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Bruxelles: Commissione europea conferma, aeroporto di Salerno fuori da programma strategico trasporti, monito on. Vuolo “Occorre immediata verifica strategia adottata fino ad ora da Regione”

Inserito da on 29 aprile 2020 – 09:50Un commento

La vicinanza a Napoli, le scarse infrastrutture a servizio dello scalo e l’inesistente traffico aereo affossano l’aeroporto di Salerno. L’interrogazione firmata dall’europarlamentare della Lega, Lucia Vuolo, e supportata dal collega Valentino Grant, evidenzia i paletti europei sullo sviluppo dello scalo salernitano.

«Sono fiduciosa – commenta la Vuolo – ma è necessario agire in modo tempestivo e con risolutezza. La possibilità di ottenere cospicui fondi per il definitivo avvio dell’Aeroporto di Salerno sarà possibile se puntiamo alla revisione delle reti TEN-T prevista entro il 2021. Un’occasione vitale per evitare l’ennesima cattedrale nel deserto».

Le reti TEN-T sono nove corridoi viari che attraversano l’Europa in lungo e in largo. L’Italia è attraversata da quattro corridoi, su quello Scandinavo-Mediterraneo dovrebbe insistere l’Aeroporto di Salerno al pari dello scalo di Napoli-Capodichino. Le reti stradali, ferroviarie, fluviali e aeree incluse nei corridoi sono così strategicamente rilevanti per il trasporto di persone e merci europei da ottenere imponenti fondi comunitari.

La Commissaria europea ai trasporti, Adina Valean, ha risposto che “in base ai parametri stabiliti dal Programma della Rete Transeuropea di Trasporto (TEN-T) e del Regolamento TEN-T (volume del traffico merci e passeggeri, la distanza e l’accesso l’aeroporto di Salerno non raggiunge le soglie stabilite e, quindi, non può essere incluso nella rete TEN-T”. Inoltre, “viene considerata assai rilevante la penalizzazione rappresentata dalla vicinanza all’aeroporto di Napoli”.

«Lo scalo aeroportuale di Salerno va salvaguardato perché rappresenta un volano di sviluppo importantissimo per la provincia di Salerno e la Basilicata, con quest’ultima Regione che fa anche parte del Consorzio Aeroportuale, la parte nord della Calabria e parte della Puglia – commenta la Vuolo, componente della Commissione Trasporto e Turismo dell’Europarlamento -. Il beneficio turistico e produttivo derivante da un aeroporto pienamente funzionante sarà incredibile per tutti, compresa la Lucania, il Sannio o il Vallo di Diano nonché per tutti gli operatori delle coste tirreniche e ioniche».

Il Master Plan elaborato nel luglio 2019 per lo scalo salernitano ha evidenziato queste peculiarità e la fusione per incorporazione tra la Gesac, società che gestisce l’aeroporto di Napoli, e il Consorzio Aeroportuale di Salerno, avvenuta il primo novembre 2019, ha gettato le basi del sistema aeroportuale integrato della Campania. In questo ruolo l’aeroporto di Salerno diventa cruciale nonché fondamentale per decongestionare lo scalo napoletano di Capodichino. Ambizioso l’obiettivo: 5 milioni di passeggeri al termine del programma di investimenti per realizzare il quale occorrono oltre 200 milioni di euro.

«Al momento – ricorda Lucia Vuolo – è stato pubblicato il primo bando per 25 milioni, ma è evidente che lo sforzo corre il rischio di essere vanificato se non ci si attiva per rivedere il ruolo dell’aeroporto di Salerno nel contesto europeo e modificare l’attuale classificazione del Programma TEN-T. Occorre, in altri termini, agire con determinazione per evidenziare alla Commissione Europea il ruolo territoriale dell’aeroporto di Salerno, le infrastrutture a supporto e la mutata caratteristica del sistema aeroportuale integrato della Campania ottenendo in tempi rapidi una revisione del Programma TEN-T e del suo Regolamento di attuazione».

 

 

 

Un commento »

  • DentroSalerno scrive:

    Credo che non si possa passare sotto silenzio e meriti un commento la notizia riguardante le considerazioni formulate in sede di Commissione Europea per le quali l’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi non avrebbe i requisiti per essere associato alla rete TEN-T.

    Primo deficit contestato, il volume di traffico – persone e merci – troppo esiguo. In effetti, allo stato attuale si deve convenire sulle non brillanti prestazioni offerte dallo scalo che, a detta dei responsabili, sono da imputare alla non ottimale configurazione e al sottodimensionamento della pista e delle altre componenti della struttura. Proprio il motivo per cui si prevede un importante programma di ammodernamento e potenziamento. Peraltro, non si esclude che la struttura, avendo un potenziale bacino di utenza molto esteso, possa contare su una richiesta variamente diffusa e qualificata proveniente da un esteso territorio interregionale. Inoltre l’abbinamento gestionale, recentemente concordato con l’aeroporto di Capodichino, mira a decongestionare quest’ultimo e a dirottare su Salerno il surplus di traffico non sopportabile dallo scalo napoletano. Quindi le previsioni di un incremento del numero di persone in transito sono realistiche.

    Secondo rilievo. Le infrastrutture di accesso all’aerostazione non sono sufficienti e vengono considerate scarse per consentire di arrivare agevolmente alla stessa. Forse non si tiene conto che (a) percorrendo pochi chilometri si raggiunge il raccordo con l’autostrada Mediterranea (ex SA – RC), (b) che la stazione ferroviaria di Salerno, attuale terminal dell’Alta Velocità SA – MI operata da RFI e da Italo, dista dall’aeroporto poco più di 20 km e infine (c) che, salvo imprevisti, dovrebbe essere realizzato il prolungamento fino all’aeroporto della metropolitana leggera di Salerno. Programma quest’ultimo che verrebbe messo fortemente in dubbio in caso di definitiva bocciatura dell’aeroporto in sede europea. Sono infrastrutture quindi assimilabili, per tipologia e configurazione, a quelle riscontrabili in altre siti sul territorio nazionale.
    Si riconosce che manca un servizio di trasporto su rotaia per raggiungere direttamente l’aeroporto, ma si tratta di un caso comune in Italia dove, esclusi Malpensa e Fiumicino, sono accessibili a mezzo treno solo Torino Caselle, Pisa G.Galilei e Palermo Punta Raisi.
    Tocca infine constatare come ancora una volta affiori il “sortilegio” che riguarda la realizzazione di opere al sud. Si rinviano o non se ne fanno quando necessario, e poi si imputa alla loro mancanza il fatto che nel frattempo non si dia corso ad altre perché prive di requisiti riguardanti proprio le infrastrutture poco efficienti.

    Un altro rilievo mosso dalla Commissaria Adina Valian per evidenziare la non rispondenza ai parametri previsti riguarda la distanza dell’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi da quello di Capodichino. In effetti sono 76,5 i chilometri che separano le due località, ma non si tratta di un caso unico in Italia. Prendiamo “Linate – Malpensa”: distano 67 km; “Linate – Bergamo Orio al Serio”: 50,7 km; “Bergamo Orio al Serio – Malpensa”: 91 km; “Pisa San Giusto – Firenze Peretola”: 78,3km; “Trapani Birgi – Palermo punta Raisi”: 88,2 km; “Crotone Sant’Anna – Lamezia Terme Sant’Eufemia”: 89,5 km; “Roma Ciampino – Roma Fiumicino”: 32 km; “Treviso Antonio Canova – Venezia Marco Polo”: 32 km; “Verona V.Catullo – Trento G.Caproni”: 92,8 km; “Caserta Grazzanise – Capodichino”: 42,4 km. Se non si ammette l’eccezione per l’aeroporto di Salerno la stessa non deve essere tollerata per gli casi prima citati e per altri ancora nelle stesse condizioni. A meno che non si tratti di un requisito peculiare il cui possesso comporta l’esclusione dal programma strategico dei trasporti. In tal caso sarebbe comunque interessante conoscere la ratio alla base di simile provvedimento.

    Così stando le cose, è importante che l’europarlamentare Lucia Vuolo non demorda nel condurre la sua battaglia intesa a modificare questa assurda presa di posizione assunta a Bruxelles. Determinante deve essere anche il supporto degli altri rappresentanti italiani, non solo della Campania, affinché non si tronchi un programma infrastrutturale a favore di un’area penalizzata per la scarsità delle dotazioni multifunzionali e di conseguenza si impedisca alle popolazioni interessate di ambire a e poi conseguire un degno sviluppo socio-economico.
    Gaetano Perillo

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