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Salerno: FILCTEM-CGIL, vergognoso provvedimento disciplinare ad operaio ENEL da parte dell’azienda

Inserito da on 3 giugno 2020 – 06:03No Comment

Un operaio ENEL contattato per una situazione di emergenza dal sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, che segnalava che un albero di alto fusto toccava i fili di una linea elettrica

Il sindaco di Pollica scrive all’ENEL e ringrazia gli operai intervenuti ed esprime apprezzamento e riconoscenza per la solerzia e tempestività nella risoluzione del problema.

L’ENEL sanziona il lavoratore protagonista dell’intervento.

Il 2 aprile u.s. un operaio dell’ENEL dell’Unità Operativa di Agropoli veniva contattato direttamente dal Sindaco di POLLICA, e lo informava del fatto che, lui stesso vedeva, un albero di alto fusto toccava i fili di una linea elettrica ad alta tensione e detto contatto provocava sfiammate e fumo.

Il lavoratore, considerando l’attendibilità della segnalazione (dal sindaco di Pollica e non da uno sconosciuto qualsiasi) della situazione di grave pericolo per:

-le persone,  trovandosi la linea elettrica in prossimità di abitazioni e della strada variante di Pollica;

-le cose, la possibilità di sviluppo di un incendio dell’area verde dove insisteva l’albero che toccava la linea elettrica, e il danneggiamento della linea elettrica stessa (rottura dei fili che si toccavano con l’albero).

Acquisiva la segnalazione, per accelerare l’intervento attese le situazioni di pericolo su esposte, senza rinviare il sindaco a chiamare il n° verde per la segnalazione guasti, e chiamava il Centro Operativo di Salerno, che si occupa del telecontrollo e telegestione delle linee, e chiedeva se  riscontravano  problemi sulla linea segnalata.

I colleghi del C.O. confermavano delle anomalie sulla linea ed erano preoccupati per la cosa, ma senza una richiesta di un addetto alle attività sul territorio non potevano disalimentare la linea.

L’operario valutate tutte le notizie acquisite fino a quel momento ritiene che non ci sia più tempo da perdere e chiede agli operatori del Centro, avendo lui la qualifica e le autorizzazioni aziendali a richiedere tali operazioni (senza le quali gli operatori non avrebbero accettato la richiesta) la disalimentazione della linea elettrica.

Ciò fatto prova a rintracciare il tecnico reperibile per informarlo della situazione e programmare l’intervento necessario per la risoluzione del problema, mentre con la sua auto, per guadagnare tempo anziché andare prima ad Agropoli per prendere un’auto di servizio, si avvia verso il luogo segnalato.

Solo dopo circa 40 minuti riesce a parlare con il tecnico (nelle precedenti telefonate rispondeva la segreteria telefonica), lo informa puntualmente della situazione e gli dice che si sta recando sul posto per visionare direttamente delle condizioni del contatto tra albero e fili.

Il tecnico gli risponde che può rientrare poiché il lavoro sarà affidato ad altri operatori.

Pur non essendo più in servizio da quel momento, ma un po’ per curiosità professionale ma anche preoccupato per la situazione di pericolo strutturale ancora in atto, essendo stata tolta la tensione  non c’era più il rischio elettrico, ma l’albero toccava ancora i fili che si sarebbero potuti spezzare.

Prosegue per andare a rendersi conto della situazione e magari vigilare che nessuno si avvicinasse, mentre non arrivano gli altri operatori che sarebbero dovuto intervenire.

Infatti i fili erano inarcati sotto il peso dei rami che si appoggiavano sopra,

Sono passate le sedici quando arriva il collega al quale era stato affidato il lavoro, ma era da solo non poteva intervenire c’era bisogno di almeno un altro operaio.

Bisognava fare presto perché se si fosse spezzato anche solo uno dei tre fili della linea elettrica la riparazione avrebbe richiesto circa  6/8 ore di tempo tra organizzazione e lavoro vero e proprio, per il quale ci sarebbe stato bisogno di sei operai con mezzi e attrezzature necessarie.

Nel frattempo continuavano a stare senza corrente oltre cento famiglie, le attività commerciali e di primaria necessità che dovevano essere aperte in periodo di COVID-19, una caserma dei carabinieri e un importante ripetitore di segnali (T.V., telefonini, segnali radio delle apparecchiature delle forze dell’ordine ecc.) .

Pur non essendo in servizio il lavoratore dà la sua disponibilità a collaborare poiché ha anche con se in macchina, avendolo usato la mattina per attività private, il motosega necessario per abbattere l’albero che poggiava sui fili, si sarebbero così  guadagnate circa due ore di tempo, tanto è il tempo occorrente per andare e tornare da Agropoli per prendere il motosega aziendale, con il rischio della incertezza del funzionamento, poichè essendo un attrezzo usato raramente spesso al momento del bisogno non funziona.

Il collega responsabile del lavoro accetta la collaborazione, effettuano l’intervento (abbattono l’albero) e fanno ripristinare la linea.

Nel frattempo arriva il tecnico e chiede di non muovere lo stato dei luoghi, per eventuali accertamenti, poiché durante il percorso aveva incontrato un’ambulanza che prestava soccorso ad una persona che affermava di aver preso una scossa elettrica vicino ad un albero, , ma la pianta già era stata abbattuta.

La persona che aveva preso la scossa non aveva subito problemi particolari, tanto che rifiutò il ricovero per ulteriori accertamenti.

Aveva ragione il lavoratore che non c’era tempo da perdere e bisognava disalimentare la linea elettrica.

Questi sono i fatti, cosa c’è da contestare, al punto da punire il lavoratore con una giornata di sospensione? Bho!?!?!?

E’ bravo chi lo capisce!!!!

I fatti sono anche la qualità del servizio elettrico nella nostra provincia, come nella nostra Regione.

Come il numero medio delle interruzioni che in provincia di Salerno, per esempio, sono il doppio di quelle Macerata o di Potenza o 3 volte quelle di Cremona e comunque un terzo in più della media nazionale.

Oppure il tempo per fare un lavoro togliendo la corrente ai cittadini, in alcune area del nostro territorio ci vogliono, mediamente,  oltre due ore e mezza, mentre in altre aree del paese bastano poche decine di minuti.

Pare che rispetto a questi dati sono più sensibili operai e tecnici operativi, che si assumono responsabilità lavorative, ma nel rispetto delle norme antinfortunistiche e tecniche per limitare il disagio agli utenti, che alcuni livelli di direzione aziendale.

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