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Aeroporto Costa d’ Amalfi ricorso a Consiglio di Stato: Istituzioni contro cittadini che hanno vinto al Tar e annullato decreti

Inserito da on 28 maggio 2020 – 10:01Un commento

Vincenzo Petrosino*

Chi ha seguito da anni la vicenda dell’ampliamento dell’aeroporto Costa D’ Amalfi di Salerno,  conosce che dopo l’approvazione Via del ministero dell’ambiente “ con tre prescrizioni da osservare “ , un gruppo di cittadini   , aventi diritto e con le possibilità di farlo, nel 2018 hanno impugnato il decreto Ministeriale nei termini di legge.

Nello stesso periodo anche i cittadini e comitati di Firenze ,che hanno anche aiutato Salerno , impugnarono il decreto per la nuova pista di Peretola .  Tutti erano a conoscenza che i decreti erano stati impugnati e in realtà a Firenze , il Tar prima e il consiglio di stato dopo, hanno bocciato il progetto e annullato la Valutazione di Impatto ambientale e quindi le autorizzazioni a costruire l’opera.

La stessa cosa è accaduta a Salerno, con meno clamore mediatico in quanto le associazioni che dovrebbero difendere ambiente, territorio e cittadini, non hanno mosso un solo dito. Probabilmente non a conoscenza   , oppure solo non “ informati sulle problematiche “, o addirittura solo perchè  non avevano compreso la grandezza e l’impatto ambientale sui cittadini e territorio.

A Salerno la difesa dei cittadini era stata affidata agli stessi avvocati di Firenze e anche le relazioni ambiente e salute erano dello scrivente che le ha realizzate ” gratuitamente ” per Firenze e Salerno.

Senza dilungarmi , e conoscendo perfettamente ogni atto del Master plan avendo redatto anche le osservazioni al ministero durante la Via  che portarono alle tre prescrizioni :  continuo a ripetere che l’allungamento della pista nel territorio di Pontecagnano, in realtà è la sottrazione di 56 ettari di terreno agricolo con case e imprese , pari a 60 campi di calcio di serie A. Ci sarà una  profonda variazione della zona in parte archeologica, con deviazione di due torrenti con  la ferrovia a 300 metri dal fine pista e un certo  peggioramento della qualità della vita dei cittadini ivi residenti, sottoposti a rumore e inquinanti pericolosi per la salute umana.

I cittadini conoscendo l’opera e il master plan e conoscendo l’azione devastante sul territorio e le variazioni che apporterà senza dubbio alla qualità della vita, alla presenza di inquinanti diretti e indotti e anche alle ricadute sulla filiera agroalimentare del luogo, hanno fatto opposizione ai decreti  Via e  di compatibilità ambientale : Vincendo al Tar.

Purtroppo probabilmente la sconfitta è stata dura, inaspettata e tremenda, tanto da  temere che tanta propaganda, lavori fatti ( pur conoscendo che c’erano i ricorsi ) fusioni di società e piani industriali che portavano i passeggeri presunti da 500.000 come da master plan a 2-3 o 5 milioni , mandasse davvero tutto in fumo come per Firenze e in un momento  complicato .

Sembra strano che in un momento di difficoltà Italiana generale,  in un periodo di pandemia , si pensa a costruire aeroporti per viaggiatori che forse verranno….invece di pensare alle piccole imprese e lavoratori in difficoltà, alle famiglie indigenti e altro . 

Non parlatemi di posti di lavoro e altro perchè a Napoli ci sono precari e senza lavoro…diciamoci le verità, non sento davvero questa tanta occupazione.

Tutti  invece con la paura di perdere i 40 milioni dello sblocca italia di Renzi , prorogati tra l’latro incomprensibilmente   dal Movimento cinque stelle  , che da difensore dell’ambiente in questo caso è divenuto un ” fiancheggiatore degli imprenditori “.

Ecco che contro i cittadini che difendono il loro territorio, la salute dei cittadini, le produzioni agricole e la sicurezza sorvolati , e anche , perchè no , le loro proprietà o parte di esse da sottrarre …. Schierarsi  diversi soggetti  oltre ai perdenti al Tar  ( Regione, consorzio aeroporto, Enac e Ministero ambiente )  in appoggio la Cgil, la Regione Basilicata, la camera di commercio di Salerno , il Comune di Salerno, Pontecagnano ! e Bellizzi !

Saranno squillate le trombe ?

Vediamo ora la stampa e i media che sembra non volere vedere i problemi dell’opera ma solo credere in inesistenti vantaggi altrui in periodo di grande crisi.

E poi vogliamo parlare di interessi privati di cittadini da calpestare perchè piccoli…e neri  ?

Somiglia alla storia dei piccoli indiani e dei grandi visi pallidi! Da Bambino ho imparato a fere il tifo per gli indiani !

Fa sorridere e dovrà fare sorridere questa storia, si vuole raccontare ai giudici che il diritto è al di sotto del raccontato interesse pubblico? Un’opera se ha problemi non conta il diritto ma l’investimenti degli attori? Il diritto si difende e se anche una sola persona ha ” diritto ed è in diritto ” può e deve essere ascoltata e perchè no  aiutata.

L’articolo 32 della costituzione Italiana , richiamato dai giudici del Tar di SALERNO E Firenze è chiaro e insormontabile da chiunque anche dalle istituzioni : La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività….

e l’opera che si vorrebe costruire è altamente impattante con l’ambiente , scarsamente studiata ,  descritta  a mio giudizio male , con scarsa attenzione alla scienza moderna e alla salute delle popolazioni esposte.

I  sindaci di paesi, dovrebbero documentarsi, leggere, ascoltare la scienza e proteggere  i cittadini  come farebbe una buona madre e non seguire l’onda di altri.

Dovrebbero tutelare in questo modo  i propri territori  non andare in aiuto alle istituzioni perdenti  e presentarsi al Consiglio di Stato.

Se voleva essere una dimostrazione di forza, temo sia solo una manifestazione di paura e debolezza, un po’ come quegli animali che per corteggiare le femmine si fanno duri, belli e forti  proprio per fare apparire magari quello che non c’è.

 *Oncologo Chirurgo 

Un commento »

  • DentroSalerno scrive:

    Gaetano Perillo
    Ritrovo in questo articolo argomentazioni, invero ripetitive, a sostegno della determinazione del TAR di Salerno di decretare un ulteriore stop al processo di ammodernamento e di potenziamento dell’aeroporto Costa d’Amalfi. Viene asserita una posizione assunta per amore della “Scienza” che ha indotto l’autore a fornire “gratuitamente” consulenze e raccomandazioni a protezione delle persone, degli insediamenti produttivi e dell’habitat, ritenuti in forte pericolo per atterraggi e decolli dallo scalo.
    Tuttavia sembra poco plausibile che Organismi sindacali, Enac, Ministeri, Entità regionali, Sindaci, eccetera, tutti animati e offuscati da biechi interessi economico-commerciali, stiano cinicamente operando per realizzare un progetto altamente inquinante e potenzialmente estremamente pericoloso.
    Fra l’altro non è un insediamento che nasce in maniera e con caratteristiche sperimentali. Sicuramente è e sarà oggetto di prescrizioni tecniche ed operative molto stringenti e vincolanti, proprio perché gli aeroporti sono infrastrutture di particolare complessità con servizi articolati e interconnessi. Si tratta cioè delle stesse normative osservate e applicate in tanti impianti similari sparsi per il mondo, che svolgono servizi di trasporto aereo per scopo di lavoro o per spostamenti a fini turistici.
    Le realtà esistenti altrove fanno ritenere che le locali istituzioni pubbliche e gli Organismi privati coinvolti non hanno assunto decisioni contrarie ai voleri dei cittadini, né che questi abbiano accettato in maniera acquiescente installazioni che potevano essere nocive per la loro salute e contrari ai loro interessi.
    Se si vogliono continuare a tenere in piedi le, chiamiamole, lamentele di chi reclama per l’arretratezza del Sud in tema di ammodernamento delle infrastrutture, allora opporsi alla realizzazione di un efficiente Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi significa portare acqua al mulino dei lamentosi e impedire che si possa mettere mano a un tentativo di ridurre il gap di cui sopra.
    In tale ottica, più che opporsi in maniera decisa e persistente, cittadini e sostenitori a vari livelli della posizione contraria, dovrebbero intavolare discussioni ad ampio spettro con i progettisti del programma e verificare l’esistenza di punti di convergenza su cui trovare una sintesi che eviti l’affossamento dell’impresa.
    Respingere un simile iter significherebbe assumere un atteggiamento di chiusura, frutto di un pregiudizio di incerta natura.

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