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Governo ruba futuro a nuove generazioni

Inserito da on 16 maggio 2020 – 10:01No Comment

Anna Monia Alfieri*
La maggioranza giallo-rossa ha dichiarato: «Non lasceremo indietro nessuno»; la Ministra Azzolina ha aggiunto: «…nel rispetto della libertà di scelta educativa delle famiglie, per supportare in modo concreto tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione»; le forze non al Governo hanno garantito una opposizione responsabile. Sulla scorta di tali affermazioni, i cittadini invocano una “coerenza responsabile”: le bozze del Decreto Liquidità, ora chiamato (suona come una beffa) “Rilancio”, sono infatti l’ennesimo schiaffo inferto agli studenti più deboli perché svantaggiati economicamente (un milione e 600mila sono quelli non raggiunti dalla DaD) e più fragili (300mila gli allievi disabili isolati).

Facciamo nuovamente il punto, nonostante le numerose dichiarazioni argomentate in modo pubblico da parte di tutte le componenti del Governo (Pd-Iv-M5Stelle) e dell’Opposizione (FI-FDI-LEGA-UDC), che pareva avessero ben compreso l’allarme: il 30% delle scuole paritarie è a rischio chiusura; 300mila sono gli allievi che busseranno alle porte della scuola statale, la quale già rischia il collasso. E questo disastro costerà, in tasse, 2.4 mld di euro.

Eppure, nelle 439 pagine del dispositivo, le scuole paritarie sono citate solo per il finanziamento di 80 milioni di euro che serviranno a coprire il mancato versamento delle rette da parte delle famiglie in questi mesi di sospensione della didattica in presenza. Il contributo sarà ripartito alle scuole materne sulla base del numero di bambini iscritti. Vengono così dimenticati i 900mila allievi (con le loro 900mila famiglie) e i 180mila dipendenti del comparto. Per il Governo queste persone contano meno di zero…

Per mera opportunità, tipica di chi se ne lava le mani alla Ponzio Pilato maniera, il Governo lascia cadere dal tavolo qualche briciola per il comparto 0-6 anni, liquidando ciascun alunno con 152 euro. È evidente che queste famiglie, a settembre, non potranno più permettersi la retta e le scuole d’infanzia paritarie, lungi dall’essere salvate, vedranno semplicemente prolungata la propria agonia. Qui dunque la maggioranza governativa ha intenzione di intervenire solo per farsi pubblicità, e non certo per un principio di giustizia che renda la Famiglia libera di scegliere. Dove resteranno mezzo milione di bambini della fascia 3-6 anni? A casa, con un costo sociale ed economico enorme. Le famiglie ricche pagheranno la baby-sitter, quelle povere no. Lo Stato, da anni in campo (a parole o nei fatti?) per la tutela della donna e delle pari opportunità, ha l’obbligo di considerare quanto grande sarà il danno per le donne più povere che vivono in situazioni di degrado in alcune terre d’Italia, nelle periferie e del Centro-Sud.

Per quanto riguarda i restanti ordini di scuola, nulla è previsto dalle bozze del Decreto per gli allievi delle scuole pubbliche paritarie. Queste ultime, altamente indebitate a causa di anni con rette sottodimensionate per non tagliare in due la società, ora si trovano di fronte ad un aut-aut:

-        chiudere e dichiarare bancarotta a giugno, invitando i loro allievi ad andare nella scuola statale. E dire ai cittadini che questo atto irresponsabile del Governo costerà loro 2.4 mld di euro, oltre ai 3 mld di euro che Fioramonti ha giustamente chiesto per ripartire con la scuola statale;

-        riaprire a settembre, ma con rette pari almeno ai costi medi per studente, l’unica cifra che consenta di riaprire in emergenza pagando i docenti, le utenze e tutti i costi. D’altronde il Miur e il Governo sanno molto bene che il costo medio è un costo simbolico… La differenza con il costo effettivo sarà a carico della scuola, così come la messa in sicurezza degli ambienti e la DaD. Insomma, la scuola paritaria, per non bloccare il Paese (senza queste 12mila sedi scolastiche, infatti, il Paese non riparte), dovrà tradire le ragioni di fondazione, introducendo una retta per ricchi. E il Governo tradirà la famiglia, perdendo un patrimonio culturale enorme e, peggio, condannando il Paese ad un sistema razzista.

Ma un Governo che sceglie di tenere in ostaggio 8 milioni di studenti, negare loro un futuro e immobilizzare l’Italia non è giustificabile né comprensibile. Il riscatto del comparto scuola paritaria gli sarebbe costato 1 mld di euro, ma preferisce spendere quattro volte di più per non liberare questi studenti e ucciderne i sogni!

Nello studio, pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni, “Diritto all’istruzione: ripartire dalle scuole paritarie. Le scuole paritarie possono fornire, con i loro spazi e le loro risorse, un forte aiuto e supporto in ottica sussidiaria”, abbiamo voluto fornire alla classe politica un focus esclusivo, ricco di dati e statistiche che giustificano ampiamente le richieste avanzate al Governo dal mondo della famiglia e della scuola paritaria, ossia:  a) la detrazione delle rette pagate in tempi di Covid-19; b) l’istituzione di due fondi straordinari, uno per il comparto 0-6 anni, l’altro per consentire ai Gestori di scuole paritarie  di poter scontare la retta da chiedere alle famiglie, garantendo però la sostenibilità economica delle opere.

Se le bozze del Decreto “Rilancio” non verranno riviste, il prezzo pagato dai cittadini più fragili sarà molto alto e un sistema scolastico iniquo non farà altro che alimentare le disparità, la discriminazione e la malavita. Lo Stato preferirà perdere la battaglia – costosissima – contro Mafia, Camorra e la ’Ndrangheta, anziché risparmiare, salvando le scuole pubbliche paritarie che, per serietà e determinazione, si pongono come antitesi a questo cancro inarrestabile?

*esperta politiche scolastiche 

 

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