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Regione Campania: Covid-19, Consigliera di Parità Lo Mazzo, proposte riprogrammazione Fondi SIE al Presidente De Luca

Inserito da on 28 aprile 2020 – 07:00No Comment

La Consigliera di Parità della regione Campania, Domenica Marianna Lomazzo,  cogliendo le opportunità,  che le modifiche alla regolamentazione UE offrono alle Regioni,  di sfruttare le disponibilità finanziarie residue dei Fondi SIE tramite la riprogrammazione, ha inoltrato al  presidente della Regione, Vincenzo De Luca, un documento di sollecito affinché vengano previsti finanziamenti e/o cofinanziamenti di  interventi che tengano in debita considerazione l’implementazione del lavoro femminile e l’esigenza delle lavoratrici nella conciliazione work-life balance. Nel documento, condiviso e sottoscritto anche da Isabella Bonfiglio, Consigliera di Parità della città metropolitana di Napoli, da Anna Petrone, Consigliera di Parità della provincia di Salerno, da Francesca Sapone, Consigliera di Parità della provincia di  Caserta, da Rocchina Staiano, Consigliera di Parità della provincia di Benevento, si chiede di:

1)-incentivare le imprese del territorio campano nell’utilizzo, laddove compatibile, dello smart-working, predisponendo idonee risorse per il finanziamento di progetti mirati e per il finanziamento o cofinanziamento, con contributi a fondo perduto, di Piani aziendali di smart-working e /o per l’acquisto  della idonea relativa strumentazione. I progetti non debbono avere carattere di temporaneità e, si auspica, non debbono essere solamente legati alla gestione della “fase 2-Covid-19”;

2)-destinare risorse tramite finanziamenti a fondo perduto e/o ulteriori agevolazioni per favorire la nascita ed il consolidamento di nuove aziende a carattere femminile, in particolare nei settori dell’agricoltura/agroalimentare, del terziario, nell’artigianato, privilegiando quello tradizionale e  artistico, dove già è significativa la  presenza di imprese composte e guidate dalle donne, ma anche  nei settori dell’Hardware, della  Clean Tecnology, etc.

3)-emanare ulteriori bandi riguardanti gli Accordi territoriali di Genere per sostenere la conciliazione vita professionale- vita di cura e per incentivare la presenza delle donne nel mercato del lavoro, se del caso e se possibile, anche rifinanziando, per velocizzare i relativi lenti e farraginosi iter burocratici, i progetti che si stanno realizzando sul territorio regionale e che hanno avuto  una positiva ricaduta sia sotto il profilo del sostegno alla maternità, sia sotto il profilo dell’implementazione dell’ occupazione femminile.

 Le sollecitazioni  scaturiscono dalla consapevolezza  che le problematiche dell’occupazione femminile nel nostro Paese sono, per lo più, largamente imputabili ai persistenti differenziali tra Nord e Sud rispetto alla domanda di lavoro ed alle reali opportunità occupazionali offerte dalle economie locali. La maternità e la cura familiare sono i principali ed irrisolti ostacoli  per la permanenza e per l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, situazione che può diventare  ancora più complicata nella gestione della Fase2, conseguente all’”emergenza Covid 19”. La quasi totale carenza nelle aziende di strutture e di strumenti a sostegno della maternità e della  genitorialità  rende difficile la conciliazione dell’impegno lavorativo con la cura della famiglia ,  tanto che è significativo  su tutto il territorio nazionale il fenomeno dell’abbandono  del lavoro da parte delle donne per motivi legati alla conciliazione. In Campania, secondo i dati delle dimissioni, ai sensi dell’art. 55 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, convalidate nel corso del 2018 dall’Ispettorato Nazionale  del Lavoro, sono state  ben  2.734, per cui   risulta necessario continuare ad utilizzare, insieme con le Regioni sia nei POR che in ambito nazionale, il Fondo Sociale Europeo per sostenere la conciliazione vita/lavoro con progetti operativi e concreti e prevedere un poderoso piano per implementare l’occupazione femminile nel Mezzogiorno. Il tasso di occupazione femminile intorno al 30%, che si registra in  tutte le regioni meridionali, tra le quali la Campania , è di circa 35 punti inferiori rispetto alla media europea e sensibilmente distante da quelle del Centro-Nord. E’ necessario promuovere nel mondo del lavoro le  donne e le giovani donne meridionali che vivono il paradosso di essere le punte più avanzate della modernizzazione del Sud, perché hanno investito  in percorsi di formazione e di conoscenza  e, al tempo stesso, sono le vittime di una società  che non ha ancora messo in campo strumenti in grado di valorizzane le  competenze e le  passioni”.

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