di ciascuno, sia perché “nemo omnia cognoscit”, a nessuno è dato di conoscere tutto. Ma la genialità è anche nel movimento del pensiero,che diviene a volte immagine, a volte musica, altre: quasi brezza magica, che galoppa col destino, su triliardi di numeri ed incognite infinitesimali. Avvicinarsi alle intuizioni giuffridiane, è, dunque, come salire sulla barca di Caronte e navigare verso traguardi ignoti,sopra un fiume di conoscenza pluridimensionale, singolarmente evoluta.Ma è anche vero che “Οι άνθρoποι επί γῆς διαθρί-βουσιν αλλά εν ‘ουρανώ πολιτἐυονται”, come giustamente sosteneva Dicearco, un filosofo del III secolo a. C.   Ed allora,stringere nel pugno pochi granelli di sabbia,potrebbe significare stringere “virgole” d’infinito;così come la poesia potrebbe trasformarsi in un meraviglioso canto grafico-pittorico, nel cielo dell’universo.  

 

Integrazione di Giuffrida Farina  

Di seguito esplico 2 aggiunte al commento di Franco Pastore,sono presenti nel volume le cui caratteristiche sono di seguito esplicitate. La prima concerne una duplice interazione (definiamola “paterno-nonnesca” e mastello macellaiesca”) riscontrabile in un immaginario dialogo coinvolgente me e l’artista-ingegnere Sinisgalli (Montemurro,1908-Roma 1981). Sinisgalli fu geniale, poliedrica personalità del secolo scorso; ingegnere elettronico, lavorò per la grande industria, fu poeta, prosatore, saggista, critico d’arte, narratore, pubblicista, art director, direttore di riviste, documentarista, autore radiofonico, disegnatore. Fondò e diresse (dal 1953 al 1958) la prima rivista italiana connettente espressioni artistiche connubianti con temi di natura scientifica: CIVILTÀ DELLE MACCHINE. Segue il fittizio, rapidissimo dialogo, da me immaginato, intorno a singolari ‘assonanze di mestiere’, definiamole ‘affinità paterne – nonnesche’ (genitore paterno e nonno di Sinisgalli erano mastellai; miei: genitore paterno e nonno, erano macellai). Premetto qualche notizia intorno al recipiente di legno che dunque Sinisgalli conosceva assai bene, avente forma di ‘metà botte’: il mastello; più largo alla bocca che alla base, presenta due componenti, le doghe, sporgenti l’una di fronte all’altra e bucate -le cosiddette orecchie del mastello- in guisa che risulti agevole il trasporto di uva, olive, vino…utilizzando un bastone infilato nei fori. A pag. 336 del volume FUROR MATHEMATICUS (PONTE ALLE GRAZIE-1992; prefazione di Oretta Bongarzoni) vi è una riflessione del “Leonardo del Novecento”  intorno alla attività coinvolgente il nonno e il padre. Espongo una leggera, subitanea conversazione: è l’immaginario dialogo con l’ingegnere artista lucano; evidenzio a Sinisgalli una duplice armonia di suono,relativa alle ‘consonanti attività’ dei rispettivi genitore e nonno; le affermazioni di Sinisgalli sono reali (cfr. pag. 336 del sunnominato testo. Leonardo: “Mio nonno faceva il mastellaio”. (Giuffrida: “Mio nonno faceva il macellaio”). Leonardo: “Mio padre fa il mastellaio”.(Giuffrida: “Mio padre fa il macellaio”). Leonardo:”Io non voglio morire prima di aver fatto almeno un mastello”. (Giuffrida tace, non può replicare…Iterare equivarrebbe a:”Io non voglio morire prima di aver fatto almeno un macello”…Sono in misura più che sufficiente quelli già combinati!!!). Ecco, l’“interazione Sinisgalliana” è integrata  da alcune immagini fotografiche, da una sequenza di disegni e da un brano musicale. La seconda aggiunta che innanzi palesavo concerne un aspetto di carattere musicale: tutti i 18 brani musicali da me composti,sono in chiave di Basso (chiave di FA) il cui “ricciolino” è poggiato sulla quarta riga; questa chiave di lettura è conformata a “grande virgola” seguita da 2 puntini, sulla riga che tra essi passa giace il FA. La scelta di questa singola chiave (e non duplice ossia in chiave di Violino e chiave di Basso) con cui illustrare musicalmente le liriche di Sinisgalli, è legata ad una mia idea. Premessa: l’ingegnere deve,  da “praticone”, risolvere problemi in maniera rapida ed efficace, deve pertanto leggere   le problematiche pensando subito alla soluzione d’esse. La chiave di Basso esplica una “funzione ingegneristica”: esemplifica la lettura delle note gravi; qualora queste ultime venissero scritte in chiave di Violino, richiederebbero un esteso numero di “tagli addizionali” sul pentagramma, insomma sarebbe assai più complicato e scomodo interpretare le note. E allora: essendo ingegnere, e dovendo tradurre in musica le poesie di un ingegnere,è agevole ed immediata la scelta della chiave di Basso. Infine, le caratteristiche della pubblicazione.

Titolo: 18 POESIE DI LEONARDO SINISGALLI,INTERPRETATE DA GIUFFRIDA FARINA CON BRANI MUSICALI  E DISEGNI. Seconda Sezione. Autore: Giuffrida Farina. Presentazione di  Franco Pastore. Editrice: ANTROPOS IN THE WORLD; Collana Albi Illustrati, pagine 24.Nel volume trova spazio una nota del poeta e critico letterario Gaetano Salveti, risalente al 1988. Delle immagini di cui non sono autore, ho citato la fonte, il copyright appartiene alla Fondazione Sinisgalli. Giuffrida Farina

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