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Pontecagnano Faiano: cittadini vittoriosi al Tar contro ampliamento aeroporto Costa D’amalfi, con annullamento decreti Ministeriali

Inserito da on 31 maggio 2020 – 10:01Un commento

 Dott. Vincenzo Petrosino*

 I Cittadini  con il ricorso al Tar  hanno difeso la salute della gente che vive a Pontecagnano, Bellizi e Montecorvino Pugliano, hanno difeso  la salvaguardia dell’ ambiente e  territorio agricolo, hanno presentato esaustive perizie mediche e agronomiche e complesse documentazioni.

Il territorio  verrebbe devastato e compromesso dall’alta criticità ambientale dell’opera, da molti non conosciuta.

Un aeroporto è una severa fonte  di inquinamento, esiste un inquinamento diretto dovuto ad aerei e altri mezzi e infra  strutture e un inquinamento indotto . Inquinamento la cui ricaduta è per decine di chilometri e comporterà come da progetto un peggioramento non indifferente della qualità dell’aria respirata dai cittadini.

Ricordiamo che si tratta di sottrarre ben 56 ettari di terreni e case, pari a circa 60 campi di calcio di serie A,  con grave ricaduta di inquinanti, problemi di salute  e riduzione certa della qualità di vita per i cittadini che ivi risiedono.

Ricordano i cittadini ricorrenti che l’aeroporto costa D’Amalfi , pur se con Via approvato aveva già tre importanti prescrizioni ambientali da osservare prima di qualsiasi costruzione, scaturite durante il procedimento Via . Tali prescrizioni furono  portate in evidenza  proprio dalle osservazioni presentate dai cittadini al Ministero dell’ambiente, durante il procedimento Via.

I cittadini che hanno partecipato al ricorso non sono i più temerari ma sono  solo coloro i quali hanno deciso di difendere realmente il territorio e la salute dei cittadini, di questo si parla principalmente  e non di altro .

Hanno fatto ricorso coloro che credevano in questo e coloro che non hanno avuto alcun timore di andare in giudizio  contro le istituzioni e anche, cosa  non meno trascurabile di questi tempi,  di affrontare non piccoli sforzi economici .

I cittadini ricorrenti hanno richiesto l’annullamento di ogni progetto da eseguire.

Hanno richiesto la non costruzione dell’opera e  l’annullamento definitivo dell’autorizzazione Via e di Compatibilità Urbanistica.

Questo hanno ottenuto  dalla sentenza del Tar.

Al momento è ovvio che nessuno ha avuto contatti o altro in quanto l’opera anche se ampiamente pubblicizzata non ha le autorizzazioni per essere costruita .

I ricorrenti non hanno fatto ricorso contro espropri o altro ma hanno impugnato al Tar i decreti ministeriali e ottenuto l’annullamento degli stessi, pertanto l’opera non ha nessuna autorizzazione per essere iniziata.

I cittadini ricorrenti non desiderano soluzioni alternative nè al momento queste sono da perseguire.

I cittadini preso atto del ricorso delle istituzioni soccombenti nel giudizio al Tar si presenteranno al  Consiglio di Stato, avendo dato ampio mandato agli avvocati di difendere le loro posizioni.

Nel caso dell’Aeroporto costa D’Amalfi si continua a sottolineare che il ricorso oltre a diverse situazione giuridiche, tratta dell’impatto che l’opera avrebbe sulla popolazione.

Tratta della  qualità della vita degli abitanti, del  problema sorvolati e trasportati, del  consumo di 56 ettari di terreno agricolo, dei  danni all’agricoltura che produce quarta gamma e rucola , e non della difesa della proprietà come sembra si voglia fare credere.

*Medico Chirurgo-Specialista in chirurgia Oncologica –

Per conto dei ricorrenti ( lo scrivente non è ricorrente )

Un commento »

  • DentroSalerno scrive:

    Gaetano Perillo

    Sono mesi che vengono riproposti argomenti e istanze da parte di cittadini che, fiancheggiati da diversi sostenitori e contrari all’entrata in esercizio dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi, espongono in varie sedi e con costante perseveranza le ragione del loro comportamento.
    Non si possono rigettare tout court le posizioni da loro assunte. In effetti un ricorso legittimamente inoltrato al TAR di Salerno ha fatto intravedere delle irregolarità. Il TAR ha ritenute valide le ragioni del ricorso e ha deciso per uno stop all’avanzamento dell’impresa.
    Non si può tuttavia non ritenere legittimo anche il ricorso di appello al Consiglio di Stato presentato dalle controparti. Si vedrà quindi se anche queste sono portatrici di interessi legittimi, o se invece sono animate solo da egoistici interessi e quindi indifferenti alle altrui ragioni ed esigenze.
    Trovo tuttavia singolare il modo in cui viene definito un aeroporto indicato come una “severa fonte di inquinamento”; in quanto esiste un inquinamento “diretto” dovuto ad aerei e altri mezzi e infrastrutture e un inquinamento “indotto”, la cui ricaduta per decine di chilometri, provoca peggioramenti della “qualità dell’aria respirata dai cittadini”.
    Se fosse in assoluto questa la realtà ambientale che si crea intorno agli aeroporti, credo che pochi di quelli esistenti risulterebbero esenti dalle critiche situazioni sopra descritte.
    E quindi andrebbe ipotizzata la localizzazione degli scali aerei solo in territori particolari, quali la steppa, o un deserto africano o la foresta amazzonica, ecc., onde rendere inoffensive le eventuali … nefaste ricadute, causate dalle attività di volo nei pressi degli stessi.
    Non credo che esista al mondo aeroporto costruito su suoli propri. Come capita per tante opere pubbliche, anche per un aeroporto è raro che non si debba procedere ad un esproprio più o meno vasto dei terreni occorrenti per la realizzazione delle piste.
    Si tratta di verificare se in sede di contrattazione si può pervenire ad una transazione giusta e congrua, o se invece l’irrigidimento di una delle parti rende ingestibile il problema.
    Non sfugge che, ogni volta che si debba procedere alla realizzazione di un’opera pubblica sorgono inevitabilmente insormontabili questioni di interessi legati al mantenimento o meno delle destinazioni d’uso dei terreni coinvolti. E non mancano “documentate” riserve sui gravi danni a uomini e cose provocati da impatti ambientali, con conseguenze irrecuperabili.
    Non si sottraggono quindi a questa regola, ormai divenuta “canonica”, la procedura autorizzativa e in seguito anche la fase esecutiva, se ci sarà, riguardanti l’ammodernamento e il potenziamento dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi.
    La questione della Valutazione di impatto Ambientale presenta anch’essa degli aspetti controversi.
    Per quanto fissata da parametri oggettivi, comunque a valenza generalizzata, si tratta in ogni caso di una valutazione che non risponde a rigidi criteri matematici, ma è il risultato di osservazioni, deduzioni e giudizi conclusivi per i quali non si può escludere un certo grado di soggettività.
    Via e Compatibilità urbanistica sono al momento sub-iudice in quanto ne potrebbe essere decretato l’annullamento, come richiesto dai cittadini.
    Eppure non è da escludere che nella loro formulazione sia presente quel tanto di soggettività che, vista da un’ottica diversa, possa portare a conclusioni opposte. Resta quindi nelle mani del giudice e del suo perito di fiducia la valutazione giuridicamente più attendibile, anche se non la più certa in assoluto.
    Non si vuole criticare la presa di posizione dei cittadini e dei sostenitori del NO in questa loro battaglia per bloccare l’Aeroporto in questione.
    Capirei tuttavia se si volesse realizzare sul serio una camera a gas con l’intento di eliminare quante più persone possibili.
    LlMa non credo sia questa l’intenzione.
    C’è invece la finalità di creare una infrastruttura per sopperire in parte alla dotazione deficitaria di cui soffre il Sud, spesso critico nei confronti di chi, fin dai tempi dell’Unità d’Italia, ha orientato diversamente la politica di infrastrutturazione del territorio nazionale. Col risultato di creare una forma di assuefazione nelle popolazioni meridionali a spostamenti con mezzi inefficienti, lenti e poco competitivi.
    Naturalmente é un imperativo categorico che non giustificherebbe il mancato rispetto della normativa e di tutti i requisiti tecnici ed operativi, vigenti sia in campo nazionale che internazionale, da validare con l’avallo e la supervisione degli Organismi preposti a concedere le previste autorizzazioni e le licenze necessarie per operare in sicurezza entro e fuori dello scalo.
    Credo che sia questa la strada da percorrere, piuttosto che impegnarsi in costosi e cavillosi confronti in aule giudiziarie, notoriamente onerosi in termini monetari e temporali.

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